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Tue, Jun

Sul viale del grande musical il sole non può tramontare mai

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A raccogliere meritatamente tutti gli applausi del pubblico, nei panni di Norma Desmond, Donatella Pandimiglio, Artista (la "a" maiuscola è voluta) per vocazione naturale e piacere di chi la ascolta

RECENSIONE - Piena e convincente la versione italiana (su licenza ufficiale per il palcoscenico italiano da parte della Really Useful Group - titolare dei diritti sia sul mercato inglese che su quello internazionale) di "Sunset Boulevard", celebre musical di Andrew Lloyd Webber, in prima nazionale al Todi Festival 2014.

Che Donatella Pandimiglio fosse brava lo sapevamo già, è il suo curriculum artistico a dichiararlo, affollato di collaborazioni con i nomi che contano della scena musicale italiana (uno per tutti Nicola Piovani), ma non che fosse anche così coraggiosa (o imprudente) nel volersi misurare e confrontare con - nell'ordine - Gloria Swanson (prima interprete del film "Viale del tramonto, 1950, di Billy Wilder, da cui il musical ha preso ispirazione), Glenn Close (interprete americana di Norma Desmond a Los Angeles e Broadway), Petula Clark (protagonista della riedizione americana del 1988), ma soprattutto Patti LuPone ("Sunset Boulevard" nel West End e "Evita" a Broadway) e Elaine Paige ("Evita" e "Cats" nel West End e quindi voce indiscussa e indiscutibile di "Memory") due delle più grandi signore dell'opera webberiana.

Lo ha fatto, portando al pubblico umbro, ma abbiamo riconosciuto accenti provenienti dalla Tuscia, oltre a tanti addetti ai lavori del centro Italia, una propria personale versione del "Sunset", con la regia di Federico Bellone e la direzione musicale di Giovanni Maria Lori, nella traduzione e adattamento di Franco Travaglio.

Il cast, tutto, all'altezza dello spettacolo offerto, ineccepibile per canto, danza e recitazione, con poco altro da aggiungere. Orchestra "vera" e non basi, nascosta dietro il telo della proiezione (non essendo, ovviamente, disponibile la "buca" nella centrale Piazza del Popolo).

Composto da Andrew Lloyd Webber nel 1993, con testi e libretto di Don Black e Christopher Hampton, "Sunset" si colloca - nella cronologia artistica webberiana - dopo il tiepido (parere del tutto personale) "Aspects of Love", ed è basato sul film di Billy Wilder.

norma desmond

Il musical racconta di Norma Desmond, diva dimenticata del cinema muto, e del suo incontro con il giovane sceneggiatore Joe Gillis (interpretato da un bravissimo Simone Leonardi, ma non che Giulia Fabbri, Marco Massari e Renato Cortesi lo siano stati meno); incontro che suscita nella diva la speranza di poter tornare nel mondo del cinema e mostrare la superiorità della propria arte mimica su quella degli attori del sonoro.

simone leonardi - marco massari

L'opera originale ha debuttato a Londra il 12 luglio 1993, al Teatro Adelphi con Patti LuPone. Il debutto americano a Los Angeles, nel dicembre dello stesso anno, con Glenn Close, per poi spostarsi a Broadway, l'anno successivo (Minskoff Theatre) dove ha ottenuto il record di più di 37 milioni di dollari in biglietti venduti solo in prevendita.

norma desmond

La versione "pandimigliana" ha strizzato, volutamente, l'occhio al film, sfruttando sapientemente gestualità e recitazione, mantenendo sempre alta comunque l'attenzione sulla partitura musicale, marchio di fabbrica di Andrew Lloyd Webber. Il risultato è un "prodotto" veramente senza pecche, che i circa 1500 presenti alla prima di Todi hanno lungamente applaudito.

simone leonardi e giulia fabbri

Un'operazione coraggiosa, quella di portare il canone inglese sul mercato italiano, senza affidarsi agli artisti provenienti massicciamente dalla televisione (e di conseguenza dai talent), ma solo alla qualità artistica. Operazione che chi è avvezzo a frequentare il West End ha pienamente apprezzato, dimenticando immediatamente il leggero fastidio prodotto dall'ascoltare canzoni già conosciute nella forma originale nella loro pur pregevole traduzione in italiano (d'alta parte se non si traduce l'opera per quale motivo si dovrebbe tradurre il musical?).

Un'operazione di coraggio che - ci auguriamo - possa presto essere portata in tour, oppure - ma qui la speranza diventa sogno - trovare alloggio stabile in un teatro. L'esempio è davanti ai nostri occhi, basta recarsi a Londra e cercare i biglietti d'ingresso per l'Her Majesty's Theatre: dal 1986 "danno" con nove spettacoli a settimana il "Phantom of the Opera" e sempre in "sold out". Ma quella è Londra potrebbero obiettare i nostri lettori, non possiamo che dare loro ragione.