media & sipario - Intervista in Ducati, un'azienda fatta di tanto motore e passione

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Intervista in Ducati, un'azienda fatta di tanto motore e passione

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Abbiamo ottenuto di poter intervistare Gennaro Cugnetto, ingegnere, dal 1996 responsabile delle sale prova motori della Ducati Motor di Borgo Panigale. Azienda fondata nel 1926 è famosa per le sue moto dal “suono” inconfondibile e non solo

In Ducati Gennaro Cugnetto coordina il team che si occupa della prove (di sviluppo, affidabilità, prestazioni) che vengono fatte sui motori delle moto.

gennaro cugnetto

INTERVISTA - Appena entrati in Ducati e ricevuto il pass di ingresso capiamo subito di essere entrati in un’azienda che, nonostante il numero di impiegati, i primati e i successi, ha un qualcosa di “familiare”. Moto (ovviamente!) parcheggiate fuori e dentro i cancelli dello stabilimento, numerose persone in maglietta rossa. Attraversiamo il parcheggio e ci dirigiamo verso gli uffici per essere accompagnati nelle sale prova motori. Dalla porta chiusa, con un oblò da cui spesso viene voglia di sbirciare, capiamo di essere dei privilegiati perché raramente i non addetti possono varcare la soglia di questo ingresso. 

La prima curiosità che sicuramente hanno tutti è questa: quali sono i cambiamenti più visibili all'interno dello stabilimento da quando nel reparto corse è entrato un nome del calibro di Valentino Rossi?

Penso che sia un po’ presto per fare un bilancio dell’effetto sulle vendite. Qui da noi l’arrivo di Valentino ha generato un’elettricità fuori dal normale. Il fatto che corra per noi, se mai ce ne fosse bisogno, è una motivazione in più. Siamo un’azienda costituita da persone motivate, è un’azienda passionale. Per cui il suo ingresso non ha fatto altro che enfatizzare le caratteristiche di ogni singola persona che “forma” la Ducati. In attesa di numeri più aggiornati sulla vendita la cosa da sottolineare è la spinta ulteriore che si percepisce in azienda, dallo sviluppo alla catena di montaggio.

Nel momento in cui ho ottenuto di poterla intervistare, ho suscitato la reazione dei colleghi (maschi), "invidiosi" al pensiero che io potessi mettere piede tra le “rosse di Borgo Panigale”, ovvero in Ducati che con Ferrari rappresenta l’eccellenza nel made in Italy e l’orgoglio di tutti quelli che vivono in Emilia “terra dei motori”. Due rosse, due primati in ambito motoristico.

Quali sono i motivi, a suo parere, per cui Ducati e Ferrari esercitano un fascino così particolare? 

La risposta è semplice. Sono due prodotti esclusivi, a parte il colore (sorride, ndr) e l’italianità… sono due prodotti motivanti, due prodotti di spicco. Gli ambienti di lavoro sono tecnologicamente avanzati. Nella Ferrari lavoravo nel reparto corse, il top del top dell’azienda, ma le problematiche sono analoghe. Il motore è estremamente esasperato se parliamo di corse. Per cui per un tecnico i due ambienti sono estremamente formativi. Un qualsiasi laureato in ingegneria farebbe carte false per lavorarci.

Quali sono i rapporti tra Ducati e Ducati Corse? 

Ovviamente è la stessa azienda e il reparto corse Ducati non a caso è situato al centro dello stabilimento, un po’ come il cuore per ciascuno di noi. Il reparto corse e le nostre sale prova sono separate da una porta mai chiusa. In ogni caso la similitudine, l’attività condivisa è più integrata per quanto riguarda la Superbike che prevede moto derivate da quelle di strada. Le problematiche sono simili per le caratteristiche dei nostri motori  che, anche se di serie, sono motori ad alte prestazioni: tanti cavalli e regimi elevati. Per cui lo scambio è continuo.

Si può replicare in maniera omologata l'emozione di una moto da corsa?

