media & sipario - Carnevale e Venezia, un binomio veramente inscindibile

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Mon, Oct

Carnevale e Venezia, un binomio veramente inscindibile

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Venezia ed il Carnevale sono come pane e nutella, vantano innumerevoli tentativi di imitazione, ma l'originale è sempre meglio! Con questa convinzione siamo andati a vivere uno degli eventi più ammirati, in Italia e nel mondo

VENEZIA - Chi viene da fuori ha immediatamente voglia di immergersi nell'atmosfera di festa, basta una semplice mascherina (da pochi euro, sui banchetti che spuntano in ogni angolo della città), per sentirsi parte dell'evento. In questi giorni si dà sfogo alla fantasia ed un semplice cappellaccio nero, ornato da fiori ed un mantello ti fanno sentire subito partecipe dell'atmosfera veneziana. Il forte freddo non favorisce le maschere più discinte, ma ci è capitato di vedere, domenica, anche una ballerina di samba brasiliana, vestita solo di una tutina di tulle nera, scollata, sotto alla gonna a balze: probabilmente lunedì è diventata una statua di ghiaccio che orna deliziosamente piazza San Marco.

Il pensiero corre al passato, quando in questo periodo tutta la città era invasa dello spirito carnascialesco ed ogni cittadino, di qualsiasi ceto o censo partecipava alla festa. Non c'erano né ricchi né poveri, né uomini né donne, regnava sovrana la maschera! In tempi moderni si è cercato di recuperare questo spirito, e di volta in volta ci si è riusciti più o meno bene. Certo in giro di belle, anzi bellissime, maschere se ne vedono, ma a dire di chi c'è stato anche solo l'anno scorso, in misura minore. Non mancano i “cicisbei” di pariniana memoria, che si atteggiano nelle vetrine del bar Florian, cercando, senza riuscirvi, di ostentare indifferenza per quello che accade fuori, ma facendo in realtà di tutto per attirare l'attenzione del passante.

maschera

Ti sorprendono girando per calli e campielli maschere che brillano per magnificenza, fatture di pregio, e cura del particolare che denota una passione ed un coinvolgimento fuori dal comune. Tuttavia ben pochi sono del luogo, certo non la distinta coppia di signore giapponesi che in piazza San Marco siede in uno dei caffè all'aperto, abbigliate da dame del settecento (ci viene il dubbio che potessero essere anche dell'epoca), con tanto di parrucche incipriate, abiti splendidi, ma che forse su di loro hanno un qualcosa di anacronistico. Da condividere a pieno il giudizio finale espresso dal comitato sulla  maschera più bella, denominata “alla ricerca del tempo perduto”. Splendida ed originalissima, che risponde a pieno al tema di quest'anno: “vivi i colori”.

maschere in posa su ponte

Infine una nota meteorologica. Le previsioni disastrose hanno per una volta colpito nel segno. Lunedì mattina la città si è svegliata sotto una insolita, quanto abbondante nevicata, che le ha sì dato un fascino particolare, ma ha contribuito a freddare gli ultimi entusiasmi della festa. Di certo non quelli dei buontemponi che, si dice, abbiano lasciato in piazza San Marco, un pupazzo di cartapesta raffigurante l'uccellino di Twitter assassinato da ignota mano.