media & sipario - Maratona cinematografica tra i grandi classici in compagnia di Alberto Crespi

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Maratona cinematografica tra i grandi classici in compagnia di Alberto Crespi

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Siete tra coloro che facendo zapping tra un canale e l’altro si fermano volentieri a gustare per l'ennesima volta un film classico? Visto, rivisto mille volte, ma dal quale non riuscite a staccarvi, anche se ne conoscete ogni battuta? Bene, allora "Il cinema di papà" è il libro che fa per voi

VITERBO - Sabato 1 dicembre nel foyer del Cinema Genio di Viterbo, nell’ambito degli incontri del Tuscia Film Fest, è stato invitato a presentare questo volume l’autore Alberto Crespi, noto critico cinematografico e conduttore di varie trasmissioni televisive, attualmente su Radio3 con "Hollywood Party". L'incontro è diventato una piacevole chiacchierata tra amanti del buon cinema, arricchita da aneddoti e curiosità che ruotano intorno a registi e attori, di oggi e di ieri.

Il libro nasce all’interno del Festival del Cinema Restaurato Le Vie del Cinema che ogni anno si svolge in estate al Parco dei Pini di Narni Scalo (in provincia di Terni). Una preziosa rassegna giunta alla sua diciottesima edizione. Il direttore artistico, Alberto Crespi, tra una proiezione e l’altra, ha una brillante intuizione: perché non chiedere a giovani  e promettenti registi di oggi quale è il film - restaurato - della loro vita? Quello che, ogni volta che sono dietro la macchina da presa, è sempre nelle loro teste come punto di riferimento? Ecco che così nasce questo libro, una raccolta di interviste dove ogni cineasta spiega e motiva il perché della sua predilezione per quel classico italiano. Uniche regole: scegliere un’opera presente all’interno del catalogo della Cineteca Nazionale e indicare una rosa di più titoli, per agevolare così la costruzione finale dell'opera.

Sfogliando il libro la prima cosa di cui si rimane piacevolmente colpiti è il dettaglio fotografico; numerose immagini, tutte tratte da pellicole dei film presenti nel volume: foto dal set, foto di scena, fotogrammi. In maggioranza scatti in bianco e nero - sono ancora poche le pellicole restaurate a colori - che danno l’impressione al lettore di essere su quei set e di intrufolarsi nel dietro le quinte.

Non è un libro che rischia di annoiare il lettore perché non è tecnico, non vuole essere un libro di critica cinematografica, ha affermato Crespi. All’interno ci sono pareri personali, punti di vista soggettivi, curiosità di cui potremmo non essere a conoscenza. Possiamo dire che è una grande raccolta della nostra memoria e non solo cinematografica ma anche storica, antropologica, emotiva, culturale. È un modo per preservare la nostra cultura, perché il cinema è cultura, che bisogna imparare a rispettare e trasmettere alle generazioni future.

Una bella lettura per gli appassionati, che potranno rivedere quei volti e riportare così alla memoria quelle battute di cui non sono mai del tutto sazi, scoprire nuove sfumature, rileggere i film con l'occhio del regista. Una piacevolissima lettura, sicuramente, per i più giovani, che spesso sentono parlare dei grandi classici che hanno fatto la storia del cinema ma non ne hanno una conoscenza diretta.

La presentazione si è chiusa con una curiosità che non  troverete ne "Il Cinema di papà". Volete sapere quale è il film della vita di Alberto Crespi? Il critico cinematografico avrebbe scelto, se avesse partecipato al suo stesso gioco, "Il Conformista" di Bernardo Bertolucci (finito di restaurare da pochissimo, ma fuori "concorso" perché il restauro non è stato realizzato dalla Cineteca Nazionale), un classico che vale assolutamente la pena di vedere o rivedere, dal momento che ha segnato e influenzato non solo il cinema italiano, ma quello di tutto il mondo.

Indecisi sui regali di Natale? Perché non regalare una bella maratona cinematografica e un tuffo nel passato.

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