media & sipario - L'impresario delle Smirne di Goldoni, in prima assoluta al Teatro Vittoria di Roma

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L'impresario delle Smirne di Goldoni, in prima assoluta al Teatro Vittoria di Roma

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Per lo spettacolo di debutto stagionale, la sala romana ha scelto la nuova produzione di Attori&Tecnici, in scena con un testo goldoniano e una compagnia di giovani e brillanti "saltimbanchi"

RECENSIONE - Varcando la soglia di un teatro, spesso si ha come la sensazione che il tempo rimanga sospeso. E' un po' il leit motiv del capolavoro beckettiano "Aspettando Godot", nel quale il tempo scorre, immancabilmente, ma sembra non "trascorrere mai" e si cerca di "ingannarlo" quando, in realtà, è "lui" ad ingannare ognuno di noi. Il fondamento di questa teoria si ha assistendo ad uno spettacolo come "L'impresario delle Smirne" di Carlo Goldoni, messo in scena, al Teatro Vittoria di Roma, dalla compagnia "residente" Attori&Tecnici, con una scelta attoriale che premia la versatilità e la giovane età dei protagonisti (tutti under 35).

il cantante

Goldoni - riformatore del teatro - è sempre stato un fine narratore della realtà che lo circondava, realtà che descriveva con penna sottile e ironica, a volte anche estremamente pungente. Fu il primo a rivendicare testi scritti e dedicati ad ogni singolo attore e tutt'oggi la rappresentazione di un suo lavoro appare all'occhio del pubblico come un opera "recente", dal taglio attuale e non pensata ben più di duecento anni fa, con un completo annullamento di tempo, virtù solo dei grandi autori. Basta vedere le tante trasposizioni contemporanee della famosa "locandiera" per potersi allineare a questo nostro pensiero.

alì sull'altalena

Se poi l'opera goldoniana viene reinterpretata, in questo caso da Stefano Messina, senza però spogliarla del'idea di base, ne viene fuori una pregevole messa in scena, con un omaggio allo scalcinato mondo dell’avanspettacolo e più in generale al mondo del teatro, che sembra prendere le mosse da lontano - ad esempio, dalla compagnia di varietà di "Accadde al commissariato" (di Giorgio Simonelli, 1954) - ma che poi è storia assolutamente recente, come dimostrano, in una esasperata e comica forma social, i surreali Emiliano e Giggi di #AttoreDinamico.

il conte

8 giovani artisti 8 - tutti da applaudire sul campo, ma anche fuori - si muovono in perfetto equilibrio tra la trama ideata da Carlo Goldoni e l'impianto scenico di Stefano Messina (interessante e piacevole la visione delle quinte) che, non scostandosi dall'idea goldoniana di donare dignità ad ogni singolo attore, enfatizza e pone l'accento sulle caratteristiche proprie di tutti gli otto gli interpreti, ben esaltandone il lavoro di palco. La storia è comunque conosciuta: un ricco mercante turco giunge a Venezia per costituire una compagnia di cantanti da portare ad esibirsi nelle Smirne (l'antica Turchia). Aiutato dal non "limpido" Conte Lasca, Alì si trova quindi a conoscere (e il pubblico con lui) tutti i giochi, le invidie, i capricci da primadonna che ogni attore/artista possiede e che, spesso e comunque, deve mettere da parte per riuscire a "sbarcare" il lunario.

virginia bonacini

L'impietosa - ma giocosa - visione dello scalcinato mondo dell'avanspettacolo (o meglio della Commedia dell'Arte) di Goldoni si fonde e si confonde con le luci e le ombre dell'attuale Teatro, in un'amalgama ben riuscita: battute non sense e innesti musicali (tutti cantati dal vivo) di musica moderna, nonché un ritmo di battuta sempre alto e ben sostenuto che contribuiscono allo scorrere del tempo della commedia, forse appena leggermente lunga, ma si è trattato comunque di un debutto e c'è tempo e modo per limare. Se Enzo Jannacci in "Saltimbanchi" (da "Foto Ricordo", album del 1979) ci ha cantato - e anche il cast teatrale lo ha fatto! - "che un sorriso dalla terza fila non arriva mai", possiamo sicuramente affermare che le file dietro la nostra - e non eravamo seduti nella terza - hanno molto sorriso e molto applaudito. Non abbiamo contato quante, ma siamo più che certi che lo abbiano fatto tutte!

le tre cantanti

Cast artistico: Nicolas Zappa, Matteo Montaperto, Stefano Dilauro, Chiara David, Andrea Carpiceci, Chiara Bonome, Mattia Marcucci, Virginia Della Casa. Regia e impianto scenico: Stefano Messina. Musiche: Pino Cangialosi. Luci: Valerio Camelin. Costumi: Ludovica Rosenfeld. Produzione: Attori e Tecnici.

(a cura di Beatrice Ceci e Luciano Lattanzi - riproduzione non consentita)

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