media & sipario - Uto Ughi, I Filarmonici di Roma e le "Note d'Europa": tutti assieme sul palco!

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Uto Ughi, I Filarmonici di Roma e le "Note d'Europa": tutti assieme sul palco!

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Il celebre violinista è ospite del contenitore estivo Caffeina Festival di Viterbo, accompagnato dall'Orchestra da camera "ceciliana" e da un repertorio costituito dalle più "belle pagine" scritte per il violino

LIVE REPORT - Il palco è forse eccessivamente contenuto per consentire ai musicisti la piena libertà di movimento, ma non è sicuramente questo un possibile ostacolo per la piena godibilità della serata. Il programma concertistico prevede come apertura Gioacchino Rossini, successivamente Antonio Vivaldi, Antonin Dvorak, ma anche Astor Piazzolla. Una scelta forse "leggera", ma comunque effettuata tra grandissimi autori che non può che premiare l'intento anche didattico di simili serate: portarsi fuori dalle sale da concerto ed offrirsi ad un pubblico più variegato, ma non per questo meno incline ad ascoltare, apprezzare e - perché no? - avvicinarsi ad un "genere" che conosce poco. anche se attirato principalmente dal "nome" dell'artista presente.

uto ughi

La serata concertistica prende solo spunto dall'ultimo disco di Uto Ughi, "Note d'Europa", il programma infatti trova un esile riscontro nelle tracce edite recentemente da Sony. E' comunque un piacevolissimo ascolto collettivo che consente a chiunque di seguire il movimento ondeggiante dei tanti archetti presenti sul palco. Un racconto per archi che non necessita di particolari conoscenze o dello studio di uno strumento. Al centro il protagonista, con la sua naturale (e professionale) appendice, che guida l'ascolto e - ed è questo quello che non ti aspetti - annuncia e commenta ogni partitura che verrà da lì a poco eseguita. 

contrabbasso

Uto Ughi è abilissimo nell'eliminare la supposta distanza che si pensi possa esistere tra la musica colta e i suoi potenziali fruitori, che sono tutti coloro che hanno un orecchio e la voglia di conoscere. Mette per pochi secondi da parte il violino per impugnare il microfono e presenta i "brani", suggerendone una leggerissima chiave di lettura, quanto basta perché poi chiunque se ne appropri nel modo più personale possibile. E' poi l'ascolto della musica a fare la necessaria differenza. 

uto ughi

Le note in assenza di parole - meglio se percepite chiudendo gli occhi, si elimina così ogni altra forma di distrazione - compiono il solito "scherzo", incuneandosi nei meandri delle menti di chi ascolta, si fanno posto, spingendo via, senza troppi riguardi, tutto ciò che trovano come ostacolo. Si ricava così lo spazio per i nuovi pensieri, stimolati dal suono insinuante e sinuoso dei violini. Difficile sarà poi ricordare, dopo, quello che si stava pensando al momento, quali associazioni mentali sono state fatte, chi è venuto in mente, e perché proprio durante l'ascolto di quel particolare "brano".

violinista

Il piacere della musica è dato anche dall'abbandonarsi ad essa, lasciando fuori i pensieri che ci impediscono di ascoltare e di ascoltarci, peccato si riesca a farlo per così poco tempo. "Humoresky" di Dvorak è quella bella scoperta che sembra però di aver già conosciuta, la trascrizione per violino della "Carmen" di Bizet innesta nuove e diverse sonorità su di un "tema" (chiediamo perdono!) già tanto popolare, incontrando così veramente il gusto di tutti, Astor Piazzolla è poi sempre Astor Piazzolla.

uto ughi

Il concerto arriva alla sua naturale conclusione e non potrebbe essere altrimenti. Uto Ughi ne apprezza lo svolgimento, sembra quasi un insegnante soddisfatto che al termine della lezione mette un buon voto alla classe che lo ha seguito con attenzione. Riprende il microfono e "gioca" con l'eventuale richiesta di bis, che nessuno ha osato comunque fare, anche per timore reverenziale. La massima concentrazione lascia il posto ad ampi sorrisi e qualche risata. La serata si conclude con un lunghissimo applauso, tributato a tutti i musicisti in scena, al violinista Uto, ma anche al Maestro "comunicatore" Ughi. Questa sera erano presenti tutti, ecco perché il palco poteva sembrare appena stretto.

uto ughi e i filarmonici di roma

Programma: Gioacchino Rossini, terza sonata, dalle Sei Sonate a Quattro. Gaetano Pugnani, Kreisler, Preludio e Allegro. Antonio Vivaldi, Il favorito, (Op. RV 277).
Henri Wieniawski, La polonaise. Antonín Dvořák, Humoresky. Pablo de Sarasat, Carmen fantasy. Astor Piazzolla, Oblivion. Antonio Bazzini, La ridda dei folletti, scherzo fantastico per violino e archi (Op. 25). Si ringrazia Massimiliano Pioppi per il cortese confronto.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati)

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