media & sipario - Se "Il sapore dei mandarini" è dolce, quello degli applausi lo è ancora di più!

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Se "Il sapore dei mandarini" è dolce, quello degli applausi lo è ancora di più!

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Un lunghissimo applauso ha accompagnato - al Teatro Boni di Acquapendente - la settima replica de "Il sapore dei mandarini", intrigante incursione nel noir teatrale di Enrico Maria Falconi

RECENSIONE - Ci troviamo all'interno di una casa borghese come tante. Renato (Ettore Falzetti) è seduto al suo tavolo, intento a mangiare alcuni mandarini, argomentando però, come succede a molti di noi, sul differente sapore dei frutti oggi, ricordandoli più dolci nella sua infanzia. E' pensionato, è vedovo, ma da alcuni anni è risposato con Anastasia (Barbara Russo), una professionista russa più giovane di lui, tanto spigolosa quanto bella.

renato

Nella coppia è l'uomo quello che sembra più innamorato e sofferente dei molti impegni lavorativi della donna, cui però è stato lui a chiedere di lavorare, per contribuire alle spese della famiglia. Renato ha anche una figlia di primo letto, Giulia (Ramona Gargano), giovane avvocato che poco tollera la presenza della nuova compagna di vita del padre. Di nascosto dal genitore, Giulia ha una frequentazione molto intima con Marco (Andrea Standardi), un giovane meccanico romano, anche se questi subisce il fascino di Leila (Caterina Fasulo), la sensuale ed onnipresente sorella di Anastasia.

anastasia

Fermandosi a questo primo piano narrativo, il testo, scritto e diretto da Enrico Maria Falconi, potrebbe prendere la strada della commedia sentimentale, mettendo in risalto esclusivamente i difficili, ma nemmeno troppo lontani dalla realtà, rapporti interpersonali tra i cinque protagonisti, ma non è questo l'obiettivo dell'autore, non almeno quello principale. La gelosia di Renato per Anastasia e la doppia relazione di Marco con Giulia e Leila non sono, in fin dei conti, che sfaccettature, forse esasperate e poco praticate, di molte famiglie allargate e non convenzionali, ma fino a quando il ménage non travalica i suoi limiti (che nessuno dall'esterno ha il diritto o deve avere l'arroganza di stabilire) e non assurge alle attenzioni della cronaca, per quanto possa essere complesso e inusuale, rimane comunque confinato alle liti (o sopportazioni) solo domestiche, rapporti privati e niente di più.

renato e giulia

Succede invece che avvengano strani incidenti casalinghi, tra cui il più grave è la manomissione della amata Fiat 127 verde di Renato, avvenuta nel garage dove la macchina viene custodita. Succede anche che Renato è un collezionista di modellini militari e che il suo ultimo acquisto, un sommergibile della Seconda Guerra Mondiale, scompaia dal tavolo di casa, dove era stato lasciato. Succede anche che Giulia, che vive sola, si assenti per lunghi periodi, apparentemente senza motivi, e Leila sembri essere un ambiguo burattinaio (o una "dark lady") che agita i fili degli altri componenti della "famiglia", particolarmente a suo agio nei tanti duelli verbali che avvengono, tutti contro tutti. Ma non è nemmeno questo l'intreccio narrativo su cui dobbiamo maggiormente concentrarci. A piccoli passi, comportamenti sempre poco chiari e difficili ammissioni, veniamo condotti verso una "spy story" (più vicina a John le Carré che a Ian Fleming) e infine verso un noir teatrale (rimandiamo a "L'idea di ucciderti") dalle ampie contaminazioni cinematografiche (citazione d'obbligo: "Diabolique", nella versione del 1996 di Jeremiah S. Chechick).

leila e anastasia

"Il sapore dei mandarini", al pari dei diversi piani praticabili della scena, utilizzati metaforicamente alla bisogna, nasconde primariamente il grande divertimento di Enrico Maria Falconi nel proporre al suo pubblico un racconto teatrale completamente diverso dal solito, non inquadrato nei canoni principali (non è una commedia, non è una tragedia, non è un musical, non è un giallo, ecc.), come ci ha raccontato prima che lo spettacolo venisse rappresentato. E in effetti il gioco intreccia abilmente il classico (in primis William Shakespeare), con le tematiche tipicamente più anglosassoni (abbiamo voluto trovare analogie con la profonda incomunicabilità di "Next To Normal" e Night, Mother"). Presente ovviamente il più grande Maestro dell'incomunicabilità che abbia mai scritto per il sipario, Luigi Pirandello, con una citazione che, a parere nostro, rimanda al suo capolavoro "6 personaggi in cerca d'autore": "Io sono una tua attrice, non mi trasformerai in regista".

leila e giulia

Se lo scopo dell'autore era quello di proporci un viaggio inusuale e originale, non possiamo non riconoscere che ci sia pienamente riuscito, ne è una conferma il lunghissimo applauso che ha accompagnato i ringraziamenti finali del cast artistico. Lo spettatore si è lasciato condurre piacevolmente nel gioco, chiedendosi (ma senza assillo) dove si voleva andare a parare e cercando di analizzare in forma logica i comportamenti apparentemente illogici dei cinque protagonisti, vere marionette nelle mani del regista e asserviti al copione.

marco

Ogni elemento di scena, compreso il sapiente uso delle luci, è utilizzato per comporre i vari tasselli della trama che, mai come questa volta, invitiamo ad andare a scoprire in Teatro. I cinque attori, tutti molto bravi, si sono impegnati al massimo per non concedere nulla alla nostra comprensione, mettendo in opera sapientemente il loro mestiere, peccato che la nostra volontà di non "spoilerare" non ci permetta di esaltare, nell'articolo, alcuni piacevoli particolari. Basti sapere che, solo alla fine, tutte le domande troveranno risposta piena, forse! Alle nostre domande post-spettacolo l'autore/regista ha "non" risposto, sorridendo. Più eloquente di così!

un momento dello spettacolo

Se il Teatro (quello buono) è finzione, maschera, apparenza e "Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne, tutti, non sono che attori" (citazione da "As You Like" del "solito" Shakespeare), diamo merito a questi "mandarini" di avere il dolce sapore zuccherino del fine pasto, senza il bisogno di dover aggiungere altro, perché il nostro piacere di spettatore venga pienamente soddisfatto all'uscita dalla sala. Ci rimane la curiosità di vederlo una seconda volta: chissà se, sapendo già cosa avviene, possa rivelarci altri particolari e sfumature, con "Colombo" succede.

marco e leila

IL SAPORE DEI MANDARINI di Enrico Maria Falconi. Cast artistico: Ettore Falzetti, Caterina Fasulo, Ramona Gargano, Barbara Russo, Andrea Standardi. Regia: Enrico Maria Falconi. Aiuto regia: Roberto Fazioli. Scene: Luca Garramone. Costumi: Simone Luciani. Luci e fonica: Luca Bertolo. Amministrazione: Jessica Brancaccio. Ufficio stampa: Flaminio Boni. Social media: Monica Falconi. Produzione: Blue In The Face. Durata: 90 minuti compreso intervallo.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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