media & sipario - Mary Poppins Returns colpisce la fantasia dei "bambini" di ogni età, oggi come "ieri"

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Mary Poppins Returns colpisce la fantasia dei "bambini" di ogni età, oggi come "ieri"

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"Supercalifragilistichespiralidoso", questa non c'è. "Basta un poco di zucchero e la pillola va giù", nemmeno questa c'è. Se vi chiedete cosa ci sia del primo film in "Mary Poppins Returns" non vi resta che andare in una buona sala ed immergervi nelle stesse atmosfere

FILM REVIEW - La sala presenta un pubblico variegato. Le famiglie con bambini costituiscono, logicamente, la parte preponderante, ma non mancano adolescenti e giovani adulti, molto meno rappresentata la fascia di età che era giovanissima quando la più celebre bambinaia del cinema veniva interpretata da Julie Andrews. E' possibile un timore di delusione nel trovarsi di fronte alla classica operazione anche troppo commerciale? Se vi riconoscete in questa categoria di spettatore titubante, ci sentiamo onestamente di cancellare ogni vostra perplessità e consigliarvi di andare in un buon cinema (audio e video di qualità sono indispensabili) per godervi Mary Poppins Returns.

Innanzi tutto non si tratta di un reboot, ma siamo di fronte ad un sequel, sempre tratto da un romanzo di P.L. Travers. La vicenda si è spostata di 20 anni in avanti, i bambini sono cresciuti ed hanno formato una loro famiglia. Il piccolo Michael Banks (interpretato dal "bondiano" Ben Whinshaw) si trova in grandi difficoltà economiche, è vedovo con tre figli e sta per perdere la casa di famiglia. Ma ha soprattutto perso la visione incantata del mondo visto con gli occhi del bambino, quella stessa visione che vi invitiamo a portare con voi (fa stare meglio ed è molto meno rumorosa del popcorn) quando andrete a vedere il film. Inutile confermare che in un momento così difficile c'è solo bisogno di lei, della tata il cui motto è "Tutto è possibile, anche l'impossibile". Aiutata dal lampionaio Jack, un bravissimo Lin-Manuel Miranda (in patria è un apprezzato autore di musical), Mary Poppins sistemerà ogni genere di problema.

Mary Poppins Returns

Sarebbe molto riduttivo considerare M.P.R. come un film natalizio per bambini, si tratta invece di un grande affresco di intrattenimento musicale, probabilmente destinato poi a Broadway, dove ogni tassello narrativo è precisamente al suo posto. Qualità stupefacente di tutti gli interpreti, con una Emily Blunt eccezionale, "praticamente perfetta sotto ogni aspetto", aiutata e supportata da una divertentissima Meryl Streep, in grado di rivaleggiare con Maga Magò, dal cattivissimo Colin Firth, perfetto anche in versione "cartonata", e da un lungo stuolo di grandi performer (anche in cameo) che non citiamo tutti per non trasformare la recensione in un elenco telefonico, menzione necessaria per i tre bambini che cantano come dovrebbero fare tutti quelli della loro età, senza scimmiottare gli atteggiamenti degli adulti e le loro canzoni, inadatte per tonalità e corde vocali. 

Gli innesti a cartoni animati - da grande classico Disney - hanno il sapore buono del passato, ma senza peccare di nostalgia e con l'applicazione delle più moderne tecnologie che rendono la magia ancora più magica. Grande l'attenzione da parte del regista, Rob Marshall (già apprezzato per Chicago), nel rispettare il glorioso passato disneyano, consegnandoci però un impeccabile piacere visivo da Terzo Millennio, in grado di accontentare tutti. Discorso a parte va fatto per l'aspetto musical(e), fondamentale in questa favola, che si sposa perfettamente con i numerosi quadri danzati che costellano tutta la durata del film, peccato che trovandoci in un cinema, e non in teatro, sia fuori luogo applaudire ad ogni fine canzone, ma la tentazione è veramente forte.

Per concludere consigliamo il film veramente a chiunque e se ritenete sia necessario avere dei bambini per vederlo, fateveli prestare, i genitori saranno ben felici di un baby sitting così insperato. Ma M.P.R. è soprattutto indicato a chi ha una particolare predilezione per il musical. E' purtroppo bidimensionale, non si riesce a percepire il respiro dell'attore in scena, ma siamo certi che anche voi, come noi, faticherete nel non battere le mani, almeno alla fine del film, con lo scorrere dei titoli di coda (da non perdere nemmeno questi). Se poi lo fate. è probabile che nessuno protesterà, anzi è più facile che altri si uniscano a voi.

(articolo di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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