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Il Teatro Ghione di Roma mette in scena la stagione e anche il suo cuore

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La stagione teatrale 2018/2019 della sala romana oltre alla consueta qualità della programmazione mette in scena anche il proprio impegno nel sociale, diventando il “Teatro del Cuore”

ROMA - Anche quest’anno il Teatro Ghione si apre a diverse realtà che possono essere sostenute e conosciute, confermando il ruolo del teatro come strumento di crescita e luogo di condivisione. "Continueremo ad investire sui giovani e sulla loro formazione ed insieme ai laboratori teatrali rivolti ai più piccoli a agli adolescenti, realizzeremo uno spettacolo con la Compagnia dei Giovani, contribuendo ad arricchire il percorso didattico e artistico che ogni anno vede protagonisti giovanissimi talenti", è la lodevole dichiarazione ufficiale della sala romana. Tornando alla programmazione 2018/2019, il cartellone accende i riflettori su attori, registi e testi che rappresentano la tradizione dei classici e l’innovazione del teatro contemporaneo, sviluppando una programmazione che valorizza la sinergia di mondi e linguaggi differenti.

Cartellone 2018/2019

Dal 16 al 28 ottobre - Gente dai facili costumi di Nino Manfredi e Nino Marino. Con Pietro Longhi, Paola Tiziana Cruciani. Regia di Silvio Giordani.
Una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l’onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani? E' evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati vengono svenduti e liquidati, perché il bello, il buono e il vero sono asserviti all’utile. Diceva Manfredi aggiungeva: “Con questi due personaggi vogliamo raccontare con l’ironia del castigat ridendo mores quanto siamo diventati un po’ tutti ‘gente di facili costumi’… esclusi i presenti".

Dal 30 ottobre al 11 novembre - Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, con Gianfranco Jannuzzo e la regia di Francesco Bellomo. Musiche di Mario D’Alessandro.
Il testo prende spunto da due novelle: “Certi obblighi” e “La verità”; in entrambi i casi si narra di un marito che, nonostante sia a conoscenza dell’adulterio della moglie, lo accetta con rassegnazione, ponendo come unica condizione la salvaguardia dell’onorabilità. La società costringe gli individui ad apparire rispettabili, obbedendo a precisi codici di comportamento; in realtà tutto è permesso purché si salvino le apparenze. La vicenda trascende, nel suo giuoco beffardo, la realtà dell’ambiente, ma non si sarebbe potuta realizzare al di fuori di quella. Ciampa, scrivano in una cittadina all’interno della Sicilia, è inserito in una società piccolo-borghese, condizionata dai “galantuomini”, ma non esclusa da un rapporto attivo, anche se subalterno, con la classe superiore. L’ambientazione, collocata nell’immediato dopoguerra, permette di recuperare certe situazioni tipiche del mondo siciliano ed particolare agrigentino di quel tempo.

Dal 16 al 25 novembre - Un autunno di fuoco di Eric Coble, con Milena Vukotic, Maximilian Nisi e la regia di Marcello Cotugno. 
Una donna anziana barricata in casa e un intruso che si infila dalla finestra. È così che inizia Un autunno di fuoco di Eric Coble, commedia dolce e graffiante sui delicati e spesso esplosivi rapporti tra madri e figli. Ma Alessandra non è una vecchietta indifesa, bensì un’artista quasi ottantenne alla resa dei conti con la sua famiglia per stabilire dove trascorrerà i suoi ultimi anni di vita. Con un’arguzia inaspettata in una donna dall’aspetto così gentile, una passione vulcanica e una pila di bombe Molotov, Alessandra si chiude in casa minacciando di dar fuoco a tutto piuttosto che finire in una casa di riposo.

Dal 27 novembre al 9 dicembre - Giro di vite - a ghost story di Henry James, con Romina Mondello, Fabio Sartor, Cristina Chinaglia, Giulia Pelliciari. Scritto e diretto da Giancarlo Marinelli. 
Cosa ci terrorizza del capolavoro di Henry James? L’apparizione dei fantasmi? No. I due bambini che vengono irretiti, attentati dai fantasmi? Neppure. La paura scatta in modo profondo quando la giovane donna chiamata a far da istitutrice agli innocenti ci dice che quei fantasmi li ha visti solo lei. E cioè: gli spettri esistono solo per chi li vede. Sono solo suoi. Angeli custodi delle nostre tenebre individuali. E se anche lo spettatore, tutte le volte che si siede in un teatro, vedesse un fantasma che è solo suo? Se anche lo spettatore, ad un certo punto, si rendesse conto che ciò a cui assiste non è per niente condiviso, percepito, visto nella stessa maniera, da chi li è seduto a fianco?

