media & sipario - Seduzione, bellezza e fascino intramontabile. In una sola parola "Marilyn"

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Seduzione, bellezza e fascino intramontabile. In una sola parola "Marilyn"

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Il Museo Nazionale del Cinema di Torino omaggia l'icona seduttiva del XX Secolo. In mostra fino al 28 gennaio 2019 alcuni oggetti della Star delle Star

MOSTRE - Diva del cinema, icona di stile e musa della pop art. Poche figure femminili sanno simboleggiare il secolo scorso quanto la divina bionda Marilyn Monroe. La mostra Merry Marilyn, a cura di di Nicoletta Pacini e Tamara Sillo, offre al visitatore contemporaneo la possibilità di vedere da vicino vari scatti, oggetti, abiti e accessori, tra cui le affezionate décolleté, rigorosamente firmate Salvatore Ferragamo. Tuttavia, come sostiene Stefania Ricci, direttore del Museo Ferragamo: “Non sono comunque gli abiti e le scarpe che creano lo stile Marilyn, non è il trucco o la pettinatura. È solo lei che rende tutto speciale, come si muove e come sorride, come è capace di catalizzare l’attenzione”.

decollete bianco

Reduce da un’infanzia travagliata, tra orfanotrofi e molestie, l’allora Norma Jane Mortenson Baker Monroe dovette affrontare un percorso lungo e insidioso per raggiungere la vetta di Hollywood, traguardo che le fu comunque sempre difficile sostenere, in tutto il corso della vita, interrotta tragicamente a soli 36 anni. Mille voci hanno accompagnato il fantasma di Marilyn, ma dopo più di cinquant'anni tutto ciò che rimane è un’icona intramontabile dell’immaginario collettivo che ha influenzato, ispirato, mosso e plasmato quello che è ancora oggi vine identificato come movimento culturale pop.

bustino

Modella, attrice e cantante, Marilyn Monroe ridefinì l’idea di divismo, regalando al pubblico l’immagine di una donna sensuale e accattivante, ma anche gioiosa e a tratti ingenua, sicuramente fragile, elementi che hanno sempre fatto parte della poliedrica personalità della "diva". E' forse questo l’appellativo che più caratterizza e più condanna la figura di una delle donne più belle del mondo. Volente o nolente Marilyn Monroe, anche dopo la morte, porta su di sé l’onere di sostenere un canone che si è instillato prepotentemente nella cultura di massa e nelle modalità più disparate.

copertine di riviste

Questo concetto, Andy Warhol lo comprese fin troppo bene, mostrando come un’immagine viene utilizzata, se non mercificata, nella società contemporanea. (LEGGI ANCHE: Con Andy Warhol il Complesso del Vittoriano di Roma diventa più Pop che mai) Il volto riprodotto in serigrafie di differenti colori emula la riproduzione in serie, mostrando come la bellezza riesca a divenire un elemento per la produzione di massa. Tuttavia, questo ripetersi in maniera quasi meccanica aiuta a uscire dall'immagine fine a se stessa, scatenando una reazione diametralmente opposta a quella scaturita dalla mera visione passiva, spingendoci così a realizzare come "dietro" ci sia una donna in carne e ossa. Il fatto che l’opera uscì poco tempo dopo la morte dell’attrice ha effettivamente dimostrato come Marilyn si fosse plasmata in una vera e propria icona fatta per resistere al tempo, divenendo un mito legato non solo alla sua bellezza, ma anche al fascino e il carisma in grado di emergere anche solo attraverso un sorriso.

gioiello

È inutile negare come, pensando a Marilyn Monroe, il nostro primo pensiero vada alla famosa scena in cui le si alza la gonna in "Quando la moglie è in vacanza". La sequenza è stata poi trasposta, riproposta e parodiata in tutte le maniere possibili, ma la verità è che possiamo percepire Marilyn in tante sfaccettature del cinema (e non solo) molto meno palesi e inflazionate. Per esempio, quante femme fatale non ricordano l’incedere provocante di Rose in "Niagara"? Se rammentiamo invece la frizzante personalità della cantante di "A qualcuno piace caldo", si riesce a percepire un’immagine gioiosa e vitale, riproposta da molte protagoniste di commedie romantiche, per citarne solo una: la Julia Roberts di "Pretty Woman". Mentre i versetti che fa quando canta "I wanna be loved by you" diverranno di proprietà del celebre cartone animato Betty Boop.

modello per scarpa

Se diamo uno sguardo a "Gli uomini preferiscono le bionde" di Howard Hawks, uno dei registi che sono stati in grado di esaltare al meglio il fascino femminile, il vestito rosa di Marilyn durante la performance di "Diamonds are the girls best friends" tornerà in pompa magna nella "Material Girl" di Madonna. Entrambe le canzoni verranno poi riproposte in un mash-up cantato da Nicole Kidman nel musical "Moulin Rouge" di Baz Luhmann.

decollete nero

Al di là del cinema e della musica anche il mondo della moda deve molto alla diva, non solo per aver donato un grosso contributo allo stile da pin-up, ma anche, e soprattutto, per le sue pose di fronte alla macchina fotografica. Il mento in avanti, la bocca socchiusa, come anche il sorriso aperto o il mordersi l’unghia del mignolo mentre tiene la mano sotto il viso. Certe pose del corpo o particolari inclinazioni del volto rimangono ancora tra i must delle top model odierne, le stesse sorelle Kardashian attingono da una collezione di pose che seguono direttamente la “scuola” della Monroe.

ricevuta

Quanto allo stile, è probabile che oggi la divina Marilyn sia viva più che mai, con camicette aderenti, gonne svolazzanti, righe, pois, rossetto rosso fuoco e scarpe décolleté che tornano ciclicamente di moda. Non esiste donna che almeno una volta non abbia desiderato poter indossare uno dei suoi abiti o che non abbia voluto solamente replicare il suo modo di vestire elegante, sexy ma mai eccessivo che, nonostante il trascorrere degli anni, non passa mai di moda. Non bisogna però dimenticare che Marilyn va oltre trucco e vestiti: Marilyn è eleganza, è sensualità, è carisma spontaneo a tratti quasi infantile, è un mondo scintillante che però nasconde tante ombre che si fanno più buie con l’aumentare delle luci della ribalta.

trucchi

Come tutte le grandi celebrità che non hanno mai conosciuto la vecchiaia, sono tante le speculazioni su di lei e la sua vita ma, al di là di tutto, Marilyn Monroe è e rimarrà sempre un’icona che a modo suo è riuscita a conquistare l’immortalità guadagnandosi un posto nella storia contemporanea.
[Si ringrazia Veronica Geraci (ufficio stampa del Museo Nazionale del Cinema di Torino) per aver permesso la pubblicazione delle immagini presenti in questo articolo - foto di Michele D'Ottavio]

(articolo di Erika Pezzato - riproduzione non consentita)

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