media & sipario - L'omaggio degli Hotel Supramonte è anche in forma digitale, con la usuale passione

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L'omaggio degli Hotel Supramonte è anche in forma digitale, con la usuale passione

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I Faber "passionisti" viterbesi sorprendono (ma non troppo!) il proprio pubblico con una "breve" registrazione di cinque brani che non può non soddisfare i tanti esigenti estimatori dell'artista genovese

DIGITAL REPORT - Gli ultimi tre concerti della band hanno sempre mostrato la duttilità della formazione viterbese e la ricerca esplorativa di diverse sensazioni musicali. Hanno deliziato il pubblico teatrale del Teatro Boni di Acquapendente (vedi Il furto di "voce" non sarà punito, ma applaudito! Quando lo fanno gli Hotel Supramonte), sono stati sensibilissimi artisti in una particolare situazione (un concerto, ovviamente non aperto al pubblico, organizzato nella casa circondariale di Viterbo) ed hanno, molto recentemente, riproposto un Fabrizio De André maggiormente intimo al MAT di Viterbo, suonando in formazione ridotta ed acustica. Tutto sempre affrontato con uno stile coerente (vedi Hotel Supramonte, un convincente omaggio alla poetica di Fabrizio De Andrè) e il massimo rigore possibile, come è giusto che sia l'approccio ad un maestro (se non Il Maestro) della letteratura musicale italiana.

Non stupisce quindi che il primo "omaggio" registrato della band abbia quella giusta impostazione di forma di chi si accosta deferente ad un grande artista. "Faber non ha certo bisogno di noi per essere ricordato: ma a noi piace emozionarci e ricordarlo suonando, a nostro modo", ama ripetere la band ed è questa "mission" artistica che si ritrova pienamente nei 5 (peccato solo 5) brani che compongono il loro "Omaggio a Fabrizio De André". Ne abbiamo parlato assieme a loro.

Dovendo forzatamente selezionare, come avete orientato questa scelta? Perché queste canzoni e non altre?

Il primo problema che ci siamo trovati ad affrontare - non di poco conto - è stato proprio la selezione dei brani che avrebbero trovato posto nel nostro cd. Quali prendiamo? Il canzoniere di Faber è davvero sconfinato per dimensioni e livello qualitativo, e per un appassionato conoscitore diventa davvero arduo scremare e selezionare: c’è sempre quel brano che, a ben pensarci, non puoi lasciare fuori. Come fai?

Alla fine abbiamo tentato di immedesimarci nei panni di chi, pur non essendo un bibliografo (leggi “fan sfegatato”) del cantautore genovese, comunque non può assolutamente prescindere dalla conoscenza e dall'ascolto - anche casuale ed incidentale - dei cinque brani da noi scelti. Brani che riteniamo essere cinque indiscutibili pietre miliari della musica “leggera” (eufemismo) cantautorale italiana.

Come avete approcciato gli arrangiamenti?

Attraverso un lungo, paziente e faticoso lavoro di ascolto, limatura, riascolto, sgrossatura. Abbiamo cercato di privilegiare sonorità che non portassero “fuori” da quella che appare essere l’intenzione di De André e dei suoi straordinari musicisti (Pagani, Fossati, ecc.), in modo da lasciare inalterata la veste fonica e non stravolgere la sinestesia tra testi e suono, assolutamente caratterizzante ed imprescindibile in “Creuza” o “Bocca di Rosa”, ad esempio.

Il punto di partenza, come appare chiaro a chiunque mastichi il cantautore genovese ed ascolti il nostro lavoro, è un riadattamento il più possibile rispettoso di arrangiamenti storici tratti da concerti assolutamente indimenticabili (L’intro di piano in “Piero” è di matrice PFM, l’arrangiamento di “Via del Campo” trae origine dal concerto del “Brancaccio” di fine anni ’90, e così via).

Chi/come/dove avete registrato? 

Abbiamo registrato al Binario2 Recording Studio di Alessandro Pagliaccia, a Montefiascone (in provincia di Viterbo). Lo stesso Alessandro è stato il “sound engineer”, ed è anche in virtù della sua competenza e della sua pazienza che siamo riusciti ad avvicinare, in fase di mastering post registrazione, l’idea che avevamo di come dovesse “suonare” il progetto terminato.

