media & sipario - La "Duchessa" ha preso un volo diretto, da Chicago ai Teatri italiani

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La "Duchessa" ha preso un volo diretto, da Chicago ai Teatri italiani

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Meritevole l'opera - non solo artistica, anche culturale - della Compagnia Italiana di Operette, che porta sulla scena nazionale non solo i titoli classici del genere, ma anche "chicche" più particolari

RECENSIONE - Difficile essere stupiti dalla Compagnia Italiana di Operette, compagine tra le più solide e di lunga tradizione - è nata nel 1953 - operante in Italia. Quando si entra in teatro - nello specifico il Teatro Parioli di Roma - si sa che si assisterà ad un racconto teatral-musicale ben realizzato, con ottime voci che si mettono al servizio del divertimento del pubblico. Anche gli innesti recitati e danzati sono all'altezza globale di una proposta artistica che affonda le proprie radici nell'Ottocento, ma che - ancora oggi - ha molti estimatori, tra cui insospettabili e competenti giovani.

la duchessa e il re

Suscita la nostra curiosità, da non espertissimi del genere, dopo "cavallini bianchi" "vedove canterine", assistere quindi ad un titolo meno conosciuto (almeno da noi), ma non per questo mancante di uno qualsiasi dei componenti di base della canonica drammaturgia dell'operetta.

rosemarie e james

"La Duchessa di Chicago" dell'autore ungherese Hemmerich Kalmann (libretto di Julius Brammer e Alfred Grünwald) risente piacevolmente della sua "giovane età". Il racconto teatrale può sicuramente non apparire troppo originale, con un regno immaginario - Silvaria - sull'orlo della bancarotta (speriamo non sia un presagio!), che si affida ai dollari dell'americana Mary Lloyd per risollevare le proprie sorti. Che la mente corra, anche in virtù di una battuta, ad "Arrivano i dollari", delizioso film di Mario Costa del 1957, è questione di un attimo.

mary e il principe sandor

La giovane e ricchissima americana arriva provvidenzialmente a corte e intraprende le trattative con lo spiantato sovrano per acquistarne tutte le proprietà, almeno quelle che non sono state già vendute, tipo la "corona" che il sovrano indossa, già sostituita con una di cartone che fa assomigliare il povero (in ogni senso) Re Pancrazio al Principe Giovanni disneyano. Nelle sue contrattazioni economiche Mary è assistita da James Bondy, un falso americano, ma vero napoletano. In questo caso la mente corre verso sua eccellenza Totò, che comunque verrà omaggiato anche più tardi da Victor Carlo Vitale (il falso americano). James, ovviamente, si dovrà innamorare - fortunatamente corrisposto - della bella principessa Rosemarie di Morenia. Testo come sempre molto leggero, con la divertente inversione di ruolo tra i nobili (che tanto non lo sono) e gli accondiscendenti servitori.

scarpe con suola in metallo

E' la partitura musicale e le coreografie, invece, ad essere deliziosamente diversi. Abbiamo avuto, infatti, il piacere di assistere a quadri di tip-tap (ovviamente eseguiti con le scarpe dalla suola in metallo) che non possono non evocare, per grazia ed eleganza, i tanti bei film con protagonisti Fred Astaire e Ginger Rogers. Anche il racconto musicale si discosta dai suoni più austro-ungarici, per inserire commistioni di charleston, swing e qualche leggerissima spruzzata di jazz. Immaginiamo come il pubblico degli anni '30 - l'operetta è del 1928 - abbia potuto accogliere uno spettacolo così azzardato, almeno per i canoni dell'epoca.

il re e la contessa

Come sempre, di gran qualità il "lavoro" espresso sul palco da tutto il cast artistico che si mostra - di operetta in operetta - sempre a suo agio, anche nell'attualizzare, con piccoli innesti di contemporaneità, copioni che rasentano il secolo, adattandoli al pubblico e al gusto teatrale di oggi. Piccole gradevoli invenzioni che vengono anche riadattate di serata in serata, messe e tolte, seguendo l'estro narrativo del momento.

mary e james

Dopo le ultime repliche della "duchessa", la compagnia si prende un meritato periodo di riposo, necessario per "ricaricare le pile", ma anche utile per dare modo a tutti di dedicarsi ad altre attività artistiche. Le operette, con il loro fascino del tempo andato, torneranno puntuali nella prossima stagione teatrale. Da scoprire che cosa vedremo. Azzardiamo il suono di alcuni campanelli. Ma chi lo sa! 

balletto

Cast artistico: Victor Carlo Vitale, Maria Emanuela Di Gregorio, Claudio Pinto Kovačević, Massimiliano Costantino, Irene Geninatti Chiolero, Giulia Mattarucco, Riccardo Ciabò, Riccardo Sarti, Mattia Rosellini, Nicola Vivaldi. Corpo di ballo: Martina Alessandro, Silvia Di Pierro, Martina Lazzari, Giada Lucarini, Idiana Perrotta, Raffaella Siani. Musiche: Emmerich Kalmann. Libretto: Julius Brammer e Alfred Grünwald. Direzione musicale: Maurizio Bogliolo. Direzione artistica: Victor Carlo Vitale. Coreografie: Monica Emmi. Costumi: Eugenio Girardi. Regia: Emanuele Gamba.

(articolo e foto di Luciano Lattanzi - tutti i diritti riservati)

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