media & sipario - Giornalismo 2.0, il dilemma tra comunicazione e informazione

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Giornalismo 2.0, il dilemma tra comunicazione e informazione

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Al Caffè Letterario di Viterbo incontro-confronto con Giampiero Gramaglia, giornalista di "agenzia" con un prestigioso passato all'Ansa e attualmente alla Press

VITERBO - Un incontro sicuramente interessante, che avrebbe avuto bisogno di molto più tempo (e di interventi più brevi da parte del pubblico presente) per provare a venire a capo di una delle grandi difficoltà del giornalismo ai tempi del web.

Il dibattito è quasi sempre lo stesso, recentemente è stato affrontato (o sfiorato) nel corso delle due giornate del contenitore SottoPRESSione (vedi SottoPRESSione, due giorni per cercare di capire meglio l'informazione), cosa bisogna privilegiare, dovendo obbligatoriamente scegliere tra "tempestività" di diffusione e "accuratezza" (e verifica con tutti gli ovvi ritardi del caso) nel fare informazione. Ovvio che a tutti piaccia "arrivare primo", ma questa corsa spesso porta a trascurare l'approfondimento e soprattutto la verifica, lasciando il lettore - solo e in alcuni casi con scarsi mezzi - a doversi destreggiare tra le tante "bufale" che, purtroppo, affollano il web, non che la carta stampata poi ne sia esente.

cristiani - gramaglia

"Sono fermamente convinto - ha affermato il relatore - che il giornalista non debba scrivere la verità ma che debba scrivere, al meglio delle proprie possibilità, quello di cui è a conoscenza in quel momento. Mi è capitato talvolta di rileggere cose che avevo scritto e pensare che non avevo capito nulla della questione, ma l’articolo era stato prodotto sulla base di ciò che si sapeva in quell'istante: chi deve scrivere nel modo più rapido possibile per anticipare i propri concorrenti è più probabile che veda poi modificarsi le convinzioni che lo avevano portato a quell'articolo. Credo che, per chi lavora per un media sul web o per un’agenzia di stampa, le qualità essenziali siano la tempestività, cioè la capacità di arrivare per primi sulla notizia, l’accuratezza, cioè la capacità di scrivere non necessariamente una verità assoluta e oggettiva, ma almeno una notizia in maniera corretta e ben strutturata, e la sinteticità, una caratteristica che distingue queste forme di comunicazione dal classico giornale cartaceo".

E sul ruolo del giornalista, tradizionale o attuale, aggiunge: "Non sono però d’accordo con chi dice che, vista la grande abbondanza di siti e di notizie in rete, non ci sia più bisogno del mestiere di giornalista: sono convinto che proprio a causa di tutte le informazioni che arrivano attraverso la rete, sia fondamentale un professionista che sappia effettuare una scrematura e scegliere le notizie da proporre ai propri lettori”.

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