media & sipario - Al Palazzo Reale di Milano sono in mostra le tante "Metamorfosi" di Picasso

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Al Palazzo Reale di Milano sono in mostra le tante "Metamorfosi" di Picasso

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Ormai da tempo gli spazi espositivi milanesi, in particolar modo Palazzo Reale, hanno un legame speciale con Pablo Picasso. Fino al 17 febbraio 2019 è possibile visitare Picasso - Metamorfosi

MOSTRE - Un titolo, Picasso Metamorfosi, quello scelto per l'esposizione di Palazzo Reale a Milano, che è la sintesi del percorso artistico di Pablo Picasso, ma anche il titolo del più che celebre poema epico mitologico di Publio Ovidio Nasone, opera che lo stesso artista spagnolo illustrò con 30 acqueforti per la casa editrice Skira nel 1931.

l'abbraccio

L’exibithion 2018/2019 - curata da Pascale Picard, direttrice dei Musei Civici di Avignone - si innesta nel percorso di approfondimento milanese sull’artista spagnolo, iniziato nel 1953 con l’esposizione di Guernica nella Sala delle Cariatidi, continuato con una grande antologica nel settembre 2001 e successivamente con la rassegna monografica del 2012. E’ anche la tappa della grande rassegna europea triennale, Picasso-Méditerranée, ideata dal Musée Picasso di Parigi con altre istituzioni internazionali.

picasso - metamorfosi

Duecento le opere suddivise in sei sezioni (Mitologia del Bacio - Ingres, Rodin, Picasso; Arianna tra Minotauro e Fauno; Alla Fonte dell’Antico - Il Louvre; Il Louvre di Picasso: tra greci, etruschi e iberici; Antropologia dell’antico; L’antichità delle metamorfosi) che tentano di spiegare, riuscendoci perfettamente, come Picasso non fosse solo il fondatore del cubismo. Attenzione anche per il neofita dell’arte, che può godere di audioguida e suggestive frasi dedicate (citazioni dello stesso Picasso e da "Le Metamorfosi") che intervallano l’esposizione.

raffronti tra opere

"A quattro anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino". La nota frase del Maestro acquista un significato ancora più vero visitando la mostra e assistendo al confronto delle opere del ”padre delle avanguardie” con la classicità e il classicismo, in una sorta di comparazione continua, tale da permettere al visitatore di vedere e capire da cosa Picasso sia partito e cosa abbia voluto dire, scardinando spesso (e molto volentieri) i codici dell’arte accademica, ma tenendo sempre presente la lezione dell’antico (da lui spesso non considerato tale) in un continuo "conflitto". Io non mi evolvo, sono. Non c'è né passato né futuro in arte. Se un'opera d'arte non può vivere sempre nel presente non se ne deve assolutamente tener conto.

opera pittorica e riferimenti

Non a caso, nella prima sezione (Mitologia del bacio - Ingres Rodin, Picasso), l’artista spagnolo si trova accostato a Ingres e Rodin che prima di lui avevano aperto la strada alla scoperta di forme adatte alla metamorfosi. Forme che potessero essere modellate, plasmate, interpretate, tanto da riunire i tre artisti attorno al tema del bacio con alcuni dipinti di Picasso - ad esempio “Il bacio” del 1969 o “L’abbraccio” del 1970 - in stretto dialogo con Il Bacio di Rodin e Paolo e Francesca di Ingres. Tutte opere che, come quelle presenti nella seconda sezione, non si fatica a collegare con il dipinto “Le damoiselle d’Avignon” (1907, purtroppo non presente) nel quale si evincono le intenzioni cubiste dell’artista.

picasso - metamorfosi

E’ appunto la seconda sezione il vero fulcro di tutto l’allestimento. Fauni, centauri, l’immagine di Arianna e soprattutto il Minotauro, figura nella quale lo stesso Picasso si è spesso identificato. Dal 1901 Picasso visita periodicamente il Louvre, alla scoperta dei periodi arcaici e della pittura dei vasi greci. L’emblema della bellezza di Arianna si fonde quindi con la stilizzazione dei motivi ornamentali e alle figure mitologiche utilizzate come nell'antico, a simbolo di “altro”.

picasso - metamorfosi

Se tutte le tappe della mia vita potessero essere rappresentate come punti su una mappa e unite con una linea, il risultato sarebbe la figura del Minotauro, scrive l'Artista nel 1935. Nella "Minotauromachia" troviamo tutto il dolore e la sua sofferenza in un momento particolare della vita personale: la fine del matrimonio con Olga Khokhlova (ballerina e musa ispiratrice), a causa della relazione con Marie-Thérèse Walter. Il viso di quest’ultima è ritratto nelle donne affacciate alla balconata, mentre Picasso è la figura ambivalente dell’uomo, metà uomo e metà animale. Il Minotauro è anche alter ego di Picasso stesso, simbolo di forza e d’intelligenza riunite in una convivenza che non è scevra di conflitti o di istinti animali.

picasso - metamorfosi

Le ultime due sezioni, ceramica (scoperta da Picasso nel dopoguerra e affrontata come nuova declinazione dell’antico) e metamorfosi, completano il percorso di conoscenza della figura di un uomo, un artista che, in un processo di sua continua e personale "metamorfosi", si è trasformato ed ha saputo plasmarsi come le sue stesse opere, mantenendo ben salda la base: la passione e l’abbandono dei preconcetti classici per ritrovarsi nudi - privi di identità culturale - e poter quindi essere aperti ad acquisire nuove conoscenze.

(articolo e foto di Beatrice Ceci - riproduzione non consentita)

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