Dal 11 al 16 dicembre - Da Pierino e il Lupo, uno spettacolo di Micha Van Hoecke su musiche di Sergej Prokof'en, con Luciana Savignano, Denis Ganio, Micha Van Hoecke, Manuel Paruccini. 
Il tema di Pierino e il Lupo è stato sempre con me - dice Micha van Hoecke - un tema e una musica senza tempo per svegliare il Pierino che è dentro di noi in qualsiasi età. Nello spettacolo ci sono delle interferenze di un mio vissuto che si mescolano nel racconto musicale. In scena un gruppo di amici formato da grandi artisti che si sono ritrovati insieme in questo gioco teatrale danzato, cantato e recitato ognuno con il suo bagaglio di professionalità e la sua storia.

Dal 26 al 28 dicembre - Abracadabra - la notte dei miracoli
Una parola magica, propria dell’antica cabala, un gruppo affiatato di professionisti della magia, un importante causa benefica. Questi gli ingredienti di “Abracadabra – La notte dei Miracoli”, un evento spettacolare che abbraccia la solidarietà con l’intento di far comprendere il valore che possono assumere le arti  magiche anche in termini di terapia riabilitativa.

Dal 29 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019 - A che servono questi quattrini di Amando Curcio, regia di Giuseppe Miale Di Mauro. Con Pietro De Silva, Francesco Procopio. 
Eduardo Parascandolo, dopo aver dilapidato tutti i suoi averi per non essersi interessato delle proprie finanze, trascorre il tempo professando la sua filosofia di vita in cui il denaro è inutile ed è una sorta di malattia che affligge l’umanità. Vincenzino Esposito è il discepolo più affezionato del professor Parascandolo, un povero operaio che si licenzia per seguire la nuova filosofia di vita contro il parere della sorella con cui convive. Vincenzino è innamorato di Rachelina, ma la benestante famiglia di lei, proprietaria di un famoso pastificio, è contraria al fidanzamento tra i due. Il Professore è sicuro di conoscere il segreto per convincere la facoltosa famiglia di Rachelina e organizza una messinscena grazie alla quale fa credere a tutti che Vincenzino abbia ereditato una cospicua somma di denaro; tutto ciò servirà non solo per ufficializzare il fidanzamento con Rachelina, ma per ribadire il concetto che non è fondamentale possedere grandi ricchezze per poter vivere. Cosa c’è di più attuale del valore dell’apparenza?

Dal 15 al 20 gennaio - Baciami James di Robert Farquhar, regia di Guglielmo Guidi. Con Franco Castellano, Nathalie Caldonazzo.
Eddie è un logorroico rappresentante, non si è mai sposato e ha sempre vissuto con la mamma. Con una conversazione telefonica ha persuaso la seducente Crystal, ad andare con lui in uno squallido bed and breakfast; lei, che si è da poco lasciata alle spalle un matrimonio senza amore, durato dieci anni. La storia si consuma in una camera da letto, lato mare, nel corso di un weekend di pioggia. In questa pentola a pressione a buon mercato, Crystal ed Eddie, s’incontrano, discutono, si svestono, si rivestono, ordinano champagne, fanno sesso. Eddie, per i preliminari, ha una sua sconcertante abitudine: recitare i nomi dei calciatori; Crystal, dal canto suo, ha una strana fantasia erotica, della quale mette al corrente Eddie: immaginare di fare l’amore con Sean Connery costringendolo, ad essere “Sean”, per fare l’amore con lei, con consumata abilità e soprattutto, in silenzio. Una commedia degli errori, con due persone sole, che trovano molto difficile capirsi l’un l’altro o come agire attorno a qualcuno del sesso opposto, senza essere di volta in volta, spaventati, arrabbiati, egoisti o insoddisfatti.