La registrazione è stata effettuata dalla sola line-up degli Hotel Supramonte: abbiamo scelto di evitare “ospitate” di musicisti con cui collaboriamo per non allungare troppo i tempi. Hanno iniziato Edoardo (batteria) e Glauco (basso) a dare corpo alle strutture ritmiche, partendo da tracce-guida chitarra e voce; subito dopo Antonello ha inciso il grosso delle chitarre acustiche, e le rifiniture di mandolino e bouzouki, quindi Massimiliano ha registrato le parti di pianoforte e di tastiere. Successivamente, Serena ha arricchito e colorato il tutto con il suo lavoro violinistico.

Infine, il “nous”: la voce di Luca ed i cori, incisi tutti assieme (”Creuza”) e senza avvalersi di ausili elettronici (“Harmonizer” et similia), nel tentativo di creare un amalgama molto veritiero, molto “live”, anziché una asettica perfezione da studio. Tutto è avvenuto in sinergia, ove possibile eravamo tutti presenti in studio mentre si registrava: per ascoltare assieme, per consigliare, per incoraggiare laddove ce ne fosse bisogno.

(e infatti l'ascolto dei brani restituisce proprio la sensazione del "live", mancano solo gli applausi sotto, ndr)

Abbiamo volutamente scelto di confezionare cinque brani molto acustici, con un grande lavoro della chitarra (strumento logicamente portante nella musica di De André), un preziosissimo supporto del violino, una importante presenza del pianoforte, una ritmica precisa ma pulita e mai invadente: il tutto finalizzato a mettere in evidenza e valorizzare la voce e la timbrica di Luca, principale tratto distintivo del nostro omaggio a Fabrizio. Peraltro, gli arrangiamenti del nostro disco rispecchiano fedelmente le esecuzioni che proponiamo in concerto: altra scelta fortemente voluta da tutti noi.

E’ un "omaggio" singolo o avete intenzione di registrarne altri?

A dire il vero, stiamo già discutendo e valutando di registrare altro: visto il riscontro davvero notevole di questo - le copie sono terminate in pochissimo tempo, e presto provvederemo a ristamparne altre - non possiamo escludere affatto di aggiungere altra “carne al fuoco”. Anche perché, per noi e per gli aficionados, i capolavori forzatamente esclusi sono davvero tanti e gridano “giustizia”. 

Abbiamo già una bozza d’idea su cosa registrare, ma ovviamente per ora preferiamo “secretarla”: si tratta di raccogliere le idee, scegliere con attenzione i brani e trovare il tempo per lavorarci come meritano, visti i numerosi impegni di ciascuno di noi. Di certo, comunque, quello fatto non sarà un lavoro episodico; anche perché, specie nelle recenti date teatrali, abbiamo avuto ulteriore conferma di come ci sia molta...“fame”, tanta voglia di ascoltare e scoprire la musica di Faber, di emozionarsi e riflettere sulle tematiche da lui esposte con maestria inarrivabile. 

E, d’altro canto, tra le motivazioni principali sottostanti il nostro omaggio musicale c’è proprio il voler contribuire - nel nostro piccolo, sia chiaro - a diffondere il più possibile l’opera del compianto cantautore, facendo la nostra parte nel tributargli meritatissimo riconoscimento per quanto da lui dato al mondo culturale, musicale, poetico.

Tracklist: Via del Campo, Don Raffaè, La Guerra di Piero, Creuza de mà, Bocca di Rosa.

Line-up: Luca Cionco (voce), Serena Di Meo (violino, diamonica, cori), Antonello Pacioni (chitarra, bouzouki), Massi Pioppi (piano, tastiere, cori) / Glauco Fantini (basso, cori) / Edoardo Fabretti (batteria, percussioni) / Antonio D'Apote (suono).

Ulteriori informazioni: telefono 334.8332092 - mail hotelsupramonte@outlook.com - pagina facebook www.facebook.com/HotelSupramonte 

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