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Thu, Jan

Il "Nocturne" di Remo Anzovino, un concerto (e un disco) evocativo ed intenso

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Abbiamo preso spunto da una frase attribuita a Gigi ProiettiBenvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso - per raccontare, in forma di racconto, le sensazioni che ha suscitato l'ascolto - live - di Remo Anzovino e del suo "Nocturne"

RACCONTO MUSICALE - Talìa si è fatta convincere dal suo amico giornalista ed ha acquistato un biglietto per l'unica serata romana di Remo Anzovino, un compositore che lei non conosce ma che l'amico le ha così tanto caldeggiato. Prima di arrivare nella sala si è però documentata, lo ha ascoltato su Spotify, ha letto una recensione e, infine, una dichiarazione su questo concerto: "Voglio che lo spettatore si senta al cinema, ma che veda il film dentro di sé. La prima ragione di questo viaggio musicale è portare gli altri al centro della musica, pretendendo da me stesso il massimo, per offrire loro qualcosa di cui hanno bisogno. Una musica quasi “medicale”, terapeutica, non consolatoria, uno strumento per avvicinare all'ineffabile bellezza dell’imperfezione che è di fatto la vita".

remo anzovino

Il concetto di "imperfezione" abbinato alla "vita" l'ha sicuramente intrigata, è incuriosita anche di vedere cosa questo avvocato (addirittura penalista, un lavoro duro che lascia spesso con la bocca cattiva), prestato alla composizione, sia in grado di trasmetterle. D'altra parte anche lei ama la notte, anche se passata spesso solo in compagnia dei suoi pensieri. Talìa si siede, mancano ancora circa 20 minuti, ma le piace arrivare sempre senza affanno, senza dover mai costringere chi è stato più previdente di lei ad alzarsi per farla accomodare. Si guarda attorno, la sala è occupata principalmente da adulti, alcune coppie, i giovani sono - almeno così lei pensa - musicisti, venuti ad ascoltare qualcuno che, probabilmente, "ce l'ha fatta". Al concetto di "imperfezione" si aggiunge anche quello della "precarietà".

remo anzovino

Il concerto sta per iniziare, l'Artista siede al pianoforte, appena decentrato rispetto alla struttura della sala (ma quanto è difficile posizionare un pianista), questo per permettere la visione piena degli schermi che hanno il compito di accompagnare in immagini il suono. Remo Anzovino (ma che omone!) accarezza delicatamente la tastiera dello strumento, la melodia riempe la sala, la notte "musicale" satura velocemente tutto lo spazio disponibile. Lo spettacolo - perché di questo si tratta, non di un semplice concerto - è il racconto di una notte che prende possesso di una vita e la cambia. "O cerca di farlo" è il pensiero non proprio ottimista della ragazza, mentre, stranamente per lei, permette alle note di farsi strada nella sua testa, quasi non opponendo la consueta resistenza.

remo anzovino

Il "Nocturne" in versione live alterna - come la vita - pagine dai suoni delicati a temi più violenti, che vengono visivamente arricchiti dai rumori della notte, da fasci di luce e da forme colorate. Le emozioni della musica nella percezione di Talìa si accostano (vai a capire perché) ad un appartamento chiuso, in una caldissima serata estiva. Un appartamento che non conosce, ma di cui ha le chiavi, dove timorosamente entra, abbandonando un trolley nell'ingresso. Man mano che la musica prende il sopravvento, Talìa si scopre "coraggiosa", esplora gli spazi sconosciuti, spalanca porte incuriosita, apre le finestre perché la poca luce della notte entri, assieme alla benevola "prepotenza" della musica. La calda brezza romana, mitigata dall'ora, invade ogni spazio, Talìa si trova a suo agio, per la prima volta, dal connubio musica-notte, scoprendo quanto sia piacevole la novità, quanto la musica la possa far sentire forte.

remo anzovino

Non si chiede chi abbia abitato quell'appartamento prima, non le interessa molto, visto che ora è suo, della sua vita e della musica che dolcemente la culla e la protegge nella sua costante esplorazione. Il concerto di Remo Anzovino si conclude, il pubblico applaude lungamente, molti si alzano in piedi, l'artista ringrazia.
Talìa si alza per uscire dalla sala, ma nella sua testa è solo la porta d'ingresso dell'appartamento a chiudersi: le finestre rimangono aperte, perché la musica e il notturno continuino a scrivere - assieme a lei - le "sue" pagine di vita. Il suo amico aveva proprio ragione, ma non glielo dirà!, e a questo pensiero il viso le si illumina con un largo sorriso.

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