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Cesarini Ristrutturazioni e il mercoledì della casa: il cartongesso #1

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Il cartongesso è tra le più diffuse soluzioni funzionali e scenografiche nell'architettura di interni. Scopriamolo assieme attraverso i nostri articoli ed i casi di studio illustrati

REDAZIONALE - Necessariamente dobbiamo iniziare con un po' di storia, perché il cartongesso che si utilizza, oggi, nell'edilizia leggera non è un materiale nuovo. Risale a circa 100 anni fa ed è fatto di cartone e gesso, come indica il suo nome. 

Il gesso è uno dei materiali d'uso più antico, vista la sua abbondanza nei giacimenti di tutto il mondo; lo ritroviamo a Babilonia e in Egitto usato sotto forma di malta morbida come legante nella piramide di Cheope e nella Sfinge. In Europa come stucchi e dori nel periodo Barocco e Rococò. Ma l'invenzione di frantumarlo consolidarlo e pressarlo tra due fogli di cartone multistrato con l'aspetto a sandwich che conosciamo viene dagli Stati Uniti, e precisamente dalla Gypsum Company US, che inizialmente lo chiamò Sackett board, dal nome della società di gesso Sackett.

Inizialmente venne usato come isolante, facendo da rivestimento interno alla tradizionale struttura in legno delle abitazioni americane, poi durante la II Guerra Mondiale, data la scarsità di manodopera e di mezzi, prese piede per la facilità di montaggio e economicità e alla fine della guerra, nel 1945, era il materiale principale nelle costruzioni con muri a secco. In Europa si sviluppa dapprima negli Stati del nord, a edilizia prevalentemente in legno usato come isolante termico delle pareti, in Italia arriva negli anni '80 come isolante acustico e termico.

posa in cartongesso

Oggi è usato in edilizia per le costruzioni a secco leggere perché si possono ridistribuire gli spazi interni senza interventi in muratura ed è di facile lavorazione. Inoltre, in caso di lavori di ristrutturazione in case abitate non si creano eccessivi disagi dovuti alla polvere e ai tempi di esecuzione. Se poi è necessario rimuoverlo, basta stuccare i fori d'appoggio della struttura metallica.

La tecnica costruttiva di base consiste in un'intelaiatura metallica di supporto e di una lastra con funzione di rivestimento. Questi componenti cambiano a seconda delle esigenze costruttive: una parete in cartongesso è costituita di una struttura metallica con andamento ortogonale (guide e montanti) fissata al soffitto e pavimento con una piastra avvitata; da un'intercapedine che può contenere l'isolante e da due lastre esterne di cartongesso avvitate.

Lo spessore della parete dipende dalla sua funzione specifica, così come la dimensione del profilo metallico, spessore e quantità di lastre in cartongesso. In genere lo spessore di un tramezzo in cartongesso è 8/10 cm. Lo spessore aumenta se all'interno si deve alloggiare il controtelaio di una porta scorrevole, cavi elettrici, tubazioni. La lastra standard - 1,3 cm di spessore - si usa per pareti divisorie, controsoffitti, per creare pareti a piombo su muri irregolari, per creare complementi d'arredo come librerie, pareti attrezzate, mensole. Assemblata con pannello di legno e maglie della griglia strutturale più fitte per realizzare soppalchi portanti.

risultato finale

La lastra da 6 cm - flessibile, può essere piegata fino a 30 cm di diametro - si usa per strutture curve avvitata su un profilato a vertebre già preintagliato. La lastra ignifuga si usa per ambienti aperti al pubblico, in questa il gesso parzialmente disidratato è rinforzato con materiali ignifughi, lastre in fibra di vetro e con vermiculite e perlite. La lastra idrorepellente si usa per locali umidi, come bagni e cucine, ha in aderenza un foglio di alluminio, viene usato insieme a pannelli di polistirene espanso o a pannelli per la condensa in fibre.

Nelle ristrutturazioni il cartongesso si usa spesso come isolante termico (conosciuto come “cappotto”), che può essere montato internamente o esternamente. Le lastre coibentate si incollano direttamente al muro (che viene prima adeguatamente trattato), oppure vengono avvitate su intelaiatura metallica con all'interno il materiale coibentante: se è di origine minerale è la lana di roccia (si trova in rotoli o pannelli), se naturale è sughero, se plastico può essere polistirene o poliuretano.

Per una funzione antimuffa si crea un cappotto abbinato a un materassino in polistirolo o polistirene che viene poi incollato sulla parete: l'intercapedine viene areata con fori (coperti poi da grate). Per esperienza sappiamo però che il problema non si risolve, la muffa viene solo nascosta. Infine le lastre fonoassorbenti si usano per insonorizzare locali e studi di registrazione.

Ulteriori informazioni: telefoni 0761.250172 / 348.3677481 - mail info@cesarini.eu - sito internet www.impresacesarini.it - pagina facebook www.facebook.com/impresacesarini