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Ar.Ma Teatro di Roma, la terza stagione a partire dal 5 ottobre

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Usuale conferenza stampa - con la presenza di artisti, addetti ai lavori e molto pubblico - per la presentazione della terza stagione della sala romana. Una proposta principalmente contemporanea, in scena dal 5 ottobre

ROMA - Il format è oramai collaudato e ampiamente condiviso dalle tante sale teatrali della Capitale: i protagonisti degli spettacoli in programmazione si alternano al centro della scena per presentare in pochi minuti ciò che porteranno in scena. "Non è mai semplice selezionare gli spettacoli per la stagione, ma sono certa di aver scelto lavori di spessore che possano trasmetteranno bellissimi messaggi al pubblico di questo teatro”

presenti alla conferenza stampa

Riportiamo integralmente la dichiarazione di Daria Veronese, non solo direttore artistico della sala, ma anche autrice e regista. Cartellone ricco e ampio con una piacevole alternanza tra classico e contemporaneo, noto e inedito, innesti musicali e danzati: la classica stagione composita, in grado di incontrare le aspettative - e gli applausi - di quanto più pubblico possibile. A corollario anche i corsi di Teatron Accademia Professionisti Spettacolo, un progetto di formazione teatrale completo articolato in due anni con un terzo anno integrativo facoltativo. La direzione artistica è affidata a Pino Insegno, la direzione didattica a Vito Caporale, il corso di teatro è diretto da Mirella Mazzeranghi.

cartella stampa

Stagione 2018/2019

Dal 5 al 7 ottobre - Filicunti con Fausta Manno e Gianni Silano.
Nella stanza del telaio e del dialetto propri della cultura meridionale e calabrese si raccontano i “nodi” del filo drammaturgico: la nascita, l’amore e l’abbandono, la fame, la morte e la festa… Il loro intreccio crea una ragnatela, simbolo dell’ordito che creano gli eventi nella vita degli uomini.

Dal 12 al 14 ottobre - Reginella di e con Manuela Rossetti, con musiche originali dal vivo di Laura Desideri.
Lo spettacolo, caratterizzato da elementi di teatro narrativo, teatro-danza e dalla musica dal vivo, racconta la storia di Settimia Spizzichino, unica superstite donna del rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943.

Dal 19 al 21 ottobre - Cosacattiva, scritto e diretto da Giada Villanova, con Giada Villanova e Simone Boscarino. 
Un grido sul bisogno di andare dentro noi stessi e vedere cosa realmente siamo oltre a quello che vediamo attraverso gli occhi degli altri. Cosacattiva è tutto quello che ci appaga e al tempo stesso ci intossica, è l’esplorazione di quel filo invisibile e misterioso che lega l’essere umano alla dipendenza perché, qualunque essa sia, nessuno può dirsi immune.

Dal 26 al 28 ottobre - Quartett da H. Müller, adattamento e drammaturgia di Matteo Tarasco, con Livia Carli e Gianni Oliveri, diretti da Matteo Tarasco.
Il quartetto di personaggi, la marchesa di Merteuil, e il visconte di Valmont, in primis, ma anche la giovane Volanges e madame de Tourvel, affidati, però, a due soli interpreti, sono condannati a ripetere in eterno il loro gioco erotico di seduzione attraverso continue metamorfosi, divenendo ora carnefici e ora vittime.

Dal 9 al 18 novembre - Buon Compleanno, scritto da Francesca Romana Miceli Picardi, diretto dall'autrice insieme a Valentina Ghiglia. 
Un viaggio lungo un'ora, nella vita di un uomo qualunque, nel giorno del suo compleanno. Un uomo che viene dalla classe media e che non aspira a nulla se non allo stravolgimento delle classi sociali. Un uomo che ha visto troppo e da troppo in alto e che si è talmente distaccato dall'umanità da scegliere la luna. Si è scelto un posto tutto suo lontano dalla cattiveria e dalle miserie umane.

24 e 25 novembre - Il Marinaio, regia e libero adattamento teatrale di Deborah Massaro, con Deborah Massaro insieme a Sofia Boriosi, Debora Pisano.
In una notte si assiste alla veglia funebre di una donna da parte di tre amiche che, nel timore di dissolversi con la luce dell'alba, sono costrette e a parlare e a raccontare i propri sogni. Una di loro racconta la storia di un marinaio che, naufragato in un'isola deserta, comincia egli stesso a sognare di un passato e di una terra d'origine che non ha mai avuto, cullato nella necessità di costruirsi una nuova patria di sogno per poter sopportare il dolore di vivere. Il sogno diviene l'unica dimensione felice possibile. In replica anche 1 e 2 dicembre.

30 novembre - Carmen, atto unico in due scene, tratto dalla novella di Prosper Mérimée, musica dall'opera omonima di Georges Bizet, di Francesca del Carmen e Gianni Vitarelli, per la regia di Roberto Santi.
Spogliata di tutti i suoi attributi classici, le gitane, i toreri, il folklore spagnolo, di Carmen rimane la storia cruenta, di un amore finito in tragedia. Lei, libera e passionale, capace di amare senza legarsi. Lui, geloso, possessivo e violento, incapace di accettare compromessi. Incontrandosi, trovandosi e amandosi arriveranno inevitabilmente a scontrarsi fino all'inevitabile, tragico, epilogo.

