media & sipario - Debora Caprioglio si fa incantare da Maria Callas, in Teatro succede anche questo

Questo sito utilizza cookies per facilitare la navigazione dei suoi utenti. Premendo il pulsante OK l'utente ne accetta l'utilizzo sul device

Debora Caprioglio si fa incantare da Maria Callas, in Teatro succede anche questo

Strumenti
Carattere

Al Teatro Il Rivellino di Tuscania  (Viterbo) il pubblico è stato accolto da Bruna, la fedele governante di Maria Callas. In scena "Callas D'Incanto", scritto e diretto da Roberto D'Alessandro

RECENSIONE - Bruna, interpretata da Debora Caprioglio, entra in scena spolverando un piccolo salottino. Per intrattenere il pubblico "ospite" in casa, inizia a raccontare la storia della Callas e inevitabilmente la sua, essendo connessa in tutto e per tutto con quella della famosa cantante; ricorda minuziosamente segreti e dettagli di Maria Callas, le due donne si sono incontrate martedì 18 febbraio 1953 a Milano, Bruna aveva soli 20 anni e sin da subito ha notato la fragilità di una donna che per tutti era emblema di forza e sicurezza. 
Bruna si è annullata per servire la Callas, ha dedicato a lei l’intera esistenza, il rapporto signora-governante si è tramutato in un’amicizia unica destinata a durare per sempre; i suoi racconti interessano gli spettatori che seguono le vicende passo passo come se si trovassero di fronte a un romanzo appassionante, sorprendente e a tratti drammatico.

Maria Callas, nata a New York nel 1923 da genitori di origine greca, lascia gli Stati Uniti nel 1947 per arrivare in Italia dove incontra suo marito Giovanni Battista Meneghini, molto più grande di lei. Nel nostro Paese la cantante conosce i suoi più grandi successi, il 19 dicembre del 1958 si esibisce all’Opéra di Parigi e il suo spettacolo è trasmesso in tutte le televisioni d’Europa. All’età di 34 anni era la cantante lirica più famosa al mondo. Per sottolineare gli episodi più importanti e per rendere ancor più coinvolgente la narrazione, la Caprioglio si serve della voce della Callas che dai diffusori echeggia nel teatro silenzioso e attento.

Bruna si sofferma sulla storia d’amore con Aristotele Onassis, la sua narrazione è simile ad una fiaba in cui il pubblico si aspetta il lieto fine, il “e vissero per sempre felici e contenti”.
Ancora sposati con i rispettivi coniugi, i due si incontrano e trascorrono alcuni giorni sul Christina, il lussuosissimo yacht dell'armatore. Naturalmente la Callas era accompagnata dalla sua fedele governante perché l’unica in grado di organizzarle il guardaroba; la Divina era ossessionata dall’ordine e dalla precisione, ogni abito doveva avere una propria etichetta che riportasse il giorno, mese e anno in cui il capo era stato indossato, in quale occasione e il nome delle persone che erano presenti, tutto questo per non rischiare di farsi vedere due volte con lo stesso abito. Solo la cura e le maniacali attenzioni di Bruna potevano essere all’altezza di tale compito. Nel rivivere i giorni in mare, nessun dettaglio viene lasciato a caso, Bruna racconta tutte le fasi di quella bella ma tormentata relazione. Come tutte le più belle storie, anche quella tra la Callas e Onassis inizialmente è piena di aspettative, di positive sensazioni, di quello stato d’animo che solo la curiosità di conoscere una persona interessante, può dare. Soltanto il tempo rivelerà la vera personalità di Onassis, un uomo che in fondo non ha mai apprezzato il talento di Maria Callas. Bruna, arrabbiata, ricorda che una sera si permise addirittura di chiamarla pubblicamente “cantante da pianobar”.

Aristotele è un uomo ricchissimo, cinico e lontano dalla sensibilità degli artisti, di conto suo la Callas è estremamente sensibile e troppo innamorata per riuscire ad ottenere rispetto e gratificazione che fortunatamente ha dal suo amato pubblico che però, alla minima performance “carente”, non esita ad accanirsi su lei. La Caprioglio legge articoli di giornali dedicati interamente al soprano, parole pesanti che non lasciano spazio a sentimenti di benevolenza e affetto. Colpi duri da attutire per una donna che ha dedicato la vita al canto.

La storia tra Maria Callas ed Onassis termina nel 1968 quando l’uomo si sposa con Jackie Kennedy. Maria segue il matrimonio dalla televisione, sotto lo sguardo preoccupato e devoto di Bruna; la cantante inizia ad assumere medicinali per riuscire a dormire ed altri per restare sveglia, in un miscuglio che la porta ad avere un forte malore; Bruna spaventata chiama soccorsi e la fa ricoverare. I giornalisti non perdono l’occasione per far passare la notizia come il tentato suicidio della Divina. Poco tempo dopo Onassis si riavvicina a lei che, assuefatta, accetta le sue nuove attenzioni finché Onassis si ammala e muore. La Callas è inconsolabile e sfogandosi con colei che sempre più è l’unica certezza di fedeltà della sua vita, confida: “vedi Bruna, di colpo mi ritrovo vedova senza mai essere stata sposata”.

Difficile scindere Debora da Bruna, l’attrice interpreta il personaggio della governante in modo impeccabile, sembra veramente che abbia vissuto in prima persona ciò che enfaticamente racconta. L’intento è quello di far conoscere la vera personalità di Maria Callas, descrivendo la sua travolgente storia d’amore, un amore che ha certamente annientato una donna unica (di Maria Callas ne nasce una ogni tremila anni), ciò che però emerge, sorprende e colpisce, è un altro tipo d’amore, forse l’unica forma completamente degna di essere chiamata tale: la capacità di donare se stessi per il prossimo, difficile ma non impossibile, e Bruna ne è la viva dimostrazione.

(recensione di Agnese Nicolai - tutti i diritti riservati)

Protected by Copyscape

0
0
0
s2sdefault