media & sipario - Quale "Effect" ci rende noi stessi? Da scoprire alla Sala Umberto di Roma

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Quale "Effect" ci rende noi stessi? Da scoprire alla Sala Umberto di Roma

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"The Effect" di Lucy Prebble - traduzione di Andrea Peghinelli e regia di Silvio Peroni - mette in scena l'amore, ma anche la depressione e i limiti della neuroscienza. Nel teatro romano dal 17 al 29 aprile

ROMA - In un’elegante clinica dove si fanno esperimenti farmaceutici su volontari a pagamento, Connie e Tristan sono due cavie da laboratorio sotto la supervisione della dottoressa Lorna. Il medico, a differenza di Toby, direttore dell’esperimento e suo ex amante, non crede che la depressione sia uno squilibrio chimico del cervello e che possa essere curata con i farmaci. Le due cavie umane assumono dosaggi farmaceutici sempre più elevati, ma sfuggono al controllo dei medici e si innamorano. Quello di cui non sono certi, però, è se questa loro passione sia frutto dell’istinto o sia invece frutto degli effetti della dopamina.

"The Effect" è un dramma nodoso, che si occupa di oggettività scientifica, di senso di colpa, dei misteri del cuore e del cervello umano e di “ciò che ci rende quello che siamo”, celato in una forma ingannevolmente semplice e costantemente divertente. Un testo che sa miscelare un linguaggio carnale e temperato con la tenerezza e l’ironia.

Cast artistico: Alessandro Federico, Alessia Giangiuliani, Sara Putignano, Giuseppe Tantillo. RegiaSilvio PeroniProduzione: Pierfrancesco Pisani, Progetto Goldstein, Ass. Capotave, con il sostegno di Kilowatt Festival.

Sala Umberto di Roma, Via della Mercede 50, in scena da martedì 17 a domenica 29 aprile. Spettacoli il martedì, giovedì e venerdì alle ore 21, il mercoledì alle ore 17, il sabato alle ore 17 e alle ore 21, la domenica alle ore 17.

Ulteriori informazioni: telefono 06.6794753 - sito internet www.salaumberto.com - ufficio stampa Silvia Signorelli

 

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