Dal 7 al 9 dicembre - Le Cassiere di Stefano Terrabuoni  con Carla Cardarelli e Elena Capparelli, dirette da Aurora Piaggesi.
All’intervallo pranzo, due donne si siedono per caso sulla stessa panchina di un parco. Questa vicinanza rende loro molto sospettose e riservate anche nelle telefonate che ricevono. Carla, meticolosa e abitudinaria, è alle prese con un figlio grande che non riesce ad essere autonomo. Valentina, vulcanica e impulsiva, è reduce da una litigata con il suo fidanzato e cerca conforto negli incontri online. All’inizio il loro rapporto è freddo e diffidente per l’invasione della reciproca privacy. Giorno dopo giorno, però, le due donne si avvicinano, si conoscono, diventano amiche al punto d’aiutarsi l’una con l’altra.

Dal 10 al 15 dicembre - Il dono di Hitler. Terezin 1941-1945, testo e regia Daria Veronese, con Ramona Gargano, Marcello Gravina e Massimo Mirani.
Un episodio poco noto, ma molto significativo dell’universo nazista, che sottolinea il perverso e, per certi versi, ancora misterioso rapporto tra il nazismo e l’arte, ed esplora, se possibile, un aspetto relativamente poco conosciuto dell’attività dei campi di concentramento. Lo spettacolo propone a contrappunto anche materiali testuali, tratti dai documenti poetici dei bambini rinchiusi nel ghetto di Terezin, e materiali documentari tedeschi, girati tra il 1942 e il 1944, per sottolineare l’aspetto propagandistico, appunto di dono, che Hitler aveva fatto agli ebrei.

Dal 21 al 23 dicembre 2018 - Perché amo il mio peccato, libero adattamento di Storia di una capinera, diretto da Diego Placidi. 
Non più bambina e non ancora donna, Maria, che il solo peccato che abbia mai commesso è stato amare, cammina lungo il viale dei ricordi. Compagno di viaggio un destino quasi umano, ormai nemico. Entrambi sono diretti verso la sola certezza della vita. Pur rimanendo aderente al testo dell’autore, sono stati aggiunti personaggi inesistenti nel testo originale, che rendono la storia molto più discorsiva. Maria, in questo viaggio dei ricordi, è accompagnata da un “Destino” che si concretizza con le figure mitologiche delle Moire.

Dal 11 al 20 gennaio 2019 - Il Pianerottolo, di Stefano Terrabuoni, diretto dal Luca Pennacchioni.
Marta, una single di quarantacinque anni, vive in un condominio affollato di gente fantasiosa. La comparsa di Luca, un single affascinante, proprio nell’appartamento di fronte al suo, porta una ventata nelle abitudini del condominio. Marta cerca di attirare l’attenzione di Luca e, nei suoi approcci, Marta trova anche i suoi condòmini che prima la ostacoleranno, poi, nel tentativo di aiutarla, la ostacoleranno lo stesso. Luca, però, non la considera fino a quando si ritrova in un guaio non per colpa sua e riuscirà ad uscirne solo con l’aiuto di Marta.

Dal 25 al 27 gennaio - Heirs – I Folli Eredi.
Due fratelli e due sorelle in lotta per accaparrarsi l’eredità del defunto padre. Tra loro si scatena una folle guerra senza esclusione di colpi, tra situazioni paradossali dove i nomi dei mobili dell’Ikea nascondono parolacce in svedese, il fantasma del padre di Amleto è un feroce chihuahua, gli spot pubblicitari anni ‘80 si trasformano in storie da brivido e la musica degli Abba crea dipendenza.

2 e 3 febbraio - Io Nazario Sauro, scritto e interpretato da Francesco Cevaro.
Gli ultimi sessanta minuti di vita del marinaio istriano, imprigionato nel carcere di Pola e condannato a morte per alto tradimento. Lungi da essere solo una semplice descrizione storica, lo spettacolo è soprattutto il racconto intimo del lato umano di questo personaggio, che mette in discussione le sue convinzioni, le sue idee e le sue scelte proprio nell’ultima puntata della sua vita.

Dal 8 al 10 febbraio - Rip – Alla fine tutti muoiono, scritto e diretto da Diego Placidi.
Da qualche parte nella madre Austria, un non precisato tempo di “un giorno come questo che nemmeno Gesù Cristo vuole sul calendario”, la vita tradizional condominiale del nucleo popolar reietto verme, l’unità sotto borghese familiar Kovacic e quella dell’emerito signor professor Cazzafuoco, non sarà più governata dall’inevitabile incontro/scontro condivision esistenziale del buon vicinato. La preannunciata catastrofe si rivela in tutto il suo caos. Piuttosto crudo e duro nelle azioni e nel linguaggio, quest’ultimo spesso incomprensibile e “forse” privo di senso. In replica anche dal 22 al 24 febbraio.

