media & sipario - "Mise en Abyme" dei Lady Reaper è un album "da vedere" e non solo da ascoltare

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"Mise en Abyme" dei Lady Reaper è un album "da vedere" e non solo da ascoltare

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Il "metallo pesante" per chi non conosce il genere è sinonimo di chitarre distorte, doppie casse e vocalizzi con poco senso. Se a volte può anche essere così, non lo è nel caso dei Lady Reaper

DIGITAL REPORT - L'ultimo disco dei Lady Reaper si apre con un incipit vocale, registrato da Valerio Cascone, che invita al silenzio e ad accomodarci per assistere allo show, prima di lasciarci all'ascolto di "To the Abyss". Un'esortazione che va rispettata, per apprezzare meglio quello che si sentirà (per vedere bisogna attrezzarsi di fantasia) di lì a poco e che rimanda alla mente gli opening act di Andrew Lloyd Webber (almeno per chi vuole trovare simili agganci).

Abbandonando comunque il richiamo (forse appena forzato) al mondo del musical, è comunque innegabile l'ampia teatralità che la band romana ha voluto profondere nel proprio lavoro, un concept che nei testi si richiama al romanzo gotico della fine dell'Ottocento, con richiami anche cinematografici e un prezioso booklet di 24 pagine, acquarellato a mano da Umberto Stagni (per Pastavolante Studio). Un lavoro del genere è purtroppo sacrificato dalle ridotte dimensioni del packaging del cd e si spera in un prossimo passaggio al vinile.

Rimanendo in ambito squisitamente musicale, si tratta in totale di 54 minuti suddivisi su 9 tracce, complessivamente molto curate e con una buona attenzione a muoversi su gangli sonori mai eccessivamente autocelebrativi (tipico dell'underground di genere) o destinati ad un pubblico eccessivamente di settore.

La band ha all'attivo in totale due dischi (consigliamo l'ascolto anche del precedente) e un demo, forse poco per chi è sulla breccia musicale da 6 anni, ma pienamente comprensibile per chi ha deciso di inserirsi in un settore dove si devono fare salti mortali per riuscire a vendere dischi o ottenere passaggi radiofonici e televisivi. In Italia il business musicale è veramente ostico, forse troppo, per chi non è mainstream, ed è possibile che questo genere non lo sarà mai.

Mercato a parte, "Mise en Abyme" si colloca nel quadro heavy metal indipendente e si fa principalmente notare per l'impostazione volutamente gotico-teatrale della voce del cantante (Simone Oz Calderoni, anche autore dei testi, mentre tutta la band firma le partiture musicali) e per aver osato pensare e registrare piacevoli ed azzeccate contaminazioni di generi, solitamente riservate ad altri.

cover

Se già molti altri - senza troppo pensarci i Rainbow e molto più recentemente Neil Zaza o Mistheria, ma la lista è veramente lunga - hanno esplorato la commistione tra classica e rock ("Stop The Mops" lo fa con Paul Dukas e più inaspettatamente "Headless Ride" con Edvard Grieg), è invece più infrequente sentire così ben armonizzato il suono di una tromba (suonata da Davide Carnevali) in un brano heavy metal. Oltre a questo "Mr. Nick Diabolical Bets" ha durata (più di 12 minuti) e atmosfere che lo rendono già adatto ad una declinazione in forma teatrale. E non riteniamo di essere gli unici ad averlo pensato. Molto interessante, infine, anche "Fragments", impreziosito dalla voce femminile di Kate (Hekate) Sale, cantante dei Wait Hell in Pain.

"Muovendosi tra autori classici e registi contemporanei, ogni traccia indaga in modo diverso il tema dello specchio, del doppio e dell’ombra. Niente è lasciato al caso, ogni pezzo ha un’introduzione, un artwork realizzato a mano e una stretta relazione con il pezzo a lui speculare. Un album concepito, nella sua interezza, come un rompicapo denso di letteratura e cinema", così la band ha dichiarato in merito al proprio lavoro. C'è poco altro da aggiungere: quello che hanno detto e quello hanno fatto.

Tracklist: To the Abyss - The Eternal Carnival - Abracadabra - Another Me - Fragments - Buried in my Dreams - Stop the Mops - Mr. Nick: Diabolical Bets - Headless Ride. 
"Myse en Abyme" è stato registrato e mixato al The Lab Studio da Valerio Cascone. Prodotto e arrangiato da Lady Reaper e Valerio Cascone.

Line-up: Simone Oz Calderoni (voce) - Federico Red Arzeni (chitarre, voce) - Stefano Jekyll Coggiatti (chitarre, tastiere, voce) - Gabriele Gimi Grippa (basso, chitarra acustica, tastiere) - Berardo Bear Di Mattia (batteria, percussioni).

Ulteriori informazioni sulla band: sito internet www.ladyreaper.it - pagina facebook www.facebook.com/LadyReaperBand  

(articolo di Luciano Lattanzi / foto di Andrea Stefanello - tutti i diritti riservati)

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