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Dalla caccia alle stelle (danzanti) alla danza pura il passo è breve

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A caccia di stelle danzanti è stato il leitmotiv (e l'hashtag) dell’edizione 2017 di Caffeina, festival culturale che si tiene in estate a Viterbo

RECENSIONE - Da sempre l’uomo cerca di cogliere nelle stelle dei segnali da interpretare per cercare risposte sui misteri insolubili dell’universo. Se mai esistesse qualcosa che possa avvicinare l’uomo alle stelle, somiglierebbe senz’altro alla danza estatica del “Sufiu Tannoura Dance”.

solista

La danza e la musica hanno un potere speciale, sovrannaturale, sono capaci di diventare ponti che uniscono popoli diversi, ponti che uniscono l’uomo al divino. La danza antichissima dei dervisci volteggianti che arriva dal lontano Oriente, in Egitto ha incontrato la musica rituale della valle del Nilo, la coniugazione di queste due espressioni d’arte tradizionali ha prodotto uno spettacolo di grande bellezza, rappresentato magnificamente dal balletto di Stato egiziano Al-Tannoura.

un momento dello spettacolo

I danzatori delle stelle sono un gruppo folcloristico composto da musicisti, cantori e danzatori. Ripropongono le danze sacre dei dervisci, un rito ancestrale della tradizione Sufi che permette ai danzatori, attraverso la continua rotazione su se stessi, di raggiungere l’estasi meditativa. Non è una danza semplice, è fatta di regole e passi precisi, di impegno e meditazione, è un percorso mistico che simboleggia l’armonia delle stelle, il cammino del sole e degli astri, il concetto filosofico che l’universo ha origine e fine nello stesso punto. Un rito misterico riservato a pochi, un’esperienza spirituale intensa destinata ai monaci islamici; oggi è diventata visibile a tutti, protetta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità.

musicisti

Un po’ come la visione dell’affresco di Michelangelo “La creazione di Adamo”, nella Cappella Sistina, in origine destinato ad essere ammirato solo dal clero e dalle personalità ammesse al cerimoniale del papa. Il paragone non è irriverente o spiazzante, è stato citato dall'incaricato d’affari egiziani, Ayman Tharwat, quando ha spiegato che la mano destra, puntata al cielo durante le danze, simboleggia il contatto tra l’uomo e Dio. Immediato l’accostamento tra il dito di Adamo toccato da Dio e quello dei danzatori puntato al cielo. Potenza delle immagini. Inaspettati ponti tra culture che appaiono tanto diverse.

solista

In una Piazza San Lorenzo (a Viterbo) affollata all’inverosimile, sul palco sale il gruppo di musicisti egiziani, lunghi abiti bianchi, tra le mani strumenti musicali tradizionali. Lenta parte una musica dolce e sinuosa, che immediatamente parla di Oriente e Mediterraneo. Un anziano derviscio suona i cimbali, ha uno sguardo intenso e il sorriso di un vecchio saggio di cui puoi fidarti. È lui a dare il ritmo e il tempo ai giovani danzatori. I ballerini si dispongono in cerchio, cominciano a ruotare con le loro gonne bianche che fluttuano leggere nell'aria, ma è solo il preludio di uno spettacolo così bello da togliere il fiato.

un momento dello spettacolo

La musica non cessa mai, ipnotica e ripetitiva, un ritmo costante che accompagna l’ingresso di un ballerino con una lunga gonna vivacemente colorata. Comincia a girare vorticosamente su stesso, il tempo sembra non finire mai, centinaia di giri mentre la gonna fluttua, si gonfia, si sdoppia, compare tra le mani levate in alto e diventa un caleidoscopio di colori, una festa per gli occhi che stordisce i sensi. È l’uomo da solo che cerca Dio, che diventa tramite tra il cielo e la terra, che dispensa agli altri il dono ricevuto dalla sua estasi vorticosa.

solista

E poi ancora, altri danzatori con lunghe gonne sovrapposte, il palco diventa un tripudio di colori in movimento. I danzatori non si risparmiano, decidono di scendere tra la folla, continuando a far ruotare sulla propria testa la gonna colorata, senza mai fermarsi, non si sottraggono a nessuna foto, sanno giocare con il pubblico mettendosi in posa e dispensando sorrisi schietti e gioiosi.

al-tannoura

Forse la rappresentazione delle danze sacre dei dervisci non potrà eguagliare il misticismo schivo dei monaci islamici, ma in questa serata calda con il cielo pieno di stelle, in qualche modo il divino ha compiuto un miracolo, regalando a una folla incantata la rivelazione della bellezza.

(articolo di Stefania Ioime / foto di Claudio Cavalloro - tutti i diritti riservati)