media & sipario - Con Andy Warhol il Complesso del Vittoriano di Roma diventa più Pop che mai

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Con Andy Warhol il Complesso del Vittoriano di Roma diventa più Pop che mai

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Al Complesso del Vittoriano (Ala Brasini) di Roma è visitabile l’esposizione interamente dedicata al mito di Andy Warhol, realizzata in occasione del novantesimo anniversario della nascita (1928 - 1987)

MOSTRE - La vita di Andy Warhol ha tutti gli ingredienti necessari del grande sogno americano: da figlio di una povera famiglia di immigrati dell’est Europa, a vero e proprio punto di riferimento per i bohémiens di New York City e non solo, a tal punto da diventare un’icona carismatica e caleidoscopica. Ed è senz’altro scontato dire che, i suoi, non sono stati solo “15 minuti di celebrità”. I ritratti immortali di Marilyn Monroe, Elvis Presley e della Coca-Cola hanno definito la Pop art e cambiato, in un certo senso, il modo in cui le persone, insieme, possono apprezzare uno stesso genere artistico. Nobilitare l’oggetto comune e renderlo opera d’arte, accessibile a tutti perché: “mentre guardi alla TV la pubblicità della Coca-Cola, sai anche che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor la beve e anche tu puoi berla… tutte le Coca-Cola sono uguali e tutte sono buone”.

fiori

Nella mostra - prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia, in collaborazione con Eugenio Falcioni & Art Motors srl e curata da Matteo Bellenghi - si possono ammirare le creature derivanti da questi presupposti avanguardisti, a partire dalle origini. Alto l'interesse del pubblico romano: più di 7.000 i visitatori nei primi 5 giorni.

marilyn

La prima sala è dedicata alle serigrafie rappresentanti le celebrità e le icone che hanno impresso definitivamente il nome dell’artista nelle memorie: tra queste troviamo uno dei più amati simboli del consumismo americano, la Campbell’s Soup (1969), insieme ai volti di Liz Taylor (1964), Mao (1972) e ovviamente le Marylin, nelle loro vivacissime varianti cromatiche, massimo simbolo, secondo molti, dell’arte contemporanea per eccellenza.

flowers

Dopo aver attraversato una sala psichedelica tappezzata di specchi e fiori luminescenti, perfetta per essere immortalata da ogni instagrammer che si rispetti, la mostra prosegue nel mondo della musica, in cui Warhol ha senza dubbio lasciato la sua impronta distintiva, creando copertine emblematiche come quelle di The Velvet Underground & Nico (1967), con la famosissima banana, e i leggendari jeans dei Rolling Stones di Sticky Fingers (1971).

liz taylor

Un ambito in cui Andy diede il massimo, attraverso le sue sperimentazioni folli e innovative, fu quello della moda, altro tema portante di questo percorso espositivo. La sua arte trovò ulteriore sfogo, infatti, grazie alle collaborazioni con i più importanti periodici fashion dell’epoca come “Haarper’s Bazaar” e “Glamour”. Warhol è nel suo habitat naturale, trasformista e camaleontico, ed è proprio grazie ai contatti creati in questo ambiente che darà vita ai suoi Italian Portraits, rappresentanti i massimi esponenti della moda italiana quali Giorgio Armani, Valentino, Gianni Versace e Regina Shrecker.

campbell

Chiudono la mostra alcuni dei prodotti meno inflazionati della Silver Factory, ma non per questo meno affascinanti. La penultima sala è infatti dedicata a una raccolta di disegni, creati, per la maggior parte, durante il periodo in cui lavora come vetrinista per le maggiori boutique della Grande Mela. Warhol disegna scarpe, accessori, fiori e gioielli, mostrando fin dai primi anni della sua carriera il fiuto innato per le tendenze e quindi, per il Pop. Ci accompagna, infine, verso l’uscita, un’inestimabile collezione di Polaroid originali, che catturano, più spontaneamente che mai, personaggi come la Principessa Carolina di Monaco, Sylvester Stallone, Liza Minelli, Stevie Wonder e tanti, ma tantissimi, altri.

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In ben 170 opere, ammirabili fino al 3 febbraio 2019, si può trovare l’inconfondibile espressività dell'artista americano, cocktail inebriante che racchiude al suo interno gli aspetti più accattivanti di musica, moda e cinema, attuali e seducenti, ieri come oggi.

(a cura di Benedetta Ferrazzani - riproduzione non consentita)

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