media & sipario - Solo la sedia la scegliete voi, tutto il resto lo fa lo chef Pietro Paolo Raspini!

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Solo la sedia la scegliete voi, tutto il resto lo fa lo chef Pietro Paolo Raspini!

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Il piccolo ristorante Dieci Sedie di Tuscania (Viterbo) ha scelto per i propri clienti di abolire la carta e mettere nel piatto tanta inventiva, semplicità e stagionalità

FOOD - Dimenticate pure quei menu con centinaia e centinaia di proposte, anche stridenti tra loro per la mancanza totale di coerenza con il territorio. Dimenticate anche l'indicazione "surgelato" o la preparazione in pochi minuti di un piatto che - normalmente - ha tempi di cottura di molte ore e che fa quindi presagire un "pre-confezionato", non si sa da quando. Dimenticate, insomma, tutto quello che non può essere definita "cucina espressa", vero e proprio vanto di un numero imprecisato e importante di ristoranti e trattorie italiane. Una categoria che si sta facendo, purtroppo, soppiantare dall'omologazione delle grandi catene.

pietro paolo raspini

Al "Dieci Sedie" - in Largo della Neve 2, a Tuscania (Viterbo) - non si ordina nulla, ci si siede - fortunatamente le sedie non sono solamente 10, ma comunque non sono tantissime - e si attende (nemmeno troppo) che lo chef Pietro Paolo Raspini porti in tavola quello che l'estro del giorno e la spesa del "mercato" hanno potuto suggerirgli. Se fossimo certi di non essere querelati, potremmo azzardare per questo particolare locale il paragone con un "All You Can Eat" di alto profilo.

insalata di pesce

Il valore della cucina tradizionale, non solo locale, e l'esperienza che Pietro Paolo ha fatto in tanti anni di padelle girate nel mondo - come tanti suoi colleghi ha acceso fornelli in Messico, mezza Europa, grandi alberghi e ristoranti d'élite - vengono abilmente mescolate con la grande capacità di fare la "spesa", fatta ogni giorno da fornitori a stretto giro (si è tassativamente rifiutato di svelarci le sue "fonti"), con alla base di tutta la proposta il "pesce", rigorosamente di qualità e scrupolosamente acquistato in funzione del piatto in cui verrà impiegato.

un tavolo

La scelta accurata delle materie prime si abbina così ai 30 anni di esperienza sul campo dello chef - percorso classico con una ovvia partenza dalla scuola alberghiera - ed il mix diventa un piacere per il palato. Per questo motivi, fondamentali, sedersi ai tavoli del piccolo ristorante in provincia di Viterbo diventa un'esperienza di gusto sempre diversa, perché quasi ogni sera non si trova in tavola la stessa pietanza, fermo restando che i "must" della cucina italiana vengono comunque rispettati, purché possano essere costruiti abbinamenti con quello che la diversa stagionalità del "fresco" offre. 

tortino di salmone

Lo chef e titolare ha stabilito un prezzo bloccato, sicuramente senza sorprese, comprensivo anche del vino (che non può e non deve mancare in un pasto rilassato a base di pesce), permettendo così ai commensali di concentrarsi solo sul proprio piacere dello stare a tavola e in compagnia. La sua esperienza di molti anni, in cucine grandi e piccole, fanno il resto. Accoglienza garbata e senza eccessivi fronzoli, sincera come il buon cibo.

piatto

Anche la piccola dimensione del locale si trasforma così in un punto di forza, con i pochi coperti che riescono ad essere oggetto di un'attenzione completa da parte del personale di sala/cucina (sempre lo stesso chef), in grado di mettere in tavola in temporalmente giusta sequenza tutto quello che ci si aspetta. Ovviamente i dolci non sono a base di pesce, ma non è detto che in futuro non si possano fare ardite commistioni.

pietro paolo raspini

Avremmo avuto piacere, in conclusione, di poter parlare del menu, ma visto che non c'è, rischieremmo di consigliare dei piatti poi non più presenti, suscitando le giuste rimostranze dei lettori. Quindi l'unico consiglio possibile e di andare e provare. Meglio sempre chiamare per fare una prenotazione: non crediamo sia possibile potersi portare la "sedia" da casa.

Ulteriori informazioni: telefono 342.7458072 - pagina facebook www.facebook.com/diecisedie 

(articolo di Luciano Lattanzi / foto di Fabio Sabatini - tutti i diritti riservati) 

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