Dal 22 al 27 gennaio - L’idea di ucciderti, uno spettacolo di Giancarlo Marinelli. Con Fabio Sartor, Caterina Murino, Paolo Lorimer, Paila Pavese, Francesco Maccarinelli e Francesca Annunziata.
Prende ispirazione da una storia vera l'interessante racconto teatrale di Giancarlo Marinelli, che ritorna al Teatro Ghione dopo una prima serie di applaudite e apprezzate repliche. "In verità, non intendevo scrivere un testo sul “femminicidio” al contrario, o, peggio, sul “maschicidio”. Volevo raccontare una storia sull’amore come arma di distruzione di massa. Sull’amore come trappola mortale. Sull’amore che dovrebbe essere la negazione di ogni luogo comune. E che invece diventa il più comunemente letale dei luoghi comuni. Volevo mettere in scena una storia capace di spaventare il pubblico come quando si legge in un giornale di una possibile epidemia, di un virus che potrebbe colpire tutti: “E se capitasse anche a me?”. La nostra recensione

Dal 29 gennaio al 3 febbraio - Carmen, testi, regia e coreografia di Luciano Cannito su musiche di Georges Bizet e Marco Schiavone. Con Rossella Brescia, Massimo Zannola, Amilcar Moret, Francesco Porcelluzzi ed i solisti di CBR Balletto. 
Un gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista “Escamillo” e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo maresciallo dei Carabinieri “Don Josè”. L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione. La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia. Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità. Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta.

Dal 5 al 10 febbraio - Uno nessuno centomila di Luigi Pirandello, adattamento e regia di Alessandra Pizzi, con Enrico Lo Verso. 
Uno Nessuno Centomila rende omaggio al più celebre dei romanzi di Pirandello, il “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”, quello che sintetizza meglio il pensiero di uno dei più grandi drammaturghi di tutti i tempi. Uno Nessuno Centomila è l’adattamento teatrale della storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio minimo, insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano attorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del Sé autentico, vero, profondo. La nostra recensione

Dal 12 al 17 febbraio - Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij, adattamento e regia di Francesco Giuffrè. Con Giorgio Marchesi, Camilla Diana. 
LUI. Il sognatore. E’ impossibilitato alla quotidiana banalità della vita. LUI sogna, immagina, si interroga sulla vita mentre gli altri invece vivono. LUI è un diverso. Se ne rammarica. Vorrebbe essere come gli altri, presi dai ritmi della vita, senza il tempo di porsi delle domande ma non riesce a stare dietro ai ritmi del quotidiano. LUI si è costruito un mondo solitario, lento, fatto però di mille cose. Conosce le persone che incontra senza parlarci mai davvero, eppure con un ognuno ha una specie di rapporto, costruito nella sua testa. LEI. Nasten’ka. Aspetta. Vuole scappare dalla vita che la sta schiacciando. LEI non può e non ha il coraggio di farlo da sola. Aspetta l’uomo che le promise, un anno prima, di tornare a prenderla per portarla via. LEI è innamorata o forse si è dovuta innamorare per avere una possibilità di scappare. LEI, nonostante tutto è forte. Forte nei confronti della vita che l’ha messa a dura prova. Queste due esistenze una notte si incontrano per caso. Per quattro notti le loro vite si incontreranno, si racconteranno l’uno all’altra.

Dal 21 al 24 febbraio - Lucio incontra Lucio di Liberato Santarpino, regia di Sebastiano Somma. Con Sebastiano Somma e la Martucci ensemble & vocal.
Un progetto musicale che si ispira ad uno dei capitoli più belli della storia cantautorale italiana: le vite di Lucio Dalla e Lucio Battisti. Lo spettacolo mette in scena un’originale lettura della vita dei due grandi cantautori italiani. Due uomini accomunati dalla stessa passione per la musica, due uomini nati a distanza di dodici ore (4.03.1943 Lucio Dalla e 5.05.1943 Lucio Battisti) e che oggi rappresentano un’icona tutta italiana.

Dal 26 febbraio al 3 marzo - Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, adattamento di Eleonora Di Fortunato e Claudio Boccaccini, regia di Claudio Bocaccini. Con Felice Della Corte, Alessia Navarro, Siddhartha Prestinari.
L’adattamento, che ha spesso i toni divertenti della commedia, sfrutta la presenza nel romanzo di elementi teatrali e di una sintassi vicina all’oralità, rendendo fruibile un’opera fondamentale della poetica pirandelliana della maschera e della sua riflessione sul “doppio” che abita le vite di tutti noi. La versione di Boccaccini tocca temi di grande importanza e attualità: l’impossibilità per l’uomo di determinare la propria esistenza e la frantumazione dell’identità in una società che dimentica, sostituisce e procede senza pietà per gli individui.

