media & sipario - Ma quanto ci "piace" Gabriele Cirilli? Più in teatro o in televisione?

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Ma quanto ci "piace" Gabriele Cirilli? Più in teatro o in televisione?

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Una domanda destinata a rimanere senza risposta, visto che il popolare attore abruzzese riesce a catalizzare saldamente l'attenzione del pubblico, a prescindere del media in cui appare 

RECENSIONE - Raccontare chi sia Gabriele Cirilli è probabilmente inutile, vista l'assidua frequentazione che l'artista ha da sempre con la televisione popolare italiana, a partire dai primi successi con Zelig - il tormentone Tatiana, l'amica grassa di Kruska - e via via, negli anni a seguire, una escalation di meritato gradimento che non sembra conoscere mai soste. Non tutti sanno, invece, che le spalle artistiche del comico di Sulmona (la città abruzzese che gli ha dato i natali e che è stata negli anni molto citata nei suoi monologhi) poggiano su una solida preparazione teatrale, costruita con il celebre Laboratorio di Gigi Proietti, un amore - quello per il teatro - che viene costantemente esternato ("È l'unico luogo dove mi sento davvero me stesso") e che di conseguenza ne giustifica e amplifica il suo costante presidio.

gabriele cirilli

Assodato che si tratti di uomo di e per il teatro, con il suo ultimo spettacolo, "Mi piace", ha scelto di raccontarsi senza troppi paracadute, affrontando i più disparati argomenti, alcuni pescati direttamente dal vastissimo repertorio che solo 30 anni di onorata carriera possono dare, altri provenienti dall'osservazione puntuale e curata (come solo un comico riesce a fare) della moderna comunicazione sociale, che poi così sociale non è. Quel rapporto, in alcuni casi deviato, che i contemporanei hanno con i "tecnologicissimi" social network, un fenomeno oscuro che sembra schiacciare i "non millennials", completamente impreparati e in affanno anche fisico (di visione e digitazione), specialmente se messi in impietoso confronto con figli e nipoti di qualsiasi età.

uno dei duetti

Nel suo nuovo show, dopo una divertente quanto apprezzata apertura musicale con i cartoni animati portati con successo al "Tale e Quale Show" di Rai 1, Gabriele Cirilli offre al pubblico del Teatro Boni di Acquapendente, dove lo abbiamo visto ed applaudito assieme a tanti altri presenti (la sala ha registrato il sold out per entrambe le repliche dello spettacolo), un divertente assaggio del mestiere dell'attore, aiutato, ma sarebbe meglio dire "disturbato", dalle incursioni sul palco da Amedeo Ming (Umberto Noto, già compagno di palcoscenico nella divertente versione italiana del musical "La Famiglia Addams"), improbabile tecnico di un notissimo marchio di telefonia cinese, incaricato di provvedere al ripristino del prezioso smartphone, salvandone - mi raccomando! - tutti i contenuti.

mi piaci

Questo piccolo collante scenico di coppia permette la navigazione nei tanti argomenti che compongono "Mi piace", dove vengono esternati e comicamente amplificati alcuni deliri di onniscienza veramente incomprensibili (per chi non li ha) espressi attraverso le odierne tecnologie, quando un normale ed utile strumento di comunicazione (a dire la verità estremamente potente) viene trasformato nell'unica ragione di nuova vita. "Viviamo tutti per un like. La nostra vita è un continuo avere e dare un giudizio, sin dalla mattina quando ci alziamo e ci guardiamo allo specchio", è l'impietosa ma corretta analisi che esce dallo spettacolo, che ribadiamo essere di intrattenimento e non di sociologia, anche se le incursioni comiche meriterebbero, dopo la risata, approfondimenti di altra natura. 

umberto noto e gabriele cirilli

Il monologo in ogni caso non si accontenta di stigmatizzare, divertendo, alcuni comportamenti deviati del quotidiano, ma percorre tutti i canoni del teatro comico "cirillesco", che non si ferma alle sole battute contro di sé ("Dovrei bruciare le calorie, ma le mie sono ignifughe"), ma alterna monologhi a canzoni e balletti. Sul passo di danza magari ci sarebbe qualcosa da poter migliorare, ma vedere il viso simpatico dell'attore, sempre sorridente e disponibile, giocare garbatamente con il suo pubblico fa sicuramente molto piacere e già diverte del suo.

gabriele cirilli

Un patto con lo spettatore sicuramente impegnativo, comunque mantenuto e sottolineato dai tanti applausi di grandi e piccini, un pubblico costituito principalmente da famiglie, alcune delle quali per la prima volta in teatro, ovviamente trascinati dal loro beniamino televisivo, dove possono però apprezzare il gusto della tridimensionalità fisica, il respiro dell'attore e anche magari abituarsi a questo nuovo ambiente e poi tornare. E anche questo merito sarebbe ascrivibile a Gabriele Cirilli, visto che senza di lui in scena forse non sarebbero venuti. E se in futuro il comico decidesse di non spiegare più chi è Tatiana, mettendo da parte (definitivamente?) gli esordi, ci piacerebbe e continuerebbe a piacerci ugualmente. Sommessamente facciamo presente, però, che uno "spazietto" per Kruska comporta e comporterà sempre qualche "like" in più. Se dovessero servire. 

ringraziamenti finali

MI PIACE di Gabriele Cirilli, Maria De Luca, Giorgio Ganzerli, Alessio Tagliento e Ivan Grandi. Cast artistico: Gabriele Cirilli, con la partecipazione di Umberto Noto. Regia: Claudio Insegno. Produzione: Ma.Ga.Mat. 

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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