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L'ora legale, l'intelligenza dei comici salverà il Paese?

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Il secondo ed ultimo appuntamento del Civita Cinema di Bagnoregio (provincia di Viterbo) - edizione n. 0 - è con un vero campione di incassi: "L'ora legale" di e con Salvatore Ficarra e Valentino Picone

FILM REVIEW - Il Civita Cinema archivia la propria anteprima declinando, e ovviamente adattando, due volte su due il motto: "cinema bagnato, cinema fortunato". La due giorni dedicata alla settima arte, in programma nel borgo tufaceo di Civita di Bagnoregio, è stata infatti costretta per due volte allo spostamento, causa maltempo. Si spera, quindi, nella clemenza meteorologica per il prossimo anno quando, a giugno, verrà proposta la prima edizione nella sua interezza. (vedi Primo ciak per Civita Cinema, anteprima con Edoardo Leo e Ficarra & Picone)

Detto questo possiamo concentrarci sul protagonista assoluto dell'incontro, l'incontro prima e la proiezione poi de "L'ora legale", un film giovane che deve essere necessariamente accompagnato dai suoi papà, di scrittura e regia, Ficarra & Picone, veri e propri mattatori di quello che l'organizzazione dell'evento ha definito un "vero e proprio show".

ficarra e picone a civita (courtesy by civita cinema)

Campione di incassi nella scorsa stagione e, sembrerebbe, anche in odore di candidatura agli Oscar, l'opera cinematografica del geniale sodalizio artistico siciliano ha il grandissimo pregio - tra i tanti - di presentare in maniera assolutamente asciutta e veritiera, anche cruda, i tanti mali di questa povera Italia. (vedi E' l'ora legale, ma anche quella solare, di applaudire Ficarra e Picone)

Una forma di denuncia divertente e divertita, che lascia ampiamente in bocca allo spettatore un retrogusto appena amaro che non contrasta con il registro comico, ne esalta il sapore, completando e amplificando il messaggio sociale evidentemente lanciato dagli autori (il soggetto e la sceneggiatura sono firmati anche da Edoardo De Angelis, Nicola Guaglianone e Fabrizio Testini). 

un fotogramma del film

La vicenda - di fantasia? a giudicare dalla cronaca recente sembra proprio di no! - vede al centro del racconto un paesino siciliano che si appresta alle elezioni comunali. I due candidati sono il notabile locale, già sindaco e molto contestato, contro un integerrimo insegnante, animato dalla legalità ad ogni costo e senza nessun compromesso. Incredibilmente l'onesto vince sull'altro, ma l'euforia iniziale di tutto il paese si scontra con il tentativo del nuovo primo cittadino di instaurare - finalmente - la legalità dove legalità non solo non c'è, ma non viene tollerata, da nessuno e a nessun livello.

Sull'aspetto più politico, si inseriscono i due attori, come sempre in pieno contrasto tra loro, assolutamente complementari e necessari, come Peppone per Don Camillo. Salvatore Ficarra è il "traffichino", mentre Valentino Picone è l'ingenuo, insieme i due sono strepitosi nelle parti più comiche - suggeriamo di vedere e rivedere le "telefonate anonime", all'altezza di quella "fantozziana" - e lasciano volentieri agli altri protagonisti del film (ad esempio un bravissimo Leo Gullotta) il calcare la mano sull'aspetto sociale, ponendosi così nella scia dell'insegnamento cinematografico dei grandi maestri del genere (Mario Monicelli ed Ettore Scola, per citarne due).

Il film fa molto ridere, sfruttando perfettamente la grande espressività dei due attori siciliani, ma fa ancora di più pensare sul "sistema Paese", ponendoci davanti al dilemma se dover essere sempre e comunque complici di una diffusa illegalità che non necessariamente deve riguardare grandi tematiche, ma che può anche estrinsecarsi nella piccole sciocchezze di ogni giorno, piccole prevaricazioni e veniali sotterfugi che sembrano non togliere nulla a nessuno, ma che invece contribuiscono - e in maniera fondamentale - a togliere dignità a tutti noi, ad alimentare quella poca educazione civica che una volta si "insegnava" a scuola. I due cineasti, come tanti loro colleghi (tutti comici o comunque attori brillanti) non danno risposte, si limitano a fotografare la realtà e la presentano per quello che è. Aggiungono sicuramente una battuta, ma questo non significa che il "brutto" così lo sia meno: rimane esattamente quello che è. E così facendo l'ora dell'ora legale viene sempre e costantemente spostata in avanti, tanto a chi può far male attendere ancora un po', sicuramente non al cinema italiano, visto il pregevole risultato.

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