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Wed, Aug

Fiori Neri, una grande famiglia sopra e sotto il palco

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Sono tante le cover e tribute band - il termine non indica la stessa tipologia - che affollano il territorio italiano, tra "ufficiali" e non...

Perché i Fiori Neri (tribute ufficiale Nomadi) riscuotono oramai da anni un così significativo apprezzamento? Cosa avranno in più di altri?

LIVE REVIEW - Si è da poco concluso l'ennesimo concerto dei Fiori Neri, band dal "cuore emiliano", visto il loro aperto e costante riferimento ai Nomadi. Come sempre - e non è il primo dei loro concerti cui assistiamo - i sette "fiori" (Riccardo Bizzi, voce - Andrea Concarella, basso - Luca Marroni, chitarra e voce - Giovanni Neri, chitarra - Leonardo Rossi, pianoforte e tastiere - Stefano RuspantiniMassimo Stendardi, batteria e percussioni) hanno offerto una serata di pregio, sia musicale che affettivo, con un pubblico che si è divertito, ha applaudito e cantato e, soprattutto, si è stretto virtualmente - sul palco posto per tutti non c'è! - attorno alla band. 

Che i Fiori sappiano ben interpretare i Nomadi è fuori di dubbio, che il cantante (entrato in formazione nel 2014) si trovi oramai a suo agio con il repertorio (specialmente con quello più recente, targato "Cristiano Turato") anche, ma anche questo non sarebbe sufficiente a giustificare l'affetto che questa band viterbese, in attività dal 2007, riscuote ad ogni esibizione. 

A nostro modesto e opinabile giudizio, quello che distingue i Fiori Neri da altre band è l'aver costruito veramente un concetto di grande Famiglia, che non è solo quella composta dalle proprie. Ad ogni loro concerto ci sono mogli pazienti con bimbetti orgogliosi di vedere i papà suonare e cantare (o se troppo piccoli, dormire nel passeggino ai lati del palco), ma anche genitori/nonni affettuosi, cugini e altri parenti, anche solo alla lontana, che accettano sempre l'invito per passare tutti assieme una bella serata, resa ancora più piacevole da musica che oramai travalica gli autori, ma è diventata di tutti.

Finito il concerto poi, i bimbi salgono sulle braccia stanche dei padri per ricevere quelle giuste attenzioni finora riservate a strumenti e spartiti, mentre le mogli, quelle pazienti che "sopportano e supportano" le tante prove e i concerti, si prodigano con un asciugamano, preoccupate per un eventuale raffreddore o l'eccessiva stanchezza. Anche perché il lunedì dopo bisogna andare a lavorare (come se suonare e fare concerti non sia un lavoro faticoso). Il "terzo tempo" per i Fiori Neri non è solamente una canzone, ma un normale atteggiamento di vita e si prestano con leggero imbarazzo - e sempre con il sorriso - a mettere gli autografi sulle magliette o fare le foto ricordo.

Accentua ancora più il concetto di "famiglia musicale allargatissima" l'attenzione che poi riservano agli altri. Ai loro concerti è sempre presente un piccolo gazebo dove persone gentilissime (vedi sempre "quelle" con l'asciugamano di poco prima) danno spiegazioni, regalano cd o magliette e raccolgono così contributi per l'Associazione Augusto Per La Vita (da circa 23 anni contribuisce con borse di studio scientifiche alla ricerca contro le malattie oncologiche), inutile dire che per questo loro impegno la band viterbese è stata nominata socio onorario dell'Associazione.

Scrive Rosanna Fantuzzi (compagna di Augusto Daolio e presidente dell'Associazione): "I Fiori Neri sono tra quelle persone per le quali non sentiamo l'obbligo di dire grazie per quello che da anni fanno per sostenere i nostri progetti... diciamo vi vogliamo bene, siete quello che Augusto ha sempre considerato una ricchezza... Amici!".

Forse è questa l'unica spiegazione, ai concerti dei Fiori Neri si va e si ritorna perché l'invito di un amico, se sia per un caffè o per due ore di musica, si accetta sempre volentieri. Il problema è che i Fiori avrebbero bisogno di una macchinetta del caffè enorme, dove farne 500 per volta. Forse conviene loro continuare a suonare.