media & sipario - Elementary, io l'ho visto. Tu puoi anche evitarlo!

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Elementary, io l'ho visto. Tu puoi anche evitarlo!

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La seconda serata domenicale di Rai2 ospita da pochissimo (e speriamo ancora per pochissimo, ma riteniamo che saremo smentiti) una nuova serie "crime" dell'americana CBS, l'ennesima versione televisiva di Sherlock Holmes

TV - Protagonista della serie Jonny Lee Miller che interpreta Sherlock Holmes, mentre il ruolo del dottor John H. Watson è stato affidato alla bella Lucy Liu (cinese) che, ovviamente, visto il proprio sesso, ha dovuto adattare il nome del personaggio in Joan Watson. Il titolo della serie è "Elementary".

Cosa ci "azzecchi" lo Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle con questa trasposizione ai giorni nostri, maggiormente vicina al secondo film di Guy Ritchie (il primo è più guardabile), è la domanda che andrebbe posta all'autore Rob Doherty, se fosse possibile. E la seconda domanda sarebbe anche "perché". Ma questa domanda andrebbe posta anche agli autori italiani che poco tempo fa hanno voluto trasferire Nero Wolfe da New York a Roma. Ma lasciarli in pace tutti a casa propria, no? E non si tratta di razzismo in materia di letteratura gialla.

Potremmo anche passare sopra al fatto che l'investigatore più famoso del mondo sia stato catapultato dalla grigia e nebbiosa Londra vittoriana alla moderna New York dei giorni nostri. D'altra parte, nella sua onesta carriera cinematografica e televisiva, Holmes ne ha viste molte, forse troppe, e non solo per colpa del suo papà letterario, Sir Arthur Conan Doyle, che se ne voleva sì sbarazzare, quando il personaggio era oramai divenuto troppo ingombrante, ma non sicuramente così.

Sherlock Holmes ha dovuto, dicevamo, affrontare dinosauri meccanici in "Sherlock Holmes" del 2010, regia di Rachel Lee Goldenberg, probabilmente uno dei peggiori film in assoluto tra le centinaia di pellicole che ruotano intorno all'investigatore inglese, ed è anche già stato negli Stati Uniti in "Sherlock Holmes a Washington" del 1943, modesto filmettino di propaganda della eccellente (in altri film) coppia Basil Rathbone (Holmes) e Nigel Bruce (Watson). Ma finora nessuno aveva osato, in una stessa serie, ringiovanire Sherlock Holmes, caratterizzarlo anche fisicamente come il Dottor House, con la barba sempre incolta, riempirlo di tatuaggi e affidarlo ad una sorta di assistente sociale - inespressiva - per poi tenerlo a New York, contro la sua volontà, per completare un periodo di terapia contro droghe e alcol, pagato dal "padre" ricco in Inghilterra.

Il povero Lestrade è stato, almeno lui (e meno male!), lasciato a Londra, ma sostituito a New York dal detective (di colore, ovviamente) Marcus Bell. Ci aspettiamo quindi che quanto prima Andrea Camilleri, invidioso di tanto ardire, trasferisca il povero commissario Salvo Montalbano a Milano, lo costringa a cantare "Oh mia bela Madunina" e a mangiare in piedi un costoso panino in un bar del centro, accompagnato da una Coca-Cola, abbiamo però l'impressione che Zingaretti rifiuterà di prestarsi. E i lettori/spettatori andranno a occupare la Sellerio prima e la Rai dopo.

Rassegnamoci quindi ad assistere a questo afflato di modernità, Elementary è composto finora di 24 episodi, passerà presto. Se invece non volete rassegnarvi a come sia stato maltrattato il metodo deduttivo di indagine, frutto di tanto studio scientifico, la Rai attenua il proprio errore d'acquisto, mantenendo visibile sul proprio portale lo sceneggiato in 3 puntate del 1968, interpretato da Nando Gazzolo e Gianni Bonagura.

Vi consigliamo anche i 3 pregevoli audioracconti della casa editrice Full Color Sound, con lettore d'eccezione Francesco Pannofino: "SH e un caso d'identità", "SH e la lega dei capelli rossi" e "SH e i cinque semi d'arancia". Oppure, ancora meglio, riprendete in mano i libri, tutta l'opera omnia dedicata da Conan Doyle a Holmes è di appena 4 romanzi e 56 racconti, scritti - "bene" - tra il 1887 ed il 1927. Basta spegnere la tv e aprire libro o ebook, le vostre celluline grigie (prendendo in prestito l'espressione di un altro celeberrimo mito dell'investigazione di oltre Manica) ne avranno solo che a guadagnarne.

I grandi classici in bianco e nero

Basil Rathbone (1892-1967) e Nigel Bruce (1895-1953), cinematograficamente la migliore e più longeva coppia Holmes & Watson. I due interpretarono la coppia di investigatori inglesi in 14 film della Universal Studios, dal 1939 al 1946, e in circa 200 drammatizzazioni radiofoniche. A Rathbone si ispira, almeno nel nome, "Basil, l'investigatopo", deliziosa versione Disney (ovviamente a cartoni animati e più rispettosa di "Elementary") dell'investigatore.

The adventures of Sherlock Holmes

Sherlock Holmes è interpretato da Jeremy Brett (1933-1995), in una delle migliori e maggiormente fedeli (anche se leggermente "lenta") serie televisive inglesi, prodotta da Granada Television. L'attore britannico venne affiancato, nei 41 episodi tratti dal canone ufficiale di Conan Doyle, da due Watson, il primo fu David Burke, cui subentrò poi Edward Hardwicke.

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