Dal 5 al 10 marzo - Se questo è un uomo di Primo Levi, reading a cura di Daniele Salvo. Con Daniele Salvo, Martino Duane, Simone Ciampi. 
La nostra realtà quotidiana è fatta di illusioni, immagini preconfezionate, profonde convinzioni, sogni a buon mercato. Viviamo quotidianamente l’illusione dell’identità. Costruiamo carriere, rincorriamo posizioni sociali, crediamo di “essere” qualcosa o qualcuno, pensiamo di lasciare un segno nella Storia con le nostre azioni, coltiviamo il nostro misero “ego”, discutiamo di politica, di opportunità, ci sentiamo superiori, dispensiamo giudizi, ci agitiamo al caldo delle nostre case e delle nostre famiglie. Ci “intratteniamo” pensando di “ingannare il tempo”. Noi, fortunati abitatori del ventunesimo secolo.

Dal 12 al 17 marzo - Romeo e Giulietta di William Shakespeare, regia di Selene Gandini. 
Avventurarsi nel mondo shakespeariano è un’impresa difficile. Non sappiamo mai davvero dove ci porterà la creazione di una scena perché il verso del “Grande Bardo” contiene strade differenti, a volte opposte, che noi di volta in volta interpretiamo come specchio della nostra vita, del nostro sguardo sul mondo e i suoi attori. Shakespeare ancora una volta ci da la possibilità di riflettere sui temi universali dell’uomo, del suo sentire e del suo agire e noi cercheremo di farlo al meglio delle nostre possibilità.

Dal 19 al 31 marzo - Que Serà di Roberta Skerl, regia di Paolo Triestino. Con Paolo Triestino, Edy Angelillo, Giancarlo Ratti. 
Metti tre amici, da sempre e per sempre. Metti una cena d’estate tra profumi e note brasiliane, perché l’allegria non manchi. Condisci il tutto in un giardino ad accogliere le parole, le risate ed i pensieri di Filippo, Giovanni e Ninni. Aggiungi infine che improvvisamente tutto cambi perché qualcosa di imprevisto, di molto imprevisto, accada e che ci si chieda cosa siamo disposti a fare per il nostro migliore amico.

Dal 4 al 14 aprile - Aspettando Godot di Samuel Beckett, regia di Maurizio Scaparro. Con Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, Fabrizio Bordignon.
“Che facciamo adesso? Aspettiamo Godot”: è il refrain che più volte ripetono Estragone e Vladimiro in uno dei più celebri testi di Samuel Beckett. Un titolo che nel linguaggio corrente è diventato pure un modo per esprimere con quel gerundio del verbo aspettare, che qualcosa o qualcuno tarderà a giungere, non che non arriverà mai e che in tanti si sono scervellati a indicarlo come Dio, il Destino, la Morte. Noi propendiamo per quest’ultima affermazione. Anche se lo stesso Beckett mai ha voluto dare una risposta univoca.

Dal 24 al 28 aprile - Disguido in Disillusion, con Guido Marini e Isabella R. Zanivan.

Dal 2 al 12 maggio - Basta che c'è l'amore di Francesco Procopio e Luigi Russo, regia di Luigi Russo. Con Milena Miconi, Francesco Procopio, Antonio Friello, Annalisa Favetti.
Una ricca coppia figlia del boom economico degli anni ‘80 è ormai in bancarotta, ma proprio quando le cose sembrano senza speranza, arriva la notizia di una probabile eredità. Entrarne in possesso non sarà facile ma la follia e la fantasia non mancano, gli assurdi stratagemmi usati dai due ereditieri rendono questa commedia esilarante e sorprendente.

Dal 14 al 19 maggio - Ssud, teatro canzone scritto, diretto e interpretato da Roberto D’Alessandro, accompagnato da Raoul Marini e la sua band (Flavio Calogero e Mirko Salomone), voce e chitarra Mariano Perrella.
Nello spettacolo si vuole analizzare tutti i sud del mondo, ed i sud che stanno anche all’interno dei mondi, dentro le città, tra gli individui, tra i generi. A nord si va in cerca dei pascoli, del denaro, a sud in cerca dell’anima. E fino in fondo all’essenza del tema vogliamo giungere. Tra storie e canzoni in chiave rigorosamente di satira, dove la risata servirà a mostrare i denti per far vedere che non si ha paura degli orrori che si raccontano.

La programmazione della sala è accessibile anche agli spettatori con disabilità sensoriali. (vedi Teatro accessibile? Chi vuole può, soprattutto al Teatro Ghione)

Teatro Ghione di Roma, Via delle Fornaci 37, stagione dal 20 settembre 2018 al 19 maggio 2019. Spettacoli dal martedì al sabato alle ore 21, la domenica alle ore 17.

Ulteriori informazioni: telefoni 06.6372294 / 334.1411539 - mail info@teatroghione.it - sito internet www.teatroghione.it - ufficio stampa Maurizio Quattrini

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