media & sipario - I tanti tasselli di un'unica "Umanità" nell'ultima scultura di Roberto Joppolo

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I tanti tasselli di un'unica "Umanità" nell'ultima scultura di Roberto Joppolo

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E' un tema che ricorre spesso nelle opere di Roberto Joppolo, la ricerca di pace universale. Un tema ben affrontato con il “Mosaico dell’umanità”, donato recentemente all’isola di Lampedusa

VITERBO - Le sculture di Roberto Joppolo non hanno certamente bisogno di presentazioni, da tempo abbelliscono giardini e chiese in Italia e all’estero. Dal 20 giugno 2018, la sua ultima opera, il “Mosaico dell’Umanità”, sarà istallata nello spazio anteriore alla chiesa di San Gerlando, al centro del corso principale dell’isola di Lampedusa. Una donazione che l’artista viterbese ha fortemente voluto per il messaggio simbolico che comporta una simile collocazione.

particolare della croce

Il “Mosaico dell’Umanità” fa parte di una serie di opere strettamente legate ai valori cristiani di Roberto Joppolo. Negli ultimi anni con le migrazioni di popoli dall’Africa, il tema dell’accoglienza è diventato preminente nell’iconografia dell’artista. Circa settanta opere che trattano questo tema fanno parte di una mostra itinerante, “Popoli in cammino”, inaugurata lo scorso autunno a Dudelange (Lussemburgo), luogo simbolo di una storica migrazione operaia.

roberto joppolo

Solitamente l'artista realizza un'opera unica - non ama la serialità anche se limitata - di sculture o quadri, ma nel caso del “Mosaico dell’Umanità” ha voluto farne tre versioni, anche se diverse, perché con il lavoro di cesellatura a mano è assolutamente impossibile avere delle copie esatte.

joppolo nel suo studio

I tre esemplari sono stati pensati per tre luoghi di grande impatto allegorico: uno si trova nel Palazzo dei Papi di Viterbo; un altro sarà istallato a breve a San José in Costa Rica, tra i rari Paesi demilitarizzati del mondo; il terzo, appunto, nell’isola di Lampedusa, per il messaggio di accoglienza e speranza che si vuole trasmettere a chi arriva in questo primo baluardo pacifico d’Occidente. Inaugurazione ancora più fortemente simbolica il 20 giugno, in occasione della “Giornata mondiale del rifugiato”.

particolare del mosaico

Si tratta di una croce latina in ceramica policroma, montata su un telaio in ferro, composta da vari tasselli che compongono l’umanità. La croce, al di là dell'evidente significato religioso, potrebbe rappresentare la braccia aperte di chi è pronto ad accogliere. Al centro è rappresentata la figura stilizzata del santo padre, sul retro (la croce è bifronte), il fulcro centrale ha le fattezze semplificate di San Francesco, figura scelta per la sua aspirazione alla pace e alla fratellanza. L’opera è alta 2,5 metri ed è, l’unica tra le tre copie, ad essere stata benedetta da papa Francesco.

il mosaico in scala

L’idea per la grande croce smaltata, nasce dalle immagini crude dei telegiornali, i morti annegati, l’odissea di popoli che migrano altrove, l’esigenza di voler restituire quel senso di fratellanza che pare offuscato. Chiunque usa giornalmente forme e colori traduce immediatamente i suoi pensieri e le sue angosce in disegni, ci ha raccontato Joppolo. Schizzi veloci, abbozzi, tentativi, ogni opera vede la luce partendo da un primo "scarabocchio" a matita. Ottenuto il disegno che corrisponde esattamente all’idea si passa al modellino. Solo dopo aver visionato in piccolo ciò che si è immaginato in grande, comincia il vero lavoro. Scolpire a mano centinaia di tessere nell'argilla, la difficoltà e la pazienza infinita di cesellarle una per una per far combaciare il disegno come fosse un puzzle.

pannello grezzo

Ogni singolo frammento rappresenta un uomo, ogni frammento è unico e irripetibile. Ognuna delle tessere rappresenta l’identità individuale, la diversità, ma solo unendo i vari frammenti è visibile il disegno, la bellezza, l’umanità nella sua interezza.
Perché l’umanità è un mosaico, è una molteplicità di colori, un insieme di persone differenti. Popoli che fuggono e popoli che accolgono. E chi scappa dal proprio paese, appena sbarca in una terra straniera, ha bisogno principalmente di speranza.

telaio in metallo

L’idea nasce così, dalla necessità caritatevole di trasmettere speranza e dai profondi valori di umanità, accoglienza e fratellanza che fanno profondamente parte di Roberto Joppolo come uomo. La disponibilità all'accoglienza dell’artista si avverte anche nell’autentica gentilezza e nella voglia gioiosa di condivisione, con le quali intrattiene i visitatori che si recano nella sua casa museo di Viterbo. [foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati]

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