Entro certi limiti sì. In Superbike è già così, sono quasi le stesse moto. In MotoGp per l’essenza del regolamento le moto sono dei prototipi. Però con la desmosedici abbiamo messo in strada la MotoGp nella sua prima versione

Qualche anno fa, ormai parecchi, i motori Ducati erano considerati, dagli intenditori, ottimi ma con qualche problema di delicatezza, durata e di affidabilità: la situazione adesso è cambiata?

Assolutamente sì. Tutto è legato alle strutture che abbiamo creato ed agli strumenti di cui ci siamo dotati. Abbiamo costruito degli impianti che ci hanno permesso di lavorare su più progetti in contemporanea. Il grosso del mio lavoro è di armonizzare tutte le attività sui progetti evitando di trascurarne uno per favorire l’altro. Tutti i nostri prodotti devono rispettare gli adeguati standard qualitativi. Noi per nostra missione dobbiamo garantire il prodotto affidabile al cliente che è il “nostro faro”. Riusciamo a portare in evidenza problemi che altrimenti disturberebbero il cliente.

Quindi nella progettazione l’intento è portare alla luce problemi per risolverli?

E’ il nostro scopo! Dobbiamo essere paradossalmente contenti se il motore ha problemi nei primi tempi di vita. La prima volta che mettiamo in moto un motore possono presentarsi  dei problemi che, con il nostro lavoro, evitiamo che arrivino ai clienti. Tutto va supportato da strutture di calcolo e progettazione potenti, come quelle in ufficio tecnico. Più sono potenti i mezzi di calcolo più il progetto nasce sano. A questo punto noi con la sperimentazione, riusciamo a guadagnare tempo nel nostro lavoro di raggiungimento del giusto livello di affidabilità da garantire al nostro cliente.

Ci spiega in breve che cos'è la KISS RULE (Keep It Simple and Stupid, cioè mantieni tutto il più possibile semplice e facile da usare)

E’ un concetto di natura generale. Le cose semplici sono più semplici da comprendere e da mantenere. Se progetto un motore con un insieme di oggetti complicatissimi faccio fatica a capirne il funzionamento e di conseguenza individuare i problemi che possono nascere e le relative soluzioni. La progettazione deve nascere semplice e non essere “cervellotica”. Questo concetto di semplicità è di fondamentale importanza anche sulla linea di produzione: più un prodotto è semplice da montare e più sarà difficile commettere errori di assemblaggio. Allo stesso concetto di semplicità si ispirano i principi del TPM (Total Productive Maintenance) seguiti nelle manutenzioni di macchine, impianti, ed anche sale prova. I difetti, come pure le parti soggette a miglioramento, vengono evidenziate con mezzi semplici di facile identificazione come ad esempio cartellini di vario colore che descrivono la gravità o l’urgenza dell’intervento da eseguire. Sempre nell’ambito del TPM si eseguono anche modifiche al layout degli impianti per semplificarli (torna il concetto di semplicità) per poter più agevolmente eseguirne la manutenzione.

Che cosa ci dice sugli ultimi motori che avete rilasciato? Che innovazioni ci sono?

Nel nostro lavoro sui motori ci ispiriamo continuamente al rispetto dei vincoli dati dai limiti di emissioni previsti dalle norme. La nostra sfida tecnica consiste nel riuscire a soddisfare tali limiti senza per questo rinunciare alla prestazione che è una caratteristica fondamentale del nostro prodotto e che rende più complicato questo lavoro rispetto ai motori più “tranquilli”. Ovviamente il tutto facendo in modo che il motore abbia il più possibile un funzionamento regolare e dolce. Come è facilmente intuibile è come far quadrare un cerchio. Con i nostri ultimi prodotti stiamo riuscendo molto bene in questa complicata attività. Un successo direi.

La chiacchierata è terminata. L'ing. Cugnetto ha un appuntamento e noi cominciamo il giro del museo Ducati... ma di questo parleremo in seguito.

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