media & sipario - Le contraddizioni di Leni Riefenstahl sul palco del Teatro Brancaccino di Roma

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione dei suoi utenti. Premendo il pulsante OK l'utente ne accetta l'utilizzo sul device

Le contraddizioni di Leni Riefenstahl sul palco del Teatro Brancaccino di Roma

Strumenti
Carattere

Il testo Leni, Il trionfo della bellezza di Irene Alison, con la regia di Marcello Cotugno, è in scena nella sala romana, inserito nella rassegna di drammaturgia contemporanea Spazio del Racconto 

IN SALA - Fin dall’infanzia Leni Riefensthal mostrò un carattere ed una tenacia indiscutibili: figlia di un imprenditore di successo che la vedeva nell'azienda di famiglia, frequentò di nascosto, grazie alla madre che ne aveva intuito il talento, corsi di danza, arte e teatro. L’impegno e i risultati furono tali da dare inizio ad una crisi tra i genitori, soprattutto quando il padre, ancora sicuro del fallimento della figlia “che sprecava tempo”, la iscrisse alla famosa Accademia di Belle Arti di Berlino per metterne in luce le lacune. Invece Leni cominciò la sua “ascesa alle arti”, diventando prima una ballerina e poi un’attrice, fino al rimanere folgorata dalla visione di un film ambientato sulle Dolomiti. La decisione di intraprendere la cinematografia alpina fu così forte da “pedinare” il regista del film visto (Der Berg des Schickals - La montagna del destino di Arnold Fanck) per poter lavorare con lui, fino a diventarne la star e a muovere i primi passi nel mondo della regia. - da Leni Riefenstahl, quando le immagini si assoggettarono ad Hitler.

il trionfo della bellezza

Ci sono personaggi il cui cammino è stretto in un tempo che conduce a un’involontaria ambiguità, difficilmente giustificabile agli occhi della Storia, abituata a riflettere sempre a posteriori. E' il caso di Leni, troppo vicina al fuoco del regime nazista per non bruciarsi e non compromettersi, ostinatamente (sopra)vissuta nonostante le accuse, le domande inevase e i sensi di colpa. Di questa lunga e straordinaria parabola di vita, Leni, Il Trionfo della Bellezza racconta i giorni d’oro delle riprese di Olympia: un resoconto delle Olimpiadi di Berlino del 1936, dove lo sport, lontano dalla trivialità della cronaca, viene raccontato col piglio epico di una narratrice di corpi, gesti, sguardi e desideri agonistici, celebrando, allo stesso ambiguo tempo, l’ideale di una bellezza che incarna e materializza l’estetica del Reich hitleriano e l’utopia di una competizione che unisce uomini e donne al di là di ogni appartenenza etnica o religiosa.

valentina acca

Ma chi era, in realtà, Leni? La giovane ballerina piena di sogni, l’atletica diva del muto che rischia di soffiare a Marlene Dietrich il ruolo de L’Angelo azzurro, la caparbia e visionaria cineasta che sfida Joseph Goebbels per difendere la propria libertà creativa, l’appassionata fotografa che immortala in immagini indimenticabili i Nuba e i tesori sottomarini? Oppure è, prima di tutto, l’occhio dietro la più sofisticata - e ferocemente politica - operazione di manipolazione dell’immaginario che la Storia ricordi? E la sua opera è asservita totalmente ai valori del regime o il tentativo di domare il caos attraverso la bellezza? Può in definitiva un "occhio" dichiararsi innocente? Può esistere uno sguardo apolitico?

leni, il trionfo della bellezza

Tradurre queste contraddizioni in forma di monologo/voce recitante è stata una sfida stimolante, portata avanti in uno spettacolo che anima lo spazio scenico attraverso la relazione tra l’attrice e i luoghi deputati, spesso creati con semplici luci o grazie all’uso di oggetti evocativi, per muovere il racconto come in una narrazione filmica. L’utilizzo del video, in questo caso seconda “voce” in scena, permette di amplificare i sensi del racconto e di ricondurre lo spettatore sugli spalti della Storia. Il testo prevede un’architettura non lineare di superfici narrative che si sovrappongono ricostruendo un’unica vicenda: quella di una donna simbolo dei chiaroscuri del Novecento, che approda al nuovo millennio portando con sé un enigma mai risolto.

LENI, IL TRIONFO DELLA BELLEZZA di Irene Alison. Cast artistico: Valentina Acca. Regia: Marcello Cotugno. Scenografia: Sara Palmieri. Aiuto regia: Martina Gargiulo. Produzione: Khora teatro.

Teatro Brancaccino di Roma, Via Mecenate 2, in scena dal 6 al 9 dicembre 2018. Spettacoli dal giovedì al sabato alle ore 20, la domenica alle ore 18:45. Biglietti: intero a 18 euro, ridotto a 12,50 euro. Per ulteriori informazioni sullo spettacolo e sulla programmazione della sala: sito internet www.teatrobrancaccio.it - telefono 06.80687231 - mail botteghino@teatrobrancaccio.it - ufficio stampa Monica Menna (Silvia Signorelli)

0
0
0
s2sdefault
morrison.jpg