media & sipario - Quando "The Lamb" si sdraia sul palcoscenico è sempre grande musica, ora con grande danza

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Quando "The Lamb" si sdraia sul palcoscenico è sempre grande musica, ora con grande danza

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"The Lamb Lies Down On Broadway" è considerato il disco più valido dei Genesis di Peter Gabriel, cantante che lascerà la band immediatamente dopo la sua pubblicazione

LIVE REPORT - Il "disco bianco" dei Genesis è quello che segna l'apogeo compositivo di Peter Gabriel e, contemporaneamente, la sua rottura con il resto della formazione e la sua uscita dal gruppo per intraprendere una importante carriera da solista, anche se appena meno fortunata, commercialmente, dei suoi ex compagni. La sostituzione alla voce con Phil Collins traghetterà la compagine verso suoni sicuramente diversi, ma ugualmente interessanti e forse più adatti al passare dei tempi.

roberto d'amore

Non apparteniamo alla categoria dei "soloni" che considerano i più grandi esponenti del progressive finiti nel 1975. In ogni caso, ed è fuori da ogni dubbio, "The Lamb Lies Down On Broadway" è un disco importante, fondamentale per la ricercatezza culturale che lo rappresenta, non solo dal punto di vista musicale, sicuramente tra i 100 album che ogni estimatore del progressive deve possedere, evitiamo però di fare una lista degli altri 99, perché sarebbe sicuramente parziale ed innescherebbe una discussione tanto inutile quanto senza fine.

rael allo specchio

Partendo da quelle atmosfere, è stato creato un nuovo concept, miscelando assieme la danza con la musica. The Lamb Lies Down On Broadway Show ripercorre la scrittura in danza, senza recitato, e riesce finalmente a presentare nelle sale teatrali quello che era il sogno scenico di Peter Gabriel, finora mai realizzato, nemmeno dal suo artefice. Chissà perché?

i danzatori

Quando si apre il sipario del Teatro Mancinelli di Orvieto e ci accoglie la piacevole visione della doppia batteria in scena, è praticamente impossibile non far venire alla mente il turnista di lusso Chester Thompson, malgrado i tempi narrati siano precedenti al suo ingresso nella formazione. Gli Estro ci introducono musicalmente al viaggio metafisico immaginato dal suo autore, accompagnati visivamente dai dieci ballerini della RBR Dance Company. Il piacere di ascolto - che comunque non è una novità per chi ama i Genesis - si accompagna perfettamente ai quadri danzati che sembrano essere stati disegnati - le coreografie sono firmate da Cristiano Fagioli e Cristina Ledri - assieme alla partitura e non alcuni decenni dopo. Ed è questo l'aspetto più incredibile del progetto: l'eccezionale corrispondenza tra danza e suono.

john

Il racconto di Rael (uno strepitoso Erik locatelli) ci viene restituito in forma leggermente slegata, anche - immaginiamo - per la difficoltà estrema di suonare dal vivo, mantenendo i tempi rigorosi che sono necessari per armonizzarsi e guidare i passi del corpo di ballo. Ma in ogni caso siamo di fronte ad una narrazione di grande suggestione con danzatori in grado di interpretare fisicamente i sogni immaginati, dalle vaghe allusioni dantesche, scritti e cantati da Peter Gabriel, la coreografia ricorda lo stile Momix, la band è praticamente perfetta.

tastiere

Chi è entrato in teatro già "preparato" ha il piacere di assaporare compiutamente il viaggio metafisico del giovane portoricano che, sotto questo aspetto, si colloca nel novero di altri grandi protagonisti di altrettanto grandi storie musicali: il malato Tommy degli The Who o il tormentato Pink di Roger Waters (Pink Floyd), ad esempio. Chi invece non ha "studiato" si gode comunque lo "show" ed ha la possibilità di incuriosirsi, per andare poi a colmare le sue lacune, ma non è nemmeno necessario, perché la grande musica si può anche prendere senza farsi troppe domande: basta lasciarsene trasportare.

erik locatelli

Quando lo show ha termine gli applausi sono tanti, sinceri e veramente meritati da tutti. La band ha finalmente la possibilità di rilassarsi e dedicarsi così ad un encore solo strumentale, la scelta nel mare magnum delle possibilità cade su "Los Endos": non appartiene al periodo Gabriel dei Genesis, ma nessuno si azzarda a farlo notare. E' anche inutile dire che non dura i 6 minuti scarsi del disco, per il piacere di tutti i presenti, che comunque avrebbero riascoltato volentieri anche molto altro. Vengono accontentati anche con "Firth Of Fifth" e con un estratto da "The Musical Box". La bella ripresa termina - è la percezione di alcuni - troppo presto, ma si sa che gli amanti del progressive non si accontentano mai.

batteria e basso

THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY SHOW, scrittura scenica di Luigi Caiola e Claudio Morici. Direzione musicale: Giovanni Civitenga. Coreografie: Cristiano Fagioli e Cristina Ledri. Cast artistico: Compagnia RBR Dance Company e Estro ( (Roberto D'Amore - voce; Massimo Metalli - tastiere; Gianpiero Sparagna - basso e moog-taurus; Gianni Barbati - chitarra; Ugo Cosentino - batteria, chitarra, voce e metallofono; Pino Vecchioni - batteria). Ideazione e produzione: Luigi Caiola.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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