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Giovanni Floris: “La Brexit? Più rischiosa politicamente che economicamente”

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Il giornalista de La 7 a Caffeina commenta il referendum inglese e presenta il suo libro “La prima regola degli Shardana”

VITERBO - Il sorriso simpatico e cordiale che non cede neanche di fronte al forte, e inaspettato, acquazzone che si abbatte sul cortile di Palazzo Gentili e che costringe gli organizzatori di Caffeina a improvvisare un riparo sotto il piccolo loggiato. Forse anche perché Giovanni Floris, o Giova come lo chiama Maurizio Crozza, sta già pensando al mare della sua Sardegna che lo attende per una meritata vacanza dopo le fatiche del programma Di martedì su La 7.

L’incontro si apre all’insegna della Brexit, visto lo shock provocato dall’esito inatteso del referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. In realtà evidenzia Floris “il Regno Unito ha sempre avuto una posizione smarcata dalla Ue a cominciare dal mantenimento della propria moneta nazionale”.

giovanni floris

“Non vedo un grande pericolo immediato a livello economico – dichiara – mentre è più rischioso dal punto di vista politico. E’ la prima volta dal dopoguerra che uno dei Paesi importanti per l’Unione esce. Senza considerare il pericolo dell’effetto domino su altre nazioni in cui sono forti le spinte antieuropeiste”.

E dato che anche alcune forze politiche italiane gridano contro la Ue lancia un monito: “Decidere di uscire creerebbe un problema solo a Paesi come l’Italia, con un alto debito pubblico, che invece come Stato membro può contare sulla garanzia dell’Unione”.

“C’è voglia di democrazia diretta ma noi siamo una democrazia rappresentativa che nasce sulla competenza degli eletti. Il pericolo è la voglia di scavalcare i rappresentanti spingendo su una scelta emotiva. Non si può decidere tutto con un referendum soprattutto quando si tratta di questioni complesse come in questo caso, in cui per essere in grado di capire la reale portata della scelta, al di là di discorsi retorici e slogan politici, occorrerebbe studiare i trattati internazionali”.

giovanni floris

Floris stigmatizza poi l’atteggiamento “dei nostri governanti che sul debito pubblico continuano a far passare l’idea che la colpa sia dell’Unione europea” alimentando di fatto un clima di insofferenza nei confronti dell’organismo comunitario.

Politica ma non solo nell’incontro viterbese. Anche se la pioggia scrosciante, a tratti non consente di comprendere tutto ciò che viene detto. Pochi cenni per raccontare il suo libro “La prima regola degli Shardana”. “Spero sia divertente. E’ la storia di tre cinquantenni che si trovano a ricostruire la propria vita grazie al pallone”. 

Una ricostruzione che passa tramite una missione quasi impossibile: la rinascita di una squadra di calcio di un piccolo paese sardo, dove i tre si trasferiscono, con l’obiettivo di vincere la Coppa Sarda. Il tutto declinato con divertimento e ironia.

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