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Black Finger, quando "standard" non significa uniformità, almeno musicale

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Nel mondo del jazz lo "standard" corrisponde ad un vero e proprio "sottogenere", fatto di grandi pezzi internazionali, non esclusivamente e necessariamente provenienti da un'unica matrice musicale

LIVE REPORT - La band, come succede spesso alle compagini jazz, ruota attorno alla grande passione che ne anima i componenti (voce e quattro strumenti). Quella passione che "costringe", dopo una normale giornata di lavoro, a comprimere il proprio spazio di libertà e correre in sala prove, per mettere le mani - leggi discutere - sulla scaletta che verrà presentata nel prossimo concerto. Nel nostro caso, abbiamo ascoltato i Black Finger al Cantieri del Signorino di Viterbo.

francesca mencaroni

E qui, in un locale dalla chiara connotazione jazz, che il progetto BF si sente a maggiore agio, quasi suonando in casa. Prima dell'esibizione, durante l'immancabile sigaretta di rito, apprendiamo che il quintetto ha mosso i primi passi nel 2013 e che tutti i musicisti (ma anche la cantante) hanno altre esperienze artistiche e altri progetti paralleli, sia con il jazz, ma anche con altro. E' poi la grande e comune passione (di nuovo!) per il periodo centrale del secolo scorso che permette le ampie divagazioni, con rielaborazioni di celebri canzoni degli anni '50 e '60 e spruzzate di r'n'b e soul.

andrea abbadia

Il repertorio della band include standard come "Summertime" e "The Girl from Ipanema", ma anche "Azzurro" e "Nel blu dipinto di blu", il risultato è una miscela di linee musicali di base, colorate da idee nate sul momento, con risultati gradevoli ed, orecchiabili, che si prestano ad un ascolto più ampio del solo genere di riferimento. Alla base di tutto - ha dichiarato la band - "c’è la nostra voglia di stare assieme, di crescere studiando e di divertirci e far divertire suonando".

black finger

Per la serata viterbese è stato proposto un percorso di ascolto esclusivamente basato sugli "standard" maggiormente conosciuti ed apprezzati, anche da neofiti dell'ascolto. Si rimane principalmente negli Stati Uniti, nel periodo '30/'40, omaggiando le grandi voci del passato (e di sempre) come Ella Fitzgerald ("Lullaby of Birdland" / "Just Squeeze Me") o Peggy Lee ("Why Don't You Do Right"), le grandi firme come quella di Richard Rodgers ("Have You Met Sir Jones") e di George Gershwin ("A Foggy Day"), o i miti di sempre: Benny Goodman ("Take The A Train") e Nat King Cole ("Nature Boy"). Non manca anche, ed una piacevole particolarità della scelta musicale dei BF, l'innesto italiano con il grande classico giovane "Il Cielo in una stanza" di Gino Paoli

francesca mencaroni

La lineup della serata: Francesca Mencaroni (voce) - Andrea Abbadia (sax) - Mauro Baraldi (chitarra) - Mauro Bugiotti (batteria) in sostituzione di Mauro MasiDaniele Carlani (basso).

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati)

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