media & sipario - Il "Delirio" teatrale è "a due", ma gli applausi arrivano da molti di più

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Il "Delirio" teatrale è "a due", ma gli applausi arrivano da molti di più

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Fabio Galadini e Valentina Morini danno vita ad uno scontro teatrale che ricorda "La guerra dei Roses" (di Danny DeVito, 1989), se non fosse che la guerra - quella vera - è sempre presente ed opprimente

RECENSIONE - Un litigio come tanti di una coppia come tante, in una casa come tante. Fuori dell'appartamento della coppia in discussione il rumore delle armi, lo scoppio di bombe e granate, le fucilate dei cecchini, le rappresaglie e i rastrellamenti. Assistiamo, proiettati sullo schermo a fondo palco a scene che - fortunatamente - non ci appartengono direttamente, o perché lontane nel tempo o perché lontane geograficamente, ma che comunque abbiamo imparato a conoscere. I conflitti "degli altri" scorrono a partire dalla Prima Guerra Mondiale, fino alla recentissima Guerra di Siria e fanno da ideale e cinico desktop su cui si dispone il conflitto di Lui (Fabio Galadini) contro Lei (Valentina Morini).

lei si mette il rossetto

Lui è piuttosto preso dalle sue minuscole "costruzioni" (chissà perché sono sempre gli uomini ad avere un hobby solitario e in casa?) che dispone su di un tavolo, Lei si prende cura della propria bellezza, indugiando su un rossetto fuoco e - contemporaneamente - lamentandosi del compagno. Come spesso succede i rimproveri si fanno eco di problemi mai risolti, addirittura di 17 anni prima. Sono sicuramente surreali - stiamo assistendo ad un lavoro di Eugène Ionesco - ma nemmeno troppo lontani dal litigio comune e normale di qualsiasi altra coppia. Lei gli rimprovera di aver dovuto abbandonare i propri figli (salvo dirci che non ne ha mai avuti). Lui le rimprovera di aver rinunciato alla possibilità di riunirsi alla precedente moglie (salvo dirci che la ex compagna si è già risposata). Sulla lite dei due si ergono, forti e disturbanti, i rumori del "fuori", della guerra e della morte, che intervengono a contrastare le parole di disprezzo che L&L si gettano contro.

lui si occupa del suo hobby

Il conflitto familiare non può avere soluzione, soprattutto perché nessuno dei due contendenti ha intenzione di comporre la lite, preferendo puntare il dito contro le vere o presunte tali colpe dell'altro. E poco importa se una granata viene gettata all'interno della casa. Basta prenderla, inesplosa, e tirarla via fuori dalla finestra, contro la quale si mette come barriera un sacco di sabbia, da togliere se gli spari cessano, ma lasciandolo vicino, perché non si sa mai. La guerra è senza fine e senza motivo, come ogni guerra. E' una forma di drammatico ingorgo sociale che arriva inaspettato, alla stessa maniera si dissolve, senza mai che si riesca a capire cosa lo abbia generato.

valentina morini

Il testo si attaglia perfettamente al pensiero del drammaturgo rumeno, in grado come pochi altri di mescolare continuamente le carte gettate sul tavolato del palcoscenico, perché qualche regista più coraggioso (o incosciente) le raccolga, le mescoli nuovamente e le rigetti contro il pubblico, non prima di averne nascoste alcune nella propria vestaglia. "... voglio far apparire sulla scena una tartaruga, trasformarla in un cavallo da corsa, poi far sì che quest'ultimo diventi un cappello, una canzone, un corazziere, un'acqua di sorgente", ebbe modo di dichiarare Ionesco nel 1965, e questo gioco di ricerca tendente al caos arriva perfettamente al pubblico, anche grazie all'eccellente interpretazione di entrambi i protagonisti, che riescono a nascondere il dramma della guerra e celarlo sotto le tante parole del loro insignificante litigio.

fabio galadini

Lui e Lei non si curano degli altri ed è paradossale che nessuno di noi spettatori dia importanza ad altro se non la loro discussione, le immagini violente che scorrono alle loro spalle diventano ben presto uno sfondo neutro. In fin dei conti non ci riguardano. La genialità di Ionesco si legge anche in questo. Ma non possiamo sicuramente rallegrarci che sia stato così abile nel prendersi gioco di tutti noi.

delirio a due

DELIRIO A DUE di Eugène Ionesco. Traduzione: Gian Renzo Morteo. Cast artistico: Fabio Galadini e Valentina Morini. Regia: Fabio Galadini.  Aiuto regia: Raffaele Balzano. Video: Laura Girolami. Sound design: Mauro Lopez. Scene e costumi: Lorenzo Rossi. Musiche: Frederic Rzewski, Giacinto Scelsi, Luigi Nono. Produzione: Compagnia MauriSturno. Durata: 50 minuti senza intervallo.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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