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"La cena delle belve" si apparecchia in palcoscenico, quello del Teatro Duse di Bologna

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In origine “Le Repas des fauves” di Vahè Katcha, premiato con il Molière 2011, uno dei più importanti riconoscimenti per il teatro d'oltralpe. Versione italiana con la regia di Julien Sibre e Virginia Acqua

IN SALA - Italia, 1943. L'armistizio proclamato dal maresciallo Pietro Badoglio (8 settembre) ha improvvisamente, per la popolazione civile, trasformato gli alleati e amici tedeschi in invasori, tanto tenaci militarmente quanto sprezzanti dell'improvviso cambiamento di indirizzo "politico" della casa reale italiana, che comunque ha già trovato riparo sicuro a Brindisi. Sette amici si ritrovano per festeggiare un compleanno, occasione per staccare dalle tragedie e paure della guerra e dalle sue privazioni. Ma l'uccisione di due ufficiali tedeschi fa scattare l'immediata reazione della Gestapo e la decisione di prendere in ostaggio due persone per ogni appartamento, compreso quello dove si sta svolgendo la cena di compleanno. Per un riguardo nei confronti del padrone di casa, i tedeschi passeranno a "prelevare" i due ostaggi solo alla fine della cena, permettendo agli invitati di "selezionare" chi tra loro dovrà seguire la polizia nazista, con tutte le conseguenze del caso. Ognuno cercherà di salvare la propria pelle e davanti alla paura della morte l’amicizia si dissolverà in un istante, tirando fuori il peggio di ogni persona. D'altra parte "homo est homini lupus" non è un'affermazione tedesca o italiana!

la padrona di casa

Il testo alterna momenti di alta tensione a momenti di risate e divertimento, lo spettatore viene preso per mano e coinvolto emotivamente, quasi costretto ad identificarsi in ciascuno dei sette personaggi: il libraio e sua moglie che organizzano la cena, il medico che non nasconde il suo interesse per l’occupante tedesco, un reduce di guerra con sguardo gioioso sulla vita, una giovane vedova tentata dalla Resistenza, un omosessuale cinico e un affarista collaborazionista. Chi sarà scelto o chi si offrirà in sacrificio per salvare tutti gli altri? E chi lo spettatore sceglierà di essere, senza ammettere le proprie antipatie, pregiudizi e/o condizionamenti? 

il cast artistico

Siamo riusciti a raggiungere e disturbare Virginia Acqua, regista italiana, con una forte sensibilità per il teatro francese, questa la sua dichiarazione: "E' uno spettacolo dove il pubblico è letteralmente invitato a salire sul palcoscenico e vivere come i personaggi la loro storia. Una particolarità di questo racconto è, infatti, che tutta la vicenda si svolge in un arco temporale reale, della stessa durata della messa in scena. Il pubblico ha così la possibilità di vivere istante per istante gli stessi pensieri, emozioni, domande, dubbi che si pongono i personaggi e sentirsi uno di loro. E gli interrogativi, naturalmente, che vengono fuori sono importanti, primo fra tutti: cosa farei io al loro posto? Cosa farei io se fossi lì. E' uno spettacolo sulla natura umana, che aiuta anche a sentirsi meno in colpa per i lati oscuri che tutti noi abbiamo. Perché anche il migliore di noi può avere un lato oscuro, come il peggiore di noi può avere un lato più luminoso. Ed è proprio questo ciò che lo spettacolo mostrerà", almeno questa è la sfida che lancio a tutti coloro che lo vedranno".

la gestapo minaccia la giovane vedova

LA CENA DELLE BELVE di Vahè Katcha. Elaborazione drammaturgica: Julien Sibre. Versione italiana: Vincenzo Cerami. Regia: Julien Sibre e Virginia Acqua. Cast artistico: Marianella Bargilli, Francesco Bonomo, Maurizio Donadoni e con Ralph Palka, Gianluca Ramazzotti, Ruber Rigillo, Emanuele Salce, Silvia Siravo. Scene: Carlo De Marino. Costumi: Francesca Brunori. Disegno luci: Giuseppe Filipponio. Direzione tecnica: Stefano Orsini. Produzione: Centro d'Arte Contemporanea Teatro Carcano in co-produzione Ginevra Media Production. Durata: 2 ore intervallo incluso.

TEATRO DUSE DI BOLOGNA, Via Cartoleria 42, in scena da venerdì 22 a domenica 24 marzo 2019. Spettacoli alle ore 21, la domenica alle ore 16. Biglietti: da 16,50 a 29 euro. Per ulteriori informazioni sullo spettacolo e la programmazione di sala: telefono 051.231836 - mail biglietteria@teatrodusebologna.it - ufficio stampa Marina Brancaccio.

(articolo di Beatrice Ceci - riproduzione non consentita)

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