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Astrid Kirchherr, la fotografa (non solo!) dei Beatles in mostra a Bologna

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In un passato non molto lontano, i Beatles erano cinque ed una giovanissima fotografa - Astrid Kirchherr - li documentava per i posteri. In mostra a Palazzo Fava

MOSTRE - Solamente i maggiori conoscitori (o estimatori) dei Beatles sanno che in principio i "ragazzi di Liverpool" erano cinque e che al posto di Ringo Starr, alla batteria suonava Pete Best, vicino a Stuart Sutcliffe che invece muoveva le dita sulle corde del basso. Pochi sanno che Liverpool aveva fatto da sfondo al primo incontro tra John, Paul e George e che fu invece Amburgo a dare i primi palchi alla giovane band.

A Palazzo Fava - via Manzoni, 2 a Bologna - fino al 9 ottobre è possibile ripercorrere gli "Hamburg Days" dei Fab Four (anzi Five) grazie all'allestimento "Astrid Kirchherr with the Beatles": in mostra più di 70 scatti, descritti da un'audioguida, della giovane fotografa che, dopo un incontro fortuito, immortalò ed influenzò la storia della band inglese.

La Kirchherr, studentessa e assistente al politecnico del famoso fotografo Reinhard Wolf e fidanzata con Klaus Voormann (disegnatore della copertina del settimo album dei Beatles ndr) conobbe la band proprio grazie a quest'ultimo, che li aveva casualmente ascoltati durante un concerto nel locale Kiserkeller. L'incontro segnò una svolta sia per la Kirchherr che per il gruppo londinese: è infatti grazie all'artista che i Fab si lasciarono alle spalle giacche di pelle e capelli con la classica "banana" per un look esistenzialista e minimale con i capelli a caschetto che anche la fotografa sfoggiava. Cominciò quindi una collaborazione professionale dal sapore amichevole e dai risvolti sentimentali, tanto che Sutcliffe abbandonò la band per trasferirsi definitivamente ad Amburgo con la Kircheerr, riprendendo gli studi artistici.

In mostra il primo vero servizio fotografico posato dei Beatles, con scatti entrati nella storia: i cinque, immortalati nel lunapark di Reeperbah alla luce naturale - perché all'epoca la fotografa non usava nè flash nè luci aggiuntive - è diventata l'immagine-icona delll'allestimento dalla quale parte il viaggio  - anche musicale - attraverso il quale si può ammirare non solo la crescita "umana" della band, ma l'evoluzione fotografica e stilistica della Kircheerr. Suggestivi ritratti, sempre in bianco e nero, raccontano non solo la bravura tecnica della giovane tedesca, ma anche la capacità di descrivere con un solo scatto la personalità del soggetto e il turbamento interiore.

Le immagini di Lennon, seduto su una sedia nello studio-atelier che Sutcliffe divideva con la Kircheer, sono quanto di più forte dal punto di vista emotivo si possa mai osservare. Il dolore per la morte dell'amico, la rassegnazione e la consapevolezza di essere entrati, senza possibilità di uscita, nel mondo adulto, traspaiono dagli occhi e dall'atteggiamento di John che sembra così voler dare un ultimo saluto all'amico appena scomparso. (Sutcliffe morì nel 1962 mentre stava preparando il matrimonio con Astrid per una malattia ndr.); "Quando siamo saliti in soffitta, dove Stu dipingeva - ha dichiarato la Kirchherr - e ho scattato quella serie di foto ai volti di John e George nell'ombra, è stata un'idea di John. Era il suo modo di dire addio al migliore amico".

Unica fotografa ammessa sul set di “Hard Day’s Night”, il primo film della band, la Kirchherr non fu solo l'occhio attraverso il quale far conoscere i Fab Four al pubblico, ma anche un'amica che spesso lascerà l'apparecchio fotografico in mano ai componenti del gruppo per degli scatti da "album dei ricordi"; vicino ai ritratti e al dietro le quinte del film sono infatti esposte anche alcune immagini, eccezionalmente a colori, della vacanza a Tenerife nelle quali appare spesso la stessa Astrid, in atteggiamento colloquiale e fraterno, con John e con Paul su tutti.

Completano e chiudono l'allestimento alcuni "scatti di strada", che descrivono la società degli anni '60 fuori dai locali di Amburgo e che restituiscono una fotografa dalla grande resa realistica e dalla volontà di non rimanere "etichettata" solo come la "fotografa dei Beatles" ed un pannello di grandi dimensioni che ripropone la fotografia del Lunapark sul quale i visitatori sono invitati a lasciare un messaggio. Al termine della mostra itinerante il pannello verrà consegnato alla Kircheerr.

E' del 1967 l’ultima foto che la Kirchherr scatterà ad un membro dei Beatles, per realizzare la copertina dell’album "Wonderwall Music" e riuscire ad intraprendere una nuova carriera lontano dai "ragazzi di Liverpool" con la quale manterrà solo più rapporti di amicizia. "Astrid Kirchherr with the Beatles" organizzata grazie a fondazione Carisbo e Genus Bononiae-Musei nella Città, in collaborazione con la galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna.

CHI E' DI SCENA TEATRALE

  • 26.09.2017 - I Bonobo, Teatro Roma - Roma, fino al 19.11.2017
  • 28.09.2017 - La cena dei cretini, Teatro Manzoni - Roma, fino al 22.10.2017
  • 04.10.2017 - Fiore di cactus, Teatro della Cometa - Roma, fino al 22.10.2017
  • 10.10.2017 - Tre Sorelle, Teatro Lo Spazio - Roma, fino al 22.10.2017
  • 12.10.2017 - Pacific Palisades, Macro Testaccio (La Pelanda) - Roma, fino al 22.10.2017
  • 18.10.2017 - Filumena Marturano, Teatro Carcano - Milano, fino al 29.10.2017
  • 19.10.2017 - Divina, Teatro Martinitt - Milano, fino al 05.11.2017
  • 19.10.2017 - Next to Normal, Teatro della Luna - Assago (MI), fino al 29.10.2017
  • 22.10.2017 - Hope's Hamlet, Teatro Bianconi - Carbognano (VT), fino al 22.10.2017
  • 22.10.2017 - Amleto vs Romeo, Auditorium Unitus - Viterbo, fino al 30.11.-0001
  • 24.10.2017 - La Glaciazione, Teatro Trastevere - Roma, fino al 29.10.2017
  • 25.10.2017 - La spiaggia, Teatro della Cometa - Roma, fino al 12.11.2017
  • 26.10.2017 - Una scossa ondulatoria, Teatro di Cestello - Firenze, fino al 05.11.2017
  • 26.10.2017 - Bluff Niente è come sembra, Teatro Manzoni - Roma, fino al 19.11.2017
  • 28.10.2017 - Il gobbo di Notre Dame, Teatro Mancinelli - Orvieto (TR), fino al 29.10.2017