media & sipario - #AttoreDinamico, il nuovo Pasquino che socialando e ridendo "castigat attores"

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#AttoreDinamico, il nuovo Pasquino che socialando e ridendo "castigat attores"

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Dietro il marchio Attore Dinamico si nascondono (molto poco) in due: Emiliano Luccisano (autore / regista / attore) e Alessandro Lozzi (musicista / videomaker / web specialist). Agisce invece nell'ombra colui che tutto può: Gigi!

APPROFONDIMENTO - Al momento in cui scriviamo la pagina facebook del "progetto" è seguita da poco meno di 10.000 persone e il video di maggiore successo è stato visualizzato più di 220.000 volte, risultato sicuramente confortante, indice di una crescente popolarità "organica" (senza acquisto di consensi fittizi) e ottenuto in poco meno di 2 anni. Dietro il lavoro dei due Dinamici c'è sicuramente molta attenzione, anche al particolare, e soprattutto la conoscenza dall'interno del mondo attoriale, principalmente quello della Capitale.

Emiliano, nei video più divertenti, simula una improbabile telefonata con "Gigi" o "Giggi" (il nome viene declinato in entrambe le maniere, ma il risultato è analogo), che non è quello della "Cremeria", ma è un altro molto più famoso Luigi dello spettacolo italiano, e assieme danno vita a leggeri approfondimenti satirici, a volte amarissimi, su tutto quello che ruota attorno al mestiere dell'attore. Invidia per chi ce l'ha fatta, voglia di apparire ad ogni costo, in alcuni casi atteggiamenti patetici e infantili, perfettamente in linea con l'episodio "La raccomandazione" del film "I mostri" (1963, di Dino Risi), coesistono con considerazioni condivisibili su una professione - perché di questo si tratta - che viene costantemente sottovalutata, quando non osteggiata e relegata nell'angolo dell'attenzione culturale del Paese. 

Emiliano Luccisano & Alessandro Lozzi mettono sapientemente in burla, ad esempio, i casting degli "spettacoli importanti" (importante solo per chi lo fa), o l'ostinazione - tutta italiana - di voler un "nome" famoso per la produzione teatrale, possibilmente televisivo, per attirare più pubblico nelle sale (gli unici con il "nome" che costano poco sono gli attori completamente rifatti, perché le loro fiction erano così brutte che non vogliono farsi riconoscere), oppure - e qui sono veramente insuperabili - quando, cifre alla mano, da un ipotetico incasso di 10.000 euro (1.000 spettatori a 10 euro ad ingresso), togli questo e togli quello, in tasca al malcapitato attore rimangono ben 28,95 euro! Poi abbiamo i metodi di recitazione (lo Stanislavskij è il metodo che tutti sanno come si dice, ma nessuno sa come si scrive - anche noi abbiamo verificato prima di riportarlo, ndr), le scuole improbabili di recitazione (quelle che hanno Johnny Depp sulla locandina) e la domanda delle domande, che di solito viene posta dalla nonna anziana, "Che lavoro fai?", un quesito così fondamentale che è stato addirittura suddiviso in 4 parti, perché la risposta fosse la più esaustiva possibile.

Dalle decine e decine di video pubblicati emerge un quadro sicuramente divertente, ben realizzato e ben scritto (Luccisano è tra gli autori dei testi di Dado), ma è anche sintomo di una difficile accettazione della deriva presa dal settore dell'intrattenimento teatrale italiano, con compagnie e singoli che sono sempre più costretti negli angoli, in balia anche di produzioni azzardate e improvvisate, che scompaiono all'improvviso sempre prima di saldare i loro conti, con fatture che vengono saldate con mesi (se non anni) di ritardo, a fronte di una prestazione erogata nei tempi previsti, dimenticando troppo spesso che l'attore - per arrivare ad essere tale - ha studiato, investito su di sé e continua a farlo, sera dopo sera, scivolando poi sul fatto che anche chi sta su un palco ha diritto a mangiare regolarmente. In "Muratori" di Edoardo Erba si mette in scena la chiusura clandestina di un teatro per allargare un supermercato, ma la realtà non è poi così lontana, visto che sono più le sale che chiudono di quelle che aprono.

Il sottotitolo di Attore Dinamico è #ilmestierepiùbellodelmondo, ma siamo sicuri che lo sia? e siamo sicuri che valga la pena continuare ad insistere, sera dopo sera, copione dopo copione, provino dopo provino? Abbiamo la sensazione, frequentando - con rispetto - questo ambiente oramai da alcuni anni, che quello che "frega" l'attore appassionato e innamorato del proprio lavoro sia quel piccolo e sonoro tributo finale, quando alle sue spalle si chiude il sipario e il pubblico (speriamo pagante) della sala sorride e batte tra loro, sincronizzandole, le mani. Quel suono spesso ripaga di tanta fatica e di tanti bocconi amari, mandati giù in precedenza, ma non può e non deve essere l'unica gratificazione dei tanti mestieranti. Altrimenti la nostra esistenza culturale è destinata ad una fatale estinzione.

Per ulteriori informazioni su Attore Dinamico, consigliamo di seguire la pagina facebook dedicata: www.facebook.com/attoredinamico

(articolo di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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