media & sipario - Grazie a David Cage il confine tra videogioco e cinema è sempre più labile

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Grazie a David Cage il confine tra videogioco e cinema è sempre più labile

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E' stato in grado di creare, con Quantic Dream, una realtà talentuosa e singolare, capace di evolvere la narrativa videoludica in direzioni mature e inesplorate

GAMING - È stato il padrino dell’edizione 2018 di Milan Games Week ed è uno dei più celebri game designer del settore: ci riferiamo a David De Gruttola, meglio conosciuto come David Cage. Nato nel 1969 in Francia, non è solo un autore di videogiochi, ma anche un musicista e uno sceneggiatore. Ed è proprio grazie a questa forte vocazione, indirizzata su diverse forme di arte, che è riuscito a creare videogiochi emotivamente forti e singolari. Le sue realizzazioni sono spesso state criticate per aver proposto temi ritenuti troppo maturi per i videogiochi, come la violenza domestica e il sesso, ma il concetto di gioco di Cage trascende quello di mero intrattenimento e ogni scena ritenuta controversa è sempre ben contestualizzata e funzionale all’interno della struttura narrativa. 

Inizia la sua carriera come musicista freelance su diversi progetti televisivi e pubblicitari, nel 1993 fonda l’azienda di produzione audio “Totem Interactive”, con la quale crea colonne sonore. In quegli anni la grafica 3D stava sconvolgendo prepotentemente il mercato videoludico e si accende così il desiderio di creare qualcosa di proprio. Anni dopo Cage dichiarerà che era come sentirsi un pioniere della regia all’inizio del XX secolo: le doti visive e narrative di questa nascente tecnologia lo attirarono inesorabilmente. Fu così che nel 1997 David Cage fonda “Quantic Dream”, di cui è tutt’ora co-amministratore delegato.

david cage

Il primo lavoro della neonata azienda è l’adventure cyberpunk “Omikron: The Nomad Soul”, per PC e Sega Dreamcast, nel 1999, con la collaborazione di artisti famosi quali Björk e David Bowie. Il gioco raccoglie critiche poco entusiaste, anche se le vendite vanno sufficientemente bene e danno inizio alla produzione di un sequel che tuttaviaa non vedrà mai la luce. Il desiderio di Cage era quello di creare videogiochi che non fossero semplice divertimento. Un mezzo così espressivo e libero poteva essere in grado di raccontare storie mature con forti connotazioni ai problemi della vita reale, muovendo così emozioni nel giocatore. Da questo approccio nasce “Fahrenheit”.

Di genere avventura grafica, Fahrenheit (intitolato “Indigo Prophecy” negli Stati Uniti) riesce a raccontare una storia a metà fra il poliziesco, il paranormale e il thriller in maniera estremamente cinematografica, concludendosi con tre diversi finali in base alle scelte operate nel corso della storia. Uscito su PlayStation 2, Xbox e PC fra il 2005 e il 2006, Fahrenheit ottiene un buon successo e restituisce a Cage e Quantic Dream fama e notorietà. E' con il progetto successivo che il designer viene incluso nell’Olimpo del settore: nel 2006 per mostrare al mondo le potenzialità della PlayStation 3 viene pubblicata una tech demo intitolata “The casting” [immagine di copertina e link su YouTube], in cui viene sfoggiata la nuova tecnologia di motion capture di Quantic Dream. Questa demo si evolverà poi in “Heavy Rain”: ad oggi il più grande capolavoro di Cage.

omaggio a david cage

Uscito nel 2010 in esclusiva per PlayStation 3, Heavy Rain è un thriller che racconta la storia del killer degli origami, un assassino che rapisce i bambini e li fa ritrovare affogati giorni dopo. I personaggi giocabili sono quattro e le varie scelte operate durante il gioco permettono di sbloccare 22 finali differenti, che comprendono anche la morte dei protagonisti stessi. Heavy Rain fu un grande successo e segnò un nuovo standard per quanto riguarda l’emotività e la narrativa nei videogiochi. L’era PlayStation 3 era ben lungi dall’essere conclusa e nel 2013 arriva sugli scaffali il nuovo progetto di Cage: “Beyond: Due anime”. La trama si dipana attraverso 17 anni della vita di una ragazza legata indissolubilmente a un’entità ultraterrena chiamata Aiden e per questo allontanata dalla famiglia e dalla società. Beyond vede la collaborazione di famosi attori quali Willem Dafoe ed Ellen Page, quest’ultima chiamata ad interpretare la protagonista. Anche se con una trama forte ed emotiva, Beyond non riesce tuttavia a raggiungere il picco qualitativo di Heavy Rain, presentando praticamente sempre delle scelte che non modificano realmente l’andamento degli eventi.

Il 2018 ha dato i natali all’ultimo e più ambizioso progetto di Cage. Ambientato a Detroit nell’anno 2038, “Detroit: Become Human” racconta di una società in cui gli androidi sono diventati di uso comune e si sono evoluti al punto in cui alcuni di loro sviluppano emotività. La storia ci mette nei panni di tre androidi quotidianamente subissati da discriminazioni che arrivano a violare vari protocolli imposti dalla loro programmazione in nome di nascenti emozioni. Ad oggi Cage non ha ancora svelato quale sarà il suo prossimo progetto, ma oramai siamo quasi certi che dovremo aspettare la prossima generazione di console.

(articolo e foto di Matteo Pizzirani - riproduzione non consentita)

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