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Retrogame, la nascita di Atari. Dal 1972 una delle industrie di maggior crescita

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Così come ogni altro media, anche i videogiochi hanno i loro pionieri e le loro celebrità. Ci occupiamo dei primi bit di Atari

RETROGAME - Abbiamo già incontrato Steve Russel e Ralph Baer, rispettivamente il realizzatore del primo videogioco e il creatore della prima console. Queste due figure, nonostante la loro innegabile importanza, non riuscirono mai a raggiungere la fama, né a rendere le loro creazioni successi commerciali, tuttavia ispirarono quella che sarà la prima vera celebrità del settore: Nolan Bushnell. Se questo nome non vi dice niente, forse otterrà significato se abbinato a quello dell’azienda che fondò nel 1972, una azienda che detterà le regole del mercato dei videogiochi creando da zero una delle industrie più prolifiche e di maggiore crescita di sempre: Atari.

nolan bushnell

Nato nel 1947 da una famiglia di mormoni, Bushnell rimarrà presto orfano del padre e dovrà quindi rimboccarsi le maniche e darsi da fare fin da giovanissimo. 
Era ancora uno studente di ingegneria elettronica all’Università dello Utah, quando nel 1966 il fratello gli fece conoscere Spacewar!. Fu amore a prima vista: Bushnell capì immediatamente che ciò che aveva davanti agli occhi era il futuro.
Nel 1968, dopo che si fu laureato, lavorò come addetto alla sala giochi di un luna park dove imparò il funzionamento e il collaudo delle macchine a gettoni.
Col passare degli anni, trovò impiego come ingegnere presso la Ampex (un’azienda di elettronica) dove conobbe un altro giovane ingegnere che sarà di fondamentale importanza nella sua vita: Ted Dabney.
L’ambizione tuttavia cresceva dentro a Bushnell, e il suo lavoro da ingegnere iniziò a stargli stretto. Decise così di creare qualcosa di suo, componendo come un puzzle quelle che erano le sue passioni e le sue esperienze pregresse.
Allestendo la camera della figlia neonata come un laboratorio e utilizzando pezzi di ricambio presi alla Ampex, Bushnell e Dabney, crearono un loro cabinato arcade che riproponeva la loro personale versione di Spacewar!

Grazie al suo precedente lavoro in sala giochi, il giovane ingegnere sapeva bene quanto fosse importante attrarre il giocatore, e dotò il cabinato di una struttura esterna in vetroresina dall’aspetto futuristico e dai colori sgargianti. Computer Space, il primo cabinato della storia era pronto; ora, mancava solo una azienda che volesse commercializzarlo, ed ecco spuntare la Nutting Associates.

Fondata appena tre anni prima con l’obiettivo di sviluppare videogiochi arcade, la Nutting Associates acquisì la licenza per la commercializzazione di Computer Space subito dopo che il suo fondatore, Bill Nutting, lo vide e se ne innamorò.
Computer Space venne quindi messo in produzione nel 1971 e venne distribuito nelle sale giochi del Paese diventando così il primo videogioco coin-op (macchina attivata dall'inserimento di monete) della storia.

computer space

Purtroppo, come quasi tutti gli esperimenti apripista non tutto andò come previsto. L’intento di Bushnell di migliorare le meccaniche di gioco ebbe la controindicazione di renderle eccessivamente complesse, tanto che per poter giocare era necessario leggersi un lungo manuale di istruzioni: cosa assolutamente assurda per la stragrande maggioranza dei frequentatori di sale giochi. A causa di questo, numerose delle 1500 unità prodotte di Computer Space rimasero invendute e le altre ben presto si trovarono agli angoli dei locali ricoperte da uno spesso strato di polvere.

Bushnell non era però tipo da perdersi d’animo e, dopo aver attribuito la colpa dell’insuccesso alla Nutting accusandola di non aver sufficientemente pubblicizzato il gioco, capì che se avesse voluto avere successo avrebbe dovuto fare da solo. Fu così che nel 1972, insieme a Dabney e a Larry Brian (un altro collega di Ampex), decise di fondare la propria azienda: Syzygy. Questo contorto sostantivo preso in prestito dall’astronomia, indica l’allineamento di tre o più corpi celesti lungo una immaginaria linea retta, così come tre erano i soci fondatori. Il nome tuttavia era già utilizzato e optarono quindi per il più semplice (e più pronunciabile) Atari, derivante da una espressione utilizzata nel “Go”: un antico gioco da tavolo strategico molto popolare in Asia.

logo atari

Ancor prima però di aver versato la propria quota societaria di 250 dollari, Brian ci ripensò e si tirò indietro. Bushnell e Dabney invece si rimboccarono le maniche e iniziarono a lavorare come riparatori di flipper, riuscendo ad accaparrarsi un buon numero di clienti e a guadagnare abbastanza per iniziare a fare assunzioni. La prima fu quella di Cynthia Villanueva: babysitter diciasettenne della famiglia Bushnell che assunse il ruolo di segretaria. Cynthia fu istruita a seguire alcune semplici regole che avrebbero dato l’impressione che Atari fosse una azienda di grandi dimensioni, come ad esempio mettere in attesa per alcuni minuti chi telefonava, prima di passare la telefonata a Bushnell.
Il secondo dipendente fu Allan Alcorn, ingegnere informatico, vecchio collega di Ampex e abile riparatore di televisori.

Nel frattempo, un’idea iniziò a girare nella testa di Bushnell che, facendo tesoro dell’esperienza di Computer Space, aveva capito l’importanza fondamentale della semplicità e dell’immediatezza. Nessuno era disposto a studiare per utilizzare un videogioco, che, essendo a tutti gli effetti un passatempo, doveva proporre un’esperienza semplice e appagante: esattamente come quella proposta dal Magnavox Odyssey, ed in particolare del gioco Tennis Table.
Per mettere quindi alla prova Alcorn che non aveva alcuna esperienza di programmazione di videogiochi, Bushnell gli raccontò che una grossa azienda di elettronica gli aveva commissionato una simulazione di ping pong. Il gioco avrebbe dovuto mostrare a video le racchette, la pallina e il punteggio. L’esperienza di gioco sarebbe dovuta essere intuitiva e pulita.

Alcorn si mise così di buona lena e creò un cabinato destinato a diventare il primo videogioco di successo della storia. La sua fama fu tale che straripò dalle sale giochi, e il gioco si rivestirà in seguito di uno chassis molto più piccolo andando a sfidare la stessa Odyssey che lo aveva ispirato sul suo stesso terreno: i salotti di casa. Questo nuovo, rivoluzionario gioco fu chiamato PONG. La prima generazione di console era iniziata.

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