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Cesarini Ristrutturazioni e il mercoledì della casa: abitare in un loft #1

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Con questo termine si intende un tipo di abitazione ottenuta dalla riconversione di un laboratorio manifatturiero o industriale... bello e possibile (parte prima)

REDAZIONALE - Grandi spazi, grandi altezze, grandi vetrate... il primo impatto con il loft è proprio questo: è grande ed è uno spazio unico (open space). Poi abbiamo materiali grezzi: cemento, pietra, legno, ferro, mattoni, impianti, tutto a vista.

Come nasce 

La sua storia inizia circa 50 anni fa, quando l'espansione delle città ingloba le zone industriali, riconvertendole in residenziali: gli edifici svuotati della loro funzione rimangono e attirano un certo tipo di utenti, in genere artisti dotati di molta originalità e fantasia che li usano come abitazione/atelier.

I primi esempi li troviamo in America (nel nostro immaginario i loft dei film Ghost o Flashdance) Francia, Inghilterra (a Londra negli anni '80 si trasformavano i doks in spazi abitabili). In Italia, a Milano.

Negli anni '90 la città lombarda è ricca di capolavori di archeologia industriale risalenti alla fine '800 primi del '900; questi vengono proposti in vendita rielaborando le tendenze più fashion importate dall'America, sono ricercati da single e coppie senza figli. A Roma si trovano ex laboratori artigiani in zone che un tempo erano periferie, oggi centro (es. il quartiere Testaccio). 

Il loft oggi è ancora una scelta di tendenza, esercita il suo appeal su professionisti, imprenditori che fanno vita sociale e anche su giovani famiglie, per cui rappresenta uno stile di vita alternativo.

Se in passato però, comprare un loft era una soluzione originale e poco costosa, oggi le leggi sono molto più restrittive: non esiste possibilità di condono; abitare in una casa accatastata come laboratorio - o, peggio, magazzino - configura l'abuso edilizio; si può incorrere in multe e il pagamento della sanzione non vale come sanatoria; non si può chiedere la residenza, né ottenere le “agevolazioni prima casa” all'atto dell'acquisto, né quelle fiscali.

loft

Le verifiche da fare

Di solito i loft sono accatastati C3 (laboratorio di arti e mestieri con permanenza di persone), quindi il primo passo è verificare la possibilità che venga rilasciato il cambio di destinazione d'uso in abitazione (A2 o A3). Questo è disciplinato dai Regolamenti Comunali locali, ma in generale la prima condizione è che lo stabile si trovi in zona classificata da P.R.G. come residenziale e non industriale e che sia permesso il cambio d'uso. Se tutto questo è possibile e la variazione non prevede opere, il tecnico incaricato presenta la pratica edilizia e tutto sarà abbastanza veloce. 

Se al contrario la variazione d'uso prevede opere, il tecnico redige un progetto e presenta la pratica edilizia; una volta ottenuto il cambio d'uso si procede con la ristrutturazione. Per ultimo si presenta il “fine lavori”, si fa la variazione catastale (da C3 in A2 o A3) e si chiede al Comune il certificato di agibilità. 

Costi

Oltre al costo del professionista e dei lavori (si agisce spesso su strutture fatiscenti), vanno previsti, ma non sempre, oneri di urbanizzazione e contributo di costruzione. Ottenuti i permessi, con il nostro loft in regola, passiamo al problema: “dato il volume di un parallelepipedo vuoto e il budget stabilito per i lavori, qual è l'elemento da ricercare perché si trasformi in una casa di sogno?”. Ma di questo parleremo prossimamente.

Ulteriori informazioni: telefoni 0761.250172 / 348.3677481 - mail info@cesarini.eu - sito internet www.impresacesarini.it - pagina facebook www.facebook.com/impresacesarini