media & sipario - I "Parenti Serpenti" si sono spostati dal Grande Cinema al Grande Teatro, con un identico risultato

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I "Parenti Serpenti" si sono spostati dal Grande Cinema al Grande Teatro, con un identico risultato

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"Parenti Serpenti" è un film amatissimo, costantemente riprogrammato e considerato tra i classici del Natale, malgrado il taglio della vicenda. La versione teatrale è di Carmine Amoruso

RECENSIONE - Al Teatro Lea Padovani di Montalto di Castro (Viterbo) è Natale, tempo di feste, giochi e “abbuffate”. Come ogni anno arrivano le attesissime vacanze, occasione per riposarsi e per rivedere parenti e amici che la frenesia del lavoro fa trascurare, soprattutto se vivono lontani.

trieste e saverio

A casa di SaverioTrieste iniziano i preparativi per l’arrivo di figli e nipoti. L’atmosfera familiare coinvolge gli spettatori che rivivono la gioia e la spensieratezza che solo il Natale sa donare; l’allestimento della scena (di Roberto Crea) contribuisce a trasformare il palco in un’accogliente casa dotata di diverse stanze suddivise in due piani, abitazione modesta ed accogliente, emblema di calore e protezione.

parenti serpenti

In effetti cos’è la famiglia se non un nido di affetti e sicurezze? La famiglia è il porto sicuro in cui tornare per ricevere supporto e amore, o per lo meno, così dovrebbe essere. Nonno Saverio, interpretato da Lello Arena, è un sottufficiale dei carabinieri in pensione, ed è proprio lui ad aprire la scena insieme a Giorgia Trasselli, nei panni di nonna Trieste. I due anziani, nell’attesa dei figli, si presentano al pubblico con piccole divertenti discussioni in cui la moglie sembra contraddire assiduamente il marito che rassegnato non può che darle ragione.

parenti serpenti

Arrivano i 4 figli, nuore e generi, Alfredo, Milena, Alessandro, Gina, Lina e Michele, ma non c’è traccia dei nipoti che hanno preferito passare il Natale altrove. Ogni componente della famiglia porta in casa i propri problemi personali o di coppia: chi è succube della moglie, chi non può avere figli, chi nasconde la propria personalità/sessualità, chi è stressato da figli, lavoro e routine.

alfredo e gina

Difficile far convivere tante personalità evitando contrasti, ma Trieste sembra riuscirci, la donna incarna perfettamente la tipica mamma italiana, ansiosa e premurosa, che cerca di accudire i figli, come se fossero ancora sotto la sua ala, a differenza di Saverio che, forse anche a causa dei suoi vuoti di memoria, a volte stenta persino a riconoscerli ed ha con loro un rapporto sicuramente meno apprensivo. Entrambi i genitori cercano di rispettare le usanze di famiglia: l’addobbo dell’albero, i cibi tradizionali, la messa di Natale. Sono episodi semplici quanto significativi: i bambini crescono, i genitori invecchiano, ma ci sono abitudini che non cambiano mai, punti fissi nella fitta rete del tempo.

a cena

La quarta parete viene costantemente abbattuta, quando i figli entrano o escono dalla scena e quando Lello Arena si assume il ruolo della voce narrante della rappresentazione, con le sue battute e le sue riflessioni diverte e commuove il pubblico, lo spettacolo viene vissuto attraverso i suoi occhi; i suoi sguardi e le sue espressioni accompagnano le battute accentuandone i significati. Nonno Saverio ha perso l’autorità che forse un giorno possedeva in famiglia, ora sembra un bambino in cerca di attenzioni che guarda smarrito ciò che gli accade attorno. I suoi racconti non sono più appassionanti, le sue considerazioni non interessano più; ognuno è immerso nei propri problemi e non ha voglia di pensare a quelli degli altri, tutti continuano a vedere i genitori come colonne fisse, pronte a sorreggere qualunque avversità ma, nel momento in cui la forza e la temperanza della madre lasciano il posto a dirette richieste di aiuto, chi tra i figli si prenderà l’incarico di accudire i genitori, portandoli a vivere con sé?

saverio

L’apparente serenità della famiglia si rompe improvvisamente e scoppia il risentimento; rancori, odi e gelosie escono allo scoperto, nessuno vuole addossarsi il “peso” di due vecchi, nessuno sembra essere mosso da sentimenti di amore e riconoscenza, sono tutti alla ricerca della soluzione più "pratica". E la soluzione, come sempre facciamo, vi invitiamo ad andarla a scoprire in Teatro.

il regalo di natale

"Parenti Serpenti" nasce nel 1992, come film diretto da Mario Monicelli, per giungere poi sul palcoscenico dove, inevitabilmente, il contatto con il pubblico si fa più vivo. Chi ha amato la pellicola non può non apprezzare la piacevole diversità teatrale messa in scena da Carmine Amoroso, come autore, e da Luciano Melchionna, come regista. E' quasi inutile puntualizzare poi la bravura di tutto il cast artistico.

selfie

L’opera, miscuglio di sensazioni e riflessioni, permette di identificarsi nei nipoti che non trovano tempo per i nonni neanche il giorno di Natale, nei figli che prendono finché c’è da prendere e si tirano indietro quando è il momento di dare, e nei due poveri genitori che credono di aver insegnato ai figli amore e rispetto, inconsapevoli che certi valori si sono persi, corrosi dall’egoismo e dal dramma del materialismo.

ringraziamenti finali

Cast artistico: Lello Arena e Giorgia Trasselli, e in o.a. Raffaele Ausiello, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo, Fabrizio Vona.

Dal 6 al 18 marzo i Parenti (ma anche i Serpenti) sono in scena al Teatro Eliseo di Roma.

(recensione di Agnese Nicolai / foto di Daniele Bianciardi - tutti i diritti riservati)

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