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Saranno sufficienti "solo" 12 qualità per sopravvivere in un tribunale?

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Titolo curioso, sicuramente, per una divertente guida, con destinatari principalmente gli addetti ai lavori, scritta dal magistrato Giacomo Ebner

LIBRI - Presentazione con autore all'interno del contenitore culturale Caffeina, a Viterbo, sotto l'egida dell'Ordine degli Avvocati della città. L'opera in questione non è una seriosa ed enciclopedica guida legale, ma un delizioso manuale semiserio, diretto agli operatori del diritto (ma anche a tutti gli altri), su quali qualità siano necessarie per resistere in un tribunale. "Dodici qualità per sopravvivere in tribunale (e non è nemmeno certo)", editore G. Giappichelli. L'autore, Giacomo Ebner, è un magistrato, ex avvocato, attualmente distaccato al Ministero della Giustizia.

In Ebner non c'è la minima traccia del "Signor giudice" di Roberto Vecchioni o dell'altro collega poco cresciuto e cantato da Fabrizio De André, lo scrittore è una persona di grande umanità, cortesia e amore per la propria professione. Ed è questo uno degli aspetti più interessanti del libro, pieno di ironia (e di autoironia), ma contemporaneamente in grado di scendere in profondità, con una connotazione a tutto tondo e abbastanza rara.

giacomo ebner

Basta leggere le note sull'autore, poste in quarta pagina per capire il tenore del volumetto: Giacomo Ebner nato a Roma di 5,50 Kg, dopo 10 mesi di gravidanza, non ha mai recuperato né il peso in eccesso, né il mese di ritardo. Voleva fare il medico, ha preferito fare l'ammalato. Da dodici anni convive con il parkinson, e con fierezza sostiene di essere un magistrato che trema senza paura. E' stato avvocato, poi giudice del dibattimento e delle indagini preliminari. Ideatore della notte bianca della legalità che ha aperto il Tribunale di Roma a circa 5000 ragazzi. Il suo motto è: “siamo tutti appesi ad un filo, ed io sono anche in sovrappeso”. Onestamente non ci è sembrato così abbondante come si descrive, ma ogni persona è libera di "vedersi" come crede.

Tornando alle "qualità", dalle pagine esce con assoluta chiarezza l'affetto per quello che, con un termine un po' abusato, ci si ostina a chiamare “pianeta giustizia”, quasi sia un qualcosa di assolutamente distaccato dalla realtà, fatto solo di grandi processi e di grandi reati, di famosi avvocati e magistrati, di televisione, chiacchiere e dibattiti, senza considerare che l'amministrazione della giustizia è un qualcosa che tocca tutti, soprattutto nelle piccole cose di ogni giorno, e che ad ognuna di esse si deve dedicare la stessa attenzione.

la presentazione a caffeina

Ebner puntualizza che giudici ed avvocati sono due facce della stessa medaglia, tanto che indossano lo stesso abito, la toga, e che nello svolgere il loro compito non possono dimenticare tutto il personale che intorno alle aule di giustizia ruota: cancellieri, personale amministrativo, ufficiali giudiziari e consulenti.

Ogni categoria coinvolta nel leggere il libro trova personaggi noti o figure già viste (l'avvocato "anzianissimo" o l'avvocatessa incinta al nono mese di gravidanza che si aggirano per le aule di giustizia sono ormai un classico), può - se si tratta di avvocato - ritrovarsi a riflettere sull'elenco di scuse del cliente che non vuol pagare, e segnare tutte quelle che gli sono state di volta in volta proposte.

Si possono ritrovare situazioni che si credevano potessero esistere solo nei vecchi film con Peppino de Filippo (Un giorno in Pretura di Steno); il ladro di pasticcini beccato in flagranza, anzi in “fragranza” (come dice l'autore) potrebbe essere uno dei tipici personaggi di Totò o della commedia napoletana.

dodici qualità per sopravvivere in tribunale

La dote di Ebner è sicuramente la resilienza! Solo chi ha un amore smisurato per il proprio lavoro, prima di avvocato e poi di giudice, e deve abbandonarlo per gravi motivi di salute, è capace di trovare il modo di rendersi utile a quel mondo, da cui non vuole assolutamente staccarsi.

In conclusione, il libro è godibilissimo per tutti, ma in particolare dovrebbe trovare residenza nello studio di ogni avvocato e nell'aula di ogni giudice, anche solo per ricordare che mai, in un lavoro che pone a contatto con i problemi grandi e piccoli della vita, bisogna dimenticare di sorridere. L'unico difetto di "Dodici qualità" è che è difficile da trovare in libreria, ma per fortuna c'è Internet!