media & sipario - Dodi Battaglia, 50 anni di Pooh condensati in sole 2 ore di concerto

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Dodi Battaglia, 50 anni di Pooh condensati in sole 2 ore di concerto

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Un repertorio praticamente infinito, dove la maggiore difficoltà è costituita da cosa suonare e cosa invece lasciare momentaneamente da parte, nella consapevolezza che qualcuno non ne rimarrà soddisfatto... e la storia continua

LIVE REPORT - Sarebbe sicuramente facile (e molto scontato) giocare con uno dei titoli più celebri della band, per esemplificare la voglia che uno o più componenti - nello specifico Dodi Battaglia (la chitarra dal 1968 allo scioglimento consensuale) - ancora ha di interpretare dal vivo quelle canzoni, andando ancora a godere dell'abbraccio e affetto del pubblico, che sembra non averne mai abbastanza. "E la storia continua... tour 2018" è esattamente questo: le canzoni dei Pooh nelle mani di uno dei suoi autori, una buona band con un rinnovo - anagraficamente necessario - delle voci e il pubblico. Quanto basta per poter girare l'Italia con il successo e gradimento di sempre.

dodi battaglia

Non occorre quindi essere fan per riconoscere le canzoni che dal 1966 hanno stabilmente occupato le classifiche italiane, mantenendo costante l'attenzione sulla band, sempre attenta al proprio pubblico e alla immediata riconoscibilità del proprio stile musicale, che può anche non piacere, ma è fuori di dubbio che sia ben confezionato. Oltre a questo i Pooh, specificatamente Dodi Battaglia nella serata cui abbiamo assistito in provincia di Viterbo, hanno mantenuto un solido contatto con il proprio pubblico, mettendo una forte dose di empatia nelle migliaia di concerti che hanno sempre tenuto in carriera. Il chitarrista è quindi attento e sincero nel sorridere sempre e ringraziare chi è presente, affatto sentendo la fatica degli anni, delle serate e di quell'affetto che in alcuni casi, non in questo, può sembrare eccessivamente soffocante.

particolare della chitarra

Siamo sicuramente molto distanti dagli atteggiamenti di alcune grandi star della musica internazionale, in questo caso c'è tanta voglia di consegnarsi ancora una volta a chi ascolta, nella consapevolezza - che non tutti hanno - che è grazie a chi applaude (e compra i dischi) che i musicisti possono fare il loro lavoro. Piacevole e garbata quindi la breve comunicazione commerciale che Dodi Battaglia fa, annunciando il prossimo tour teatrale, intitolato "Perle", con cui verranno riproposti alcuni pezzi del primo periodo artistico ('70 e '80), meno eseguiti e quindi meno ascoltati, con un costo di biglietto tenuto "volutamente" sotto controllo e una grande attenzione per la ricerca del miglior concept vocale e musicale.

e la storia continua tour

La serata musicale è veramente un lungo percorso all'interno della sterminata discografia dei Pooh (29 album in studio), si gioca sul sicuro, forti dell'impatto che le hit di sempre hanno sullo spettatore, con canzoni forse semplici nella loro costruzione compositiva, ma di presa indubbia e dalla perfetta realizzazione, sia in studio che dal vivo. Nella prima parte del concerto vengono rappresentate tre decadi ('70, '80 e '90), spezzando appena la continuità con quell'interessante esperimento nel mondo del progressive, costituito da "Parsifal". Sul palco lo accompagnano basso, batteria, due vocalist (maschi), tastiere e chitarra ritmica.

dodi battaglia

L'altro interessante intervallo è costituito dal repertorio solistico di Dodi Battaglia, incentrato sul "suo" strumento - la Fender gli ha tributato il particolare riconoscimento di una "Dodicaster", realizzata su sue indicazioni in tiratura limitata - e sulla collaborazione con Tommy Emmanuel, il pregevole incontro tra acustico ed elettrico che nel 2015 ha portato alla pubblicazione dell'album "Dov'è andata la musica". "Mediterranean Girl" e soprattutto "Vale", omaggio al "quinto" Pooh Valerio Negrini, costituiscono la punta di eccellenza della sezione strumentale e non Pooh della serata.

ringraziamenti finali

"Chi fermerà la musica" e "Pensiero", cantate da tutti tra l'entusiasmo generale, concludono il breve viaggio - poco più di 2 ore - all'interno dei 50 anni di musica (e più di 100 milioni di dischi venduti finora) di un gruppo che appartiene alla storia della musica leggera di questo paese, senza tema di essere smentiti e senza paura di essere fermati.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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