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Mobius Strip, quando il jazz si confonde piacevolmente con il rock

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Debutto discografico (e omonimo) del quartetto italiano Mobius Strip. Un esordio dichiarato jazz-rock, probabilmente più jazz che rock

DIGITAL REVIEW - Band abbastanza giovane, anche se in musica l'età anagrafica è sempre relativa, con un substrato fondamentale nel jazz, che si fa volentieri "contaminare" dal rock più "progressivo". Un quartetto di musicisti che integra, di conseguenza, le sonorità più ricercate di entrambi i generi, in quello che una volta veniva definito "fusion" e che oramai, purtroppo, non esiste più o quasi.

Il disco si presta comunque ad essere ascoltato da un pubblico che non ama rimanere all'interno dei confini audio di un solo genere e riesce anche a spaziare su sonorità meno canoniche. Un ascolto che non deve spaventare chi non ha mai approcciato al mondo del jazz, perché - ed è questo il primo indubbio merito ascrivibile al progetto - "Mobius Strip" (l'album) può riuscire ad incontrare anche il lettore più confuso della macchina. Anche se, naturalmente, merita un ascolto non distratto da altro, possibilmente anche in qualità.

cover

Un totale di 6 brani, tutti strumentali e di durata conforme al genere (almeno per 5/6), dalla "voce" chiara e pulita, segno anche del buon lavoro fatto in studio, con virate maggiori ("Dejà vu" / "Mobius Strip") o minori nel jazz, tagli romantici ("Call It A Day"), sonorità che evocano in partenza la Spagna ("Andalusia" - presente anche in forma video su YouTube) per poi allinearsi e confondersi nella declinazione musicale principale, della quale la band fa acclaratamente parte, anche se non completamente. D'altra parte la scelta del nome, Mobius Strip, non può essere stata casuale. 

Il disco è stato registrato e mixato da Antonio Aronne al The Form Studio 2.0. La bella copertina è di Francesco Tersigni e il design dell'album è stato curato da Enzo Simoncelli (Stregò Design).

booklet

Line-up: Lorenzo Cellupica (piano e tastiere), Nico Fabrizi (sax e flauto), Eros Capoccitti (basso), Davide Rufo (batteria).

Tracklist: Bloo, Déjà vu, First Impressions, Call It A Day, Andalusia e Möbius Strip. Durata: 46:10. Distribuzione Musea Parallèle (Musea Records).

Ulteriori informazioni: pagina facebook Mobius Strip - bandcamp https://mbiusstrip1.bandcamp.com/releases (foto di copertina di Antonello Conte - tutti i diritti riservati)

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