16 e 17 febbraio - Terapia di coppia, con Nancy Citro e Roberto Tavella e con la collaborazione del dottor Gerry Grasso.
In scena due attori e uno psicoterapeuta di coppia che muoverà i loro passi. Una storia d'amore in crisi. Una seduta di psicoterapia le cui domande sono pensate dal pubblico. Prende vita così sul palco una terapia di coppia completamente improvvisata, i cui protagonisti scopriranno sul palco, leggendo i suggerimenti del pubblico, quali sono i loro problemi, gli aneddoti più belli, le emozioni più nitide.

Dal 1 al 3 marzo - Bang con Luca Avallone e Claudia Spedaliere, diretti da Luca Pennacchioni.
L’uno di fronte all’altro, il respiro affannato, l’adrenalina che scorre. L’attimo in cui tutta la vita ci passa davanti agli occhi, il cuore batte nella gola, siamo della stessa sostanza delle nostre azioni inconsapevolmente plasmati dalle esperienze vissute… tutto scorre nell’attimo prima di premere il grilletto.

Dal 9 al 17 marzo - Le notti bianche di  Fëdor Dostoevskij, libero adattamento di Deborah Massaro, con Deborah Massaro e Federico Ancillai.
A Pietroburgo nel 1840 un sognatore, isolato dalla realtà e da qualsiasi rapporto di amicizia, durante una sua passeggiata notturna incontra, sul lungo fiume, una ragazza che risveglia in lui il sentimento dell'amore, tanto che i due si incontrano di nuovo la notte dopo. La storia si svolge in quattro notti, durante le quali i due si aprono l'un l'altra, fino all'amaro epilogo.

Dal 4 al 13 aprile - DOIT FESTIVAL
Verrà proposta una selezione tra gli spettacoli più apprezzati del Festival e tra i testi che, vincitori del concorso di scrittura, sono stati messi in scena. La rassegna si concluderà con la consueta cerimonia di premiazione de L’ARTIGOGOLO 2019 e con la presentazione dei testi vincitori della passata edizione, pubblicati all’interno della collana teatrale “Le Nebulose”.

Dal 26 al 28 aprile - Per amor di Gloria.
Ambientata negli anni '90, quando non c’erano smartphone, ma telefoni fissi (e bollette astronomiche), non c’era internet e si scrivevano ancora lettere d’amore, non esisteva Facebook ma amicizie in carne ed ossa, la commedia ha per protagonisti tre giovani artisti squattrinati. Un attore a caccia perenne di un ruolo importante, un musicista incompreso e un pittore che si ritiene la reincarnazione di Picasso… E poi c’è Gloria, una telereporter tutto pepe che porterà scompiglio nelle loro vite.

Dal 3 al 5 maggio - Farfalle di Wajdi Mouawad, con Luca Avallone e Diletta Masetti diretti da Emiliano Russo.
Un testo che parla di solitudine, di una sorella, un fratello, un suicido e milioni di farfalle La storia di un ragazzo che prima di morire, racconta dell’incapacità di vivere e della complessità dell’età adolescenziale. La nostra recensione

10 e 11 maggio - Keith! con Massimo Mirani, diretto da Daria Veronese.
Keith! è un monologo popolato da personaggi sopra le righe, inquietanti, ma anche buffi. Il ricordo, l’atmosfera, l’ambiente dei complessi beat degli anni 60, il miraggio del successo, la liberazione sessuale, la musica e poi l’enigma della morte di Brian Jones, ma soprattutto l’Italia di quegli anni con i suoi “complessi” musicali e non, questi e molti altri gli argomenti trattati.

Dal 24 al 26 maggio - Maschere meccaniche.
Un esperimento teatrale che nasce dalla fusione tra letteratura di genere e teatro. Una rassegna in cui vengono presentati alcuni corti teatrali ispirati ai romanzi pulp, alle weird tales, all’horror e alla fantascienza, con uno sguardo particolare verso i sottogeneri cyberpunk e steampunk.

Dal 31 maggio al 2 giugno - Sympathy for the devil, di Ludovica Ottaviani, sul palco con Carlotta Guido e Alessandra Izzo, diretti da Andrea Pergolari. 
Lu, il Diavolo in persona, stanco e annoiato, decide di scommettere con Dio le anime dei Rolling Stones. Il prescelto della scommessa è Eli, uno psichiatra londinese dalla vita apparentemente perfetta, che Lu è pronto a rovinare. A patto di non toccarlo mai in prima persona, il Diavolo scende sulla terra pronto a vincere la sua scommessa, barattando – dopo una partita a carte – l’anima del turbolento fratello di Eli, Adam, e costringendo “l’uomo serio” che ha scelto a perire sotto i colpi della sua bizzosa volontà. Questo almeno finché non irrompe Zelda, una donna che metterà in crisi le certezze dei due uomini e che dimostrerà di saperne… una più del Diavolo stesso.

Ar.Ma Teatro di Roma, in Via Ruggiero di Lauria 22, stagione dal 5 ottobre 2018 al 2 giugno 2019. Per ulteriori informazioni sulla programmazione di sala: telefoni 06.39744093 / 333.9329662 - mail info@capsaservice.it - ufficio stampa Rocchina Ceglia.

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