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The Phantom of the Opera, da 31 anni al servizio del Teatro di Sua Maestà

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Febbraio 1984, Cameron Mackintosh si sta godendo un lungo bagno caldo, quando squilla il telefono: è Andrew Lloyd Webber 

MUSICAL - Da questa telefonata, ipotizziamo una delle tante tra il produttore ed il compositore, nasce - quasi per caso - l'idea per un successo che, dal 9 ottobre 1986, riceve applausi costanti dal pubblico che affolla l'Her Majesty's Theatre, nel West End, ogni settimana. Da Londra a New York, come sempre il passo è breve, anche se il pubblico di Broadway dovrà invece attendere il 26 gennaio 1988, data di debutto del "Fantasma" al Majestic Theatre, dopo poco avrebbe "aperto" anche Tokio, ricorda con una sua nota il regista Hal Prince
Per le due première più importanti dello show business teatrale mondiale i protagonisti sono gli stessi: Michael Crawford è Phantom, Sarah Brightman è Christine e Steve Barton è Raoul.  

her majesty's theatre

L'idea di Andrew Lloyd Webber di trasformare in musical la novella di Gaston Leroux si rivela vincente, con un gradimento e apprezzamenti trasversali che crescono e diventano costanti negli anni. Si festeggia il ventennale, per il venticinquennale viene finalmente realizzato il dvd con la registrazione dell'opera. Lo scorso anno festa (in streaming) per le "prime trenta candeline.
Siamo al 2017, il Fantasma ha trentuno anni splendidamente portati, che non possono far altro che evidenziare la qualità ed il successo, non per caso ma per meriti artistici, di uno dei musical meglio riusciti da "Show Boat" in poi. Una perfetta fusione dei componenti che ogni spettatore vorrebbe trovare entrando a teatro.

commemoration stone

L'approccio londinese a "The Phantom of the Opera" andrebbe fatto sorseggiando una preziosa bottiglia di Château Pétrus (il suggerimento - e lo ringraziamo per questo - è del maître Claudio Sarti), per rendersi conto, coinvolgendo gusto, vista e udito di quanta maestria sia stata messa nella sua realizzazione. Una grande storia d'amore, ovviamente tragica (anche se abbiamo sempre la speranza che prima o poi Andrew Lloyd Webber decida di riscriverne il finale, virandolo sull'happy end), che portata a teatro è stata in queste tre decadi sempre "aggiornata", a piccoli, quasi impercettibili, ma significativi passi, riadattando il Fantasma al percorrere dei tempi e alle migliaia di spettatori che lo hanno finora applaudito. Avendo la possibilità di fare confronti tra le prime registrazioni e le successive, ci si rende conto di come gli arrangiamenti abbiano seguito una precisa linea evolutiva, quasi presagendo le varie "versioni" e le diverse possibilità che si vengono a presentare nel corso degli anni.  

the phantom of the opera

I costumi sono sempre e assolutamente di rara bellezza (firmati da Maria Bjornson); le scenografie mobili hanno dell'incredibile (il fiume sotterraneo e la scalinata, per citare gli elementi di maggiore percezione visiva), rivedendo il musical più volte si possono apprezzare e cogliere gli innesti di altissima precisione e maestria; le canzoni hanno da tempo abbandonato lo spazio teatrale per diventare setlist del grande repertorio internazionale di grandi cantanti; orchestra dal vivo di 27 elementi ed un cast di 39 persone tra cantanti/ballerini/riserve.
Tutto concorre perché si abbia piacere nel vedere (e rivedere ancora) questo grande spettacolo, perché si esca dal teatro convinti che: "questo è il musical, diffidare dalle imitazioni!"

her majesty's theatre

In questo momento, i tre ruoli principali della versione londinese sono affidati a Ben Forster (Phantom), Celinde Schoenmaker (Christine) e Nadim Naaman (Raoul). Ed è apprezzabile notare come anche le interpretazioni siano leggermente cambiate negli anni, favorendo una maggiore accentuazione gestuale e mimica (nel caso degli interpreti maschili) e - soprattutto - consegnandoci una delle migliori voci femminili che finora si siano cimentate con questo difficile ruolo.
Il piacere che si prova nell'ascoltare la cantante olandese impegnata nella parte finale di "Think of Me" e nel duetto "The Phantom of the Opera" è mitigato solo dal fatto che le canzoni hanno fine e non vengono bissate!

the phantom of the opera

Le circa due ore di spettacolo scorrono via talmente veloci che uscendo dal teatro sembra sia mancato qualcosa, che per un assurdo scherzo sia stata tagliata via una scena o una canzone. In realtà non manca nulla, forse il lieto fine. Ci ostiniamo ad attenderlo, anche per avere un'altra scusa e tornare in sala ad applaudire, ma non è poi così necessario: per rivedere il Fantasma basta solo avere la possibilità di passare da Londra. L'Her Majesty's Theatre attende il pubblico 6 giorni su 7 con otto spettacoli settimanali, la domenica il Fantasma si riposa. Chissà cosa fa?

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