media & sipario - I Cuori Scatenati sono solo 4, ma il divertimento è molto di più

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I Cuori Scatenati sono solo 4, ma il divertimento è molto di più

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Una casa di campagna, un temporale, quattro personaggi e un racconto teatrale delicato e divertente. Sono questi gli ingredienti di "Cuori scatenati"

RECENSIONE - Prendete due coniugi sul punto di firmare le carte del divorzio, una futura moglie gelosissima e un (forse) improbabile ladro. Fateli incontrare in una casa di campagna fuori Roma, durante un temporale e assistete agli eventi. E' questa in sintesi la trama della commedia "Cuori scatenati" firmata, diretta e interpretata da Diego Ruiz, in tournée, dopo il felice debutto dello scorso anno, anche in questa stagione 2018 (noi l'abbiamo applaudita al Teatro Dehon di Bologna).

chicca e diego

Diego (Diego Ruiz) e Chicca (Francesca Nunzi), dopo la separazione ed un ultimo periodo fatto di litigi ed incomprensioni, sono alla soglia della firma del divorzio e stanno attraversando un momento di "complice" pace. Il loro rapporto, seppur logorato, si basa su una solidità affettiva di lunga data (mai estranea, in realtà, anche in separazioni e divorzi) e Diego, prima di convolare a giuste nozze con la sua nuova fidanzata Maria (Maria Lauria), la figlia del proprietario della ditta di sanitari per la quale l'uomo lavora, vuole essere sicuro di fare "la cosa giusta".
Chiede perciò a Chicca di passare un'ultima serata insieme nella casa di campagna fuori Roma, con la scusa (propinata a Maria) di un convegno di sanitari a Torino.

maria lauria

La scelta della "location" si dimostra subito infelice. La casa è ormai diventata la fotografia dei gusti estetici di Maria e Chicca, che già mal la sopportava durante il periodo coniugale, complice un forte temporale che la disturba notevolmente, non vede l'ora di tornare a casa, semi-indifferente alle avances, piuttosto bislacche, di Diego. Quando i due stanno per uscire di casa, ecco arrivare l'improbabile ladro spagnolo Sergio (Sergio Muniz).
Per complicare ancora di più la vita del malcapitato Paperino, travestito da Diego, o viceversa (il risultato comico non cambia!), irrompe nella casa anche Maria, avvertita - dice! - dalla vicina impicciona (e chi non ne ha?), che ha pensato bene di telefonarle perché insospettita da luci e rumori provenienti dall'abitazione "vuota".

diego ruiz

A questo punto la carte in tavola si mescolano e prendono la forma di diversi castelli che, proprio per la materia con la quale sono fatti, fanno presto a cadere, specialmente se è Diego Ruiz a fare il mazziere.

sergio muniz

Ruiz si conferma - come stiamo notando e apprezzando nel panorama teatrale attuale dei commediografi italiani contemporanei - scrittore e regista che sa attingere alla vita quotidiana, miscelando gag ed equivoci nella giuste dose, senza strafare o risultare noioso, nella ricerca a tutti i costi della risata. Lo abbiamo già definito (in realtà lo ha fatto lui stesso) il Paperino teatrale, per il suo calarsi perfettamente nei panni del simpaticissimo "eroe" sfortunato che merita, sempre, tutta la comprensione del pubblico.
Prima o poi, ne siamo certi, si riscatterà sul palco uscendo vittorioso come Paperino su Gastone (per caso sarà Sergio Muniz?), ma nel frattempo è già vincitore nella riconosciuta abilità di scrivere e dirigere testi nei quali, pur attore, lascia ampio spazio ai suoi coprotagonisti che quasi a volte gli "rubano" (ma di comune accordo) la scena.

chicca

Perfetta nel ruolo di donna "agé" (non tardona!) Francesca Nunzi, che con la voce e la mimica dà il volto ad una credibile "altra" se stessa (Chicca), che incespica nelle collocazioni geografiche e che non disdegna (ma chi di sesso femminile lo potrebbe fare?) il fisico di Sergio. Un Muniz che lascia senza fiato dal ridere tutte le volte che interpreta il suo alias, alle prese non solo con le profferte di Chicca, ma anche con l'ascolto dei modi di dire italiani, che traduce in maniera letterale: "Non menare il can per l'aia". "Ma povero cane, io sono animalista, cosa ha fatto questa povera bestia?"

cuori scatenati

Infine, ma semplicemente perché in un elenco a qualcuno forzatamente tocca essere ultimo, Maria Lauria dà la costante riprova di una verve non indifferente: se il suo contraltare sul palco viene descritta come potenziale cacciatrice a mani nude di cinghiali e cervi, la sua prova attoriale è degna di nota per fisica e mimica.

maria e sergio

In considerazione di tutto si evince tra i quattro un grande affiatamento e la commedia si può tranquillamente definire corale senza che nessuno degli artisti "pesti" i piedi all'altro, confermando la tastiera di Ruiz degna di sfornare altre commedie dallo stile e dal ritmo che evoca quello della commedia americana degli anni '60. "Non mandarmi i fiori" (1964), solo per citarne una. In ogni caso anche sotto Paperino ci sono le mentite spoglie del supereroe Paperinik. Ci chiediamo solo dove nasconda la 313.

(recensione e foto di Beatrice Ceci - tutti i diritti riservati) 

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