media & sipario - Per Vasco, in 225.000 persone a Modena Park... e fuori?

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Per Vasco, in 225.000 persone a Modena Park... e fuori?

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E' appena terminato il concerto italiano dell'anno, del secolo secondo qualcuno. Le nostre impressioni... 

LIVE REVIEW - Modena Park è stato archiviato (si fa per dire, se ne continuerà a parlare a lungo) con un successo su tutti i fronti: musica, persone, viabilità, sicurezza. L'evento-concerto di Vasco Rossi ha avuto una tale portata, almeno per il music-business italiano, da relegare a poche righe scritte da alcuni quotidiani locali, poca traccia sui nazionali, i malori dovuti al caldo e durante il deflusso della folla che spesso, dopo tante ore passate in attesa, si sentiva disorientata e non riusciva più a trovare il luogo dal quale era arrivata.

Chi scrive fa parte di quelle persone (tante per la verità) che dopo aver comprato il biglietto in forma "ufficiale" - rimanendo a lungo con le dita sulla tastiera per evitare di perdere il posto sul canale di vendita - si sono fatte prendere dal panico e l'hanno rivenduto, rammaricandosi poi di essere stata parte "dell'ansia" e non "della storia".

Per evitare di essere eccessivamente preda dei rimpianti ci siamo però recati a Zocca (la cittadina natale del Kom - vedi E (Vasco) Rossi c'è! A Zocca e per tutti i suoi fan) che, in maniera discreta e senza troppo clamore, aveva deciso di montare il maxischermo in piazza e grazie all'autorizzazione dello stesso Vasco, proiettare la diretta (reale, non quella necessariamente rielaborata, causa diritti, e criticata dalla RAI) del concerto.

un momento del concerto

Probabilmente è come assistere al concerto dal "pit 3", senza lo stress e la fatica della giornata sulle spalle. Va bene, non c'è l'emozione di "essere" nell'evento, ma un concerto di simile portata probabilmente non sarebbe stato adatto a tutti. Ed ecco che in piedi a cantare a squarciagola e ad applaudire, come se il rocker fosse sul palco e non bidimensionale su uno schermo, ci sono famiglie con passeggini al seguito, coppie mature e ragazzini che - sicuramente - quando Vasco scriveva "Albachiara" (con la C e non con la K!) non erano neanche nati ma che, per questa sera, sono lì, da soli o con i genitori, ad ascoltare un quarantennio di musica che, piaccia o non piaccia il genere, c'è stato e ancora c'è.

Quarant'anni in tre ore e mezza con una scaletta di 40 canzoni che ha visto sul palco anche Gaetano Curreri accompagnare il Blasco al pianoforte ed una "combriccola" in piazza a Zocca, allietata dal cibo della proloco cittadina e dal Comitato Genitori, che ha respirato ogni nota ed è scoppiata in un applauso liberatorio, fragoroso quanto (e forse più) quello dei 225.000 a Modena Park, sul commosso ricordo tributato a Massimo Riva.

Un evento che si rivolge ad un target di spettatori assolutamente trasversale, che ha messo d'accordo tutti, anche i detrattori (ogni evento popolare ne conta tanti, quasi quanto gli estimatori, tutti o quasi concentrati sui social). Ci si augura che Rossi (Valentino o Vasco che importa? Sempre con la V inizia il nome di battesimo) abbandoni le scene il più tardi possibile.

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