media & sipario - Danke Bolognen, per la mostren su Sturmtruppen! Bitte! E' staten un piaceren

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Danke Bolognen, per la mostren su Sturmtruppen! Bitte! E' staten un piaceren

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Bologna, Palazzo Fava. Fino al 7 aprile 2019 è possibile immergersi nelle strisce irriverenti (ma tanto divertenti) di Franco Bonvicini, il Bonvi di Sturmtruppen

MOSTRE - "Danke!-Bitte!, Danke!-Bitte!, Danke!-Bitte!" Sembra che la striscia “numero uno” di Sturmtruppen, disegnata da Bonvi, al secolo Franco Bonvicini, sia nata ad una cena tra amici, mangiando gnocco fritto (tipico cibo tradizionale modenese, ndr). Tra un pezzo di gnocco e l’altro, gli amici si trasformarono ben presto in una trasposizione di soldati tedeschi al fronte della Seconda Guerra Mondiale e il "Grazie!-Prego!" divenne ben presto l’esclamazione tra i protagonisti delle strisce, che dal 1968 (anno in cui presentò le sue opere a Lucca vincendo il Premio di Paese Sera) il fumettista disegnò "quasi" ininterrottamente per 25 anni, solo una breve interruzione tra il 1973 e il 1975.

uno dei pannelli

La “numero uno” - quasi il primo centesimo di Zio Paperone - è la striscia che dà il via alla mostra “Sturmtruppen - 50 anni” allestita a Bologna, all'interno di Palazzo Fava (fino al 7 aprile) grazie a Genus Bononiae, Musei nella Città e Fondazione Carisbo, in collaborazione con Eredi Bonvicini e curata da Sofia Bonvicini e Claudio Varetto, memoria storica dell’artista scomparso nel 1995.

sturmtruppen - 50 anni

L’esposizione è una vera e propria immersione nella trincea dei "soldaten" che si esprimevano, anzi, si esprimono!, in “tedeschese”: scenografie che paiono street art metropolitana, pareti con enormi illustrazioni degli Sturmtruppen, tavole con i vari personaggi caratterizzanti. E’ anche un’immersione nel lavoro di Bonvi, un “soldato” nel lavoro di cartoonist, nella vita della società e della politica bolognese.

“Bonvi era un fumettista rock. O meglio, una rock-star del fumetto. E le Sturmtruppen sono state la sua Opera rock. Per la sua capacità straordinaria di aver creato un linguaggio nuovo e universale... E il linguaggio crea l’identità, la strada per entrare nell’immaginario di tutti, senza limiti di età, estrazione sociale, cultura. Proprio come il rock”. Vasco Rossi

Un artista completo, apprezzato trasversalmente per - come ha dichiarato Vasco Rossi -  l’universalità del messaggio, sia dal pubblico “popolare” che da quello intellettuale, con attestati di stima da parte di amici - Francesco Guccini o Guido De Maria su tutti - o da “semplici” conoscitori come Umberto Eco o Oreste Del Buono.

comma 22

Dopo la “numero uno” ci si inoltra nella ricostruzione dello studio di via Rizzoli a Bologna con gomme, pennini, inchiostri per poi immergersi nelle varie opere dell’artista in un percorso tematico: i “characters” della striscia umoristica, le attività come consigliere comunale, Cattivik, Nick Carter (con "adulti" piantati davanti alla teca, ad un passo dalla commozione), SuperGulp! con Guido De Maria e infine opere pittoriche mai esposte, come la serie inedita dell’Anarchico del 1979 (carboncini e acquerelli su Fine Art).

nick carter

Una mostra per gli amanti del fumettista, per chi magari ha avuto un diario a scuola con i mitici Sturmtruppen, per chi è cresciuto televisivamente con SuperGulp!, ma anche per chi non ha avuto la fortuna di leggere le prime edizioni dei soldaten che combattono un nemico che non si vede mai, ma che racchiudono uno spaccato di società ancora ben visibile all'occhio attento, forse troppo complesso per i bambini di allora. Le Sturmtruppen siamo noi e le strisce “… sono il fumetto antimilitarista per antonomasia, che denuncia tutt’oggi, con spirito caustico, la stupida bestialità della guerra e diventa un affresco di umanità di ogni tempo", dichiara Varetto. Con la stessa intensità, anche se è diverso il registro, del capolavoro cinematografico "Il dottor Stranamore" (1964, di Stanley Kubrick), aggiungiamo noi.

password

Sull’invenzione delle Sturmtruppen, oltre l’aneddoto del “gnocco fritto”, lo stesso Bonvi ha sempre dato molteplici versioni. La più motivata, oltre alla più accreditata "gastronomica", l’ha fornita un suo compagno di gioventù e d’armi: “Eravamo ufficiali di complemento ai confini orientali, io nella fanteria, lui nei carristi. Bonvi ne combinava una al giorno ed era probabilmente l’ufficiale più punito delle nostre forze armate, ma, sotto sotto la divisa e la vita militare gli piacevano, in qualche modo lo affascinavano. Anche se si divertiva a prenderle in giro”. Parola dell’allora tenente Francesco Guccini.

(articolo e foto di Beatrice Ceci - riproduzione non consentita)

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