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Dal cinema al teatro: 'L'operazione' di Stefano Reali ha solo cambiato la "clinica"

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L’amicizia può nascere, inaspettatamente, anche tra due uomini ricoverati nella stessa stanza d’ospedale. Due uomini che, date le circostanze, tutto dovrebbero essere tranne che amici

RECENSIONE - Un ironico testo di denuncia sulla malasanità italiana. Un racconto senza mezzi termini di uno scandaloso mercato di letti, di avidi medici rampanti e di liste d’attesa infinite. “L’operazione – in barca a vela contromano” è anche e soprattutto una commedia sul valore dell’amicizia. Un’amicizia inaspettata tra due pazienti ricoverati nello stesso ospedale e che, date le circostanze, tutto dovrebbero essere tranne che amici. E di un’amicizia consolidata, di quelle un po’ brusche ma intrise di tenerezza come accade tra uomini.

Nella nuova versione teatrale, diretta ancora una volta da Stefano Reali, incontriamo nuovamente, dopo undici anni, due attori protagonisti della originaria versione cinematografica, firmato dallo stesso autore. Antonio Catania e Maurizio Mattioli, infatti, interpretano gli stessi personaggi che interpretavano nel film. Nel frattempo i capelli si sono incanutiti e Antonio Catania, sembra divertirsi un mondo ad apostrofare “Orso bianco” l’infermiere Mattioli.

La trama è nota, il trentenne Massimo (Nicolas Vaporidis) si fa ricoverare in un policlinico romano per effettuare la ricostruzione dei legamenti del ginocchio. Luigi (Antonio Catania), ricoverato ormai da molti anni è diventato un esperto delle varie dinamiche ospedaliere, immediatamente guarda con sospetto il nuovo compagno di stanza, reo di volersi “squartare un ginocchio solo per fare palleggi con una palla di carta”. Ai suoi occhi il ragazzo appare come un detestabile raccomandato.
In realtà Massimo non è un vero malato, ma un medico disoccupato reclutato dall’ex collega di università Cupreo (Marco Giustini), per smascherare un’illegale vendita di posti letti, di cui il principale indiziato è proprio Luigi.

E in effetti l’uomo usa tutti i mezzi a sua disposizione per dissuadere il ragazzo, gli parla del dolore indicibile e dei rischi dell’operazione, gli racconta dei vari interventi sbagliati che capitano in reparto, errori imputabili ai giovani assistenti spesso impiegati al posto dei chirurgi. Gli rivela che l’esasperante lentezza per ottenere un posto letto è voluta dagli stessi primari, serve a creare delle lunghissime liste d’attesa in modo tale da dirottare i pazienti nelle loro strutture private e chi può s’arrangia “comprando” un posto letto in ospedale.

Luigi è molto abile ad insinuare dubbi, ma è possibile che l’uomo dica la verità oppure è solo un astuto e cinico venditore di letti? Intorno a lui si affaccendano un burbero infermiere (Maurizio Mattioli) e la caposala Maria (Gabriella Silvestri), è solo umana compassione il sentimento che li lega a Luigi oppure sono implicati nella vendita dei posti letto? Un continuo gioco di ribaltamenti, la probabile innocenza che diventa colpevolezza, malati che riescono a sopravvivere nonostante diagnosi senza speranza, come Chichester il navigatore solitario che, colpito da un tumore polmonare, riuscì a fare il giro del mondo contro vento.

La commedia - vista in anteprima nazionale (con sold out) al Teatro dell’Unione di Viterbo - necessita ancora di qualche replica di rodaggio (attualmente è in scena al Teatro Roma della Capitale, dove rimane fino a domenica 11 febbraio). Il primo atto ci è apparso lento, nonostante la bravura degli attori non si è creato quell'equilibrio che amalgama in giusta misura l’amarezza e la comicità della trama. Le battute non hanno scatenato risate, è mancato qualche guizzo di spontanea vivacità, è prevalsa la cupa accettazione di una realtà inaccettabile che ormai non sorprende nemmeno più. Nel secondo atto, più veloce per il continuo ribaltamento di ruoli, il valzer sulle sedie a rotelle è stato un momento poetico, un modo giocoso per evadere e sopportare il clima soffocante degli ospedali. Perché proprio il gioco rende complici e amici.

Cast artistico: Antonio Catania, Nicolas Vaporidis, Maurizio Mattioli, Gabriella Silvestri e Marco Giustini. Regia: Stefano Reali.

 

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