media & sipario - Otello al Castello di Torre Alfina, quando i capolavori si fondono in un unico spettacolo

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione dei suoi utenti. Premendo il pulsante OK l'utente ne accetta l'utilizzo sul device

Otello al Castello di Torre Alfina, quando i capolavori si fondono in un unico spettacolo

Strumenti
Carattere

Stupefacente per ricchezza visiva e qualità drammaturgica la rappresentazione che la compagnia teatrale Controtempo Theatre ha realizzato. Una versione che anche William Shakespeare, pensiamo, avrebbe apprezzato

RECENSIONE - Dopo la pregevole veste seicentesca offerta dal "Cyrano de Bergerac", la medesima compagnia ha curato l'allestimento (attento, scrupoloso, convincente) di una delle più celebrate opere shakespeariane. La bellezza della drammaturgia classica fa sì che, mantenendo fermo il lavoro originale, si possa riadattare il racconto alle necessità espressive ed artistiche più diverse, conferendo ancora più lustro ad un luogo bellissimo (il Castello di Torre Alfina, nelle immediate vicinanze di Acquapendente, in provincia di Viterbo) che merita già da solo una visita (il marketing territoriale si fa anche così).

castello di torre alfina

Tentare di dare un taglio nuovo e inusitato all’Otello di William Shakespeare può sembrare al limite dell’impossibile, viste le numerosissime messe in scena e gli svariati adattamenti che l’opera ha avuto ed ha nel corso dei secoli. Lo spettacolo rappresentato (peccato per soli due giorni) dalla giovanissima nonché preparatissima compagnia di attori Controtempo Theatre ha saputo stupire e coinvolgere per la sua originalità, innovazione e grande potenza espressiva.

cassio e iago

La formula itinerante è già un elemento insolito e intrigante: il pubblico è invitato a seguire lo svolgersi dell’azione “fisicamente”, accompagnando gli attori negli spostamenti tra le varie stanze del meraviglioso castello. Questo ha permesso di occupare lo stesso spazio fisico con gli attori e, conseguentemente, è stato possibile condividere in maniera più immediata anche lo spazio immaginario ed emotivo dell’opera, divenendo parte attiva ed integrata della rappresentazione stessa. Dal canto loro gli attori hanno saputo magistralmente creare una fortissima interazione emotiva, grazie ad una recitazione precisa e calibrata, molto fisica ed energica, in cui nulla è stato lasciato al caso e ogni gesto, espressione del volto e tono del parlato ha saputo arrivare a chi ascoltava e guardava, irretendone l'attenzione in modo ipnotico e potente, senza lasciare spazio alla minima distrazione (un rischio calcolato e gestito, vista la bellezza del luogo).

iago

La portata emotiva della messa in scena è risultata davvero formidabile ed ha tratto maggiore energia e passione anche dalla perfetta fisicità espressiva del cast artistico (tutti professionisti, ci è stato sottolineato, diplomati all'Accademia Internazionale del Teatro di Roma).

otello

Nel riadattamento dell’opera figura centrale in assoluto risulta essere quella di Iago (Venanzio Amoroso), nobile veneziano che odia Otello (Valerio Pollio) per aver promosso non lui, ma Cassio (Danilo Franti), a suo luogotenente. L’invidia e l’odio di Iago lo inducono a macchinare un’atroce vendetta, facendo leva sulla gelosia del Moro, insinuando che la giovane moglie Desdemona (Paola Fiore Burgos) lo tradisca con Cassio. Completano il convincente cast: Lilith Petillo (Emilia), Marco Trotta (Roderigo) e Demetrio Paciotti (Montano).

otello - controtempo theatre

Come tipico del teatro shakespeariano, i due protagonisti vengono devastati e distrutti dalle loro passioni. Iago è ritratto (e reso perfettamente) come un uomo in cui il male si combina con una genialità fredda e acutissima, è un artista dell’inganno, un abilissimo manipolatore in grado di giocare con le parole, col detto e non detto, insinuando il dubbio nel cuore di Otello (cupo e violento) e poi coltivandolo fino a farlo esplodere. Otello, uomo che all’inizio dell’opera è ritratto come valoroso e autorevole, viene irretito senza scampo dalle macchinazioni e, accecato dalla gelosia, perde progressivamente ogni capacità di giudizio, fino ad arrivare alla brutalità più cieca (eccezionale la "violenza" scenica espressa nello "strangolamento"), uccidendo la fedele e innocente moglie Desdemona.

venanzio amoroso

Menzione particolare per il linguaggio usato (e riadattato). Resta infatti intatto il potere assoluto ed evocativo della parole, tipicamente shakespeariano, con l’alternarsi di toni lirici e prosaici, le sfumature diverse a rimarcare le variazioni nella psicologia dei personaggi, l’estrema potenza delle immagini, l’uso delle metafore.

otello strangola desdemona

In Otello il tono elevato ed elegante dell’inizio degenera sempre più, quando la gelosia ne oscura la ragione. Ma è Iago che sa maggiormente usare le parole, vere stilettate, che diventano la sua arma migliore per tessere una trama malvagia fino al tragico epilogo finale. Se è curatissimo l'adattamento e la regia (firmata a quattro mani da Lilith Petillo e Pasquale Candela), merita un'ulteriore applauso il sottofondo musicale dei The Mother, sonorità moderne che si adattano perfettamente ai toni della tragedia, raggiungendo il massimo del climax al momento della sventurata scena finale.

desdemona ed emilia

La storia scorre in un vortice di emozioni e accadimenti serrati che, complice l’assenza del palco, lo spettatore vive in prima persona immergendosi totalmente nella narrazione, si entra all'interno dello spettacolo, lo si vive a pochi centimetri dagli attori, ricevendone quel coinvolgimento emotivo e sensoriale che solo il Teatro (di questo livello!) riesce a trasmettere. Con un unico ingresso la visione di due capolavori per un'esperienza che consigliamo di vivere e ripetere.

(recensione di Loredana Di Donato / foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati)

Protected by Copyscape

0
0
0
s2sdefault
cyrano.jpg