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Robert Doisneau: il pescatore di immagini in mostra con "A l'imparfait de l'objectif"

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A Lucca si è da poco conclusa la mostra dal titolo "A l'imparfait de l'objectif", mentre a Pavia, fino al 28 gennaio 2018, si possono ammirare gli scatti del "pescatore di immagini" Robert Doisneau

"Le meraviglie della vita quotidiana sono così eccitanti; nessun regista può ricreare l’inaspettato che si trova nelle strade" - R. D.

MOSTRE - E' una piacevole coincidenza che ci si "imbatta" in una mostra con le opere fotografiche di Robert Doisneau senza aver programmato la visita. Forse perché si ha l'impressione di entrare immediatamente in contatto con la "poetica" di questo autore che ha fatto del "caso" (comunque molto studiato, ma mai costruito) il successo dei suoi scatti.

A Lucca - al Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art- si è appena conclusa la mostra “A l’imparfait de l’objectif”, a Pavia - Spazio per le Arti Contemporanee del Broletto - è stata inaugurata "Pescatore d'immagini". Due retrospettive  - più di 70 fotografie selezionate tra i 450.000 negativi che ci ha lasciato alla sua morte, nel 1994 - per imparare a conoscere l'autore francese “fotografo di strada” che immortala la "piccola gente", i bambini, la normalità che vive anche e soprattutto nelle periferie, spogliata di quei lustrini che sembrano rivestire le vie centrali di Parigi.

manifesto

Nato nel 1912 a Gentilly, studiò litografia all'école Etienne di Parigi. Dopo aver lavorato come assistente dello scultore André Vigneau, venne assunto presso le officine della Renault di Billancourt come fotografo industriale, posto nel quale rimase 4 anni fino al licenziamento dovuto ai ripetuti ritardi. Gli anni passati alla Renault lo indirizzarono a quella che oggi si chiama "carriera di freelance", interrotta dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale e ripresa nonostante i lavori su commissione che gli consentivano di vivere.

Lo sguardo perennemente rivolto "dove non c'è niente da vedere", alla ricerca delle immagini che "fanno stare bene" e che testimoniano la normalità del fare e del non fare quotidiano: bambini che giocano, che saltano, ballano, copiano i compiti e si dipingono in viso lo sguardo "furbetto" della marachella appena compiuta, giovani donne che passeggiano attirando sguardi ammirati e mai licenziosi, coppie che si scambiano dolci effusioni, contrasti "raccolti" o pescati  - Doisneau ama utilizzare il verbo "pescare" invece di "cacciare" perché ritiene che la pazienza sia un valore fondamentale - in un bar. 

robert doisneau

"Doisneau  - illustra il curatore dell'exposition di Lucca Maurizio Vanni - cerca di immortalare l'istante scomposto, fortuito e imperfetto dei bambini perché più spontaneo, vero e profondo. Solo l'essenza di un momento partecipato emotivamente può diventare eterno. Si muove con la consapevolezza che l'atipico può essere ovunque, che l'imperfetto si può nascondere anche dietro un vecchio portone. Ci sono personaggi e luoghi urbani – conclude Vanni – che pur non rispondendo a particolari canoni estetici risultano maieutici e attrattivi. Il loro fascino unico sta, probabilmente, nell'essere imperfetti. Noi ammiriamo il bello, ma ci affezioniamo a qualcosa che ci stordisce per vigore e forza espressiva. Il perfetto si sublima nell'imperfetto perché la nostra attenzione si focalizza sulle emozioni e sulle gestualità. Doisneau ha scoperto il segreto della vita rincorrendo la verità umana nelle sue bellissime difformità e imperfezioni”.

E' forse per questo "ricercato imperfetto" che negli scatti di Doisneau diventa perfezione che guardando le opere d'arte in bianco e nero di questo "pescatore" come ad esempio Le Baiser de l'Hôtel de ville del 1950  - la coppia non è stata in questo caso frutto del caso: il fotografo stava realizzando un servizio per la rivista statunitense Life e chiese a due giovani (Françoise Bornet, una studentessa di teatro e il suo ragazzo, Jacques Carteaud) di posare per lui - può venire in mente la canzone di Samuele Bersani dal titolo "Pescatore di asterischi". 

"Nella vita c'è sempre un però / Un cielo che si appoggia sul mare / E tu impari chi sei / Come giocolieri esperti / Tutto il tempo a cercare /Il senso gravitazionale che